Inaugurato il Blue Economy Summit di Genova: “Dall’emergenza Covid anche nuove opportunità”

Il Blue Economy Summit ha preso il via lunedì 29 giugno: al centro del dibattito la ripartenza dopo l'emergenza sanitaria

30 Giugno 2020 | di Ilaria Ugolini
Il porto di Genova
Una veduta dall'alto del porto di Genova

Al via la terza edizione del Blue Economy Summit, la manifestazione nazionale dedicata alle filiere produttive del mare organizzata dall’Assessorato allo sviluppo economico portuale e logistico del Comune di Genova e dall’associazione Genova Smart City, con il supporto organizzativo di Clickutility Team. Il programma si articola in cinque giornate, con diverse sessioni tematiche che vengono trasmesse in live streaming da Palazzo Tursi e dalla Terrazza Colombo per avvicinare il maggior numero di persone alla cultura del mare.

L’evento è stato inaugurato lunedì 29 giugno, in diretta dal salone di Rappresentanza di Palazzo Tursi, dal vice sindaco Stefano Balleari che ha ricordato il ruolo strategico di Genova come primo porto del Mediterraneo per tutte le attività marittime e la sua secolare storia legata al mare.

Durante la prima giornata della manifestazione sono state affrontate principalmente le problematiche legate all’economia del mare dopo l’emergenza Covid 19, che incide sulla pianificazione pubblica e privata dello sviluppo futuro. L’economia produttiva e la logistica devono affrontare questa situazione di incertezza non solo a Genova ma nell’intero Paese.

Francesco Maresca, assessore allo Sviluppo Economico, Portuale e Logistico, ha sottolineato come questo evento rappresenti un messaggio di ripartenza. Genova, infatti, ha un “ruolo di traino” nell’economia italiana e mondiale dei traffici marittimi. L’assessore ha poi spiegato che al termine del summit verrà redatto un documento, il Blue Book, in cui verranno raccolte tutte le proposte emerse durante i lavori, da presentare a livello istituzionale per provare a trasformare in fatti concreti ciò che verrà presentato.

Matteo Bassetti, direttore della clinica di malattie infettive e tropicali dell’Ospedale Policlinico San Martino, ha lanciato segnali di ottimismo. “Dobbiamo guardare avanti – ha affermato – dobbiamo vivere con l’idea che probabilmente avremo dei casi, non a settembre, ma tra novembre e dicembre. Se avremo dei nuovi casi, siamo pronti ad affrontarli, il sistema è organizzato“.

Non credo sia giusto – ha precisato Bassetti – parlare di seconda ondata perché mette nella testa della gente la memoria della prima ondata che ci ha sopraffatto. Parliamo di nuovi focolai. Dobbiamo cercare di tornare ad una vita sicura, con tutte le misure che conosciamo, ma normale, perché altrimenti rischiamo di avere problemi più grossi. Perché ricordiamoci che le grandi epidemie del passato sono venute quando ci sono stati grossi problemi sociali ed economici”.

Durante i lavori sono stati presentati dati relativi allo scenario economico attuale, basati su ricerche effettuate negli ultimi mesi. Secondo Giovanni Andrea Toselli di PwC, la perdita di Pil a livello europeo ed italiano non verrà recuperata nel 2021 e potremmo essere in una condizione in cui nel 2022 inizieremo con un livello di produzione più basso del 2019.

Il Cerved, in particolare, sostiene che le aziende italiane che potrebbero dichiarare il default sono circa il 12% del totale. “Addirittura – ha spiegato Toselli –  in uno scenario hard, con un protrarsi dell’emergenza fino all’estate oppure nell’ipotesi di una seconda ondata, ci potrebbero essere impatti significativi fino ad un 33% sulla logistica ed i trasporti“.

Ma non mancano le opportunità: il trasporto marittimo è, infatti, vitale per garantire la fornitura di prodotti essenziali e si è registrata un’accelerazione nello sviluppo di soluzioni digitali per la tracciatura e la trasparenza nella supply chain, anche per gestire efficacemente le situazioni eccezionali.

Secondo Alessandro Panaro di SRM, bisogna rendere il nostro Paese più efficente dal punto logistico. Panaro ha previsto tre possibili scenari: uno scenario base con una ripartenza a giugno con un calo del 22% dell’import/export, uno scenario intermedio con una ripartenza a settembre con un calo tra il 33%-35% ed uno scenario critico con un calo del 50% qualora la ripartenza avvenisse nel 2021.

Dall’analisi di dati raccolti in questi mesi è stata notata un’interessante correlazione: quanto è più alta la performance logistica di un Paese, tanto più basso è stato il tasso di contagio. Un Paese più è logisticamente preparato, meglio riesce a far fronte agli shock economici e per questo è importante puntare su questo settore.

Matteo Cattenei di Assarmatori ha, invece, sottolineato come ci siano stati settori del comparto marittimo che non si sono mai fermati, svolgendo un ruolo importante anche durante il lockdown, come ad esempio il trasporto di merci ed il trasporto di passeggeri nelle isole. Infine, Augusto Cosulich, amministratore delegato di Fratelli Cosulich, ha invitato a distinguere ciò che è stato causato dal Covid e ciò che dipende da altri fattori: “La situazione che stiamo vivendo con le autostrade, il Terzo valico e la Via della Seta – ha ricordato – sono problemi che avevamo anche prima.  Dobbiamo vedere la situazione portata dal Covid-19 come un’opportunità”.

 

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