Le migliori tecniche e attrezzature per la pesca in mare: intervista al campione d’Italia Matthieu Amato

Tecniche, attrezzature per la pesca in Liguria a 360 gradi: i consigli del campione d’Italia Matthieu Amato

7 marzo 2019 | di Stefano Suriano
pesca in mare
pesca in mare - Matthiew Amato Campione D'Italia pesca dalla barca 2018

La pesca in mare è tutt’altro che semplice, anche se molti pensano il contrario. Passione, dedizione e pazienza sono solo alcuni degli ingredienti fondamentali affinché la nostra “ricetta” di pesca sia la migliore possibile. Esistono però alcuni accorgimenti che ci possono aiutare ad iniziare con il piede giusto, evitando i comuni errori. Proprio di questo abbiamo voluto parlare con un grande esperto del settore, il ligure Matthieu Amato, che  si è aggiudicato il titolo di campione italiano di pesca in mare dalla barca 2018.

LN – Con quale tecnica si comincia a pescare in mare?

MA – “Tutto dipende da dove si abita e che cosa si vorrebbe pescare. Sia dalla riva che dalla barca sono sempre il tempo meteorologico e la stagionalità ad indicare, per un appassionato di pesca, che cosa è giusto o sbagliato fare per prendere bei pesci e divertirsi. Vi faccio qualche esempio. In autunno le coste liguri ospitano tantissimi tombarelli e lampughe che si muovono in caccia di pesci più piccoli come le acciughe. In questo periodo vale dunque la pena fare uscite in barca dedicandoci a tecniche diverse come la traina leggera con le piume o a spinning con i jig.

In inverno e primavera, invece, il bolentino a orate e pagelli potrebbe essere il modo migliore per divertirsi. Durante l’estate infine due tecniche classiche di successo sono la pesca diurna a drifting (da fermi con la pastura) e la pesca notturna al totano. Sono tutte pesche che pratico e che mi capita di approfondire con chi me lo chiede, sia di persona (di certo la pratica sul campo resta la migliore) sia online, dove gestisco anche un gruppo dove scambiare opinioni e consigli sulla pesca in mare”.

LN – Quali sono le attrezzature da pesca ideali?

MA – “Quando si ha poca esperienza nel campo, è davvero facile comprare cose sbagliate. Le tecniche di pesca sono molto diverse le une dalle altre ed oggi sul mercato troviamo spesso una quantità infinita di materiali e attrezzi di qualità scarsissima. La prima cosa da fare è decidere quali tecniche si vogliono praticare. Vogliamo fare dello spinning sulle mangianze, per esempio? Ok, allora cerchiamo un’attrezzatura che sia adatta ai pesci che ci sono nelle nostre zone. È importante sottolineare questo aspetto ed ogni tecnica di pesca meriterebbe un articolo a sé.

Ovviamente, avere l’attrezzatura giusta, e magari anche di alta qualità, non è sufficiente: la differenza reale in barca o sulla spiaggia la fa il pescatore. Ci vogliono anni di esperienza e frequenti uscite di pesca per arrivare a comprendere tutto questo. Oggi mi sento un pescatore con un bagaglio di conoscenze solido e, viste le tante richieste che ho ricevuto negli anni sui miei account social, sono riuscito a sviluppare attrezzature varie come canne, mulinelli, ami e terminali da pesca in mare pronti all’uso che portano il marchio Amato e che sono garantite da me.

È presente anche una linea di canne dedicate al surfcasting che si chiama Surfitaly by Amato. Tutto quanto è realizzato perseguendo la massima qualità. Sono state proprio le mie attrezzature a farmi vincere il titolo di campione d’Italia: un sogno per ogni pescatore che auguro a tutti voi”.

LN – Come si scelgono le montature giuste per pescare?

MA – “Scegliere la montatura giusta è uno degli aspetti cruciali, e spesso non è facile poiché entrano in gioco diversi fattori come la marea, la presenza di alghe e la profondità del punto in cui ci troviamo. Oltre a questo, bisogna tenere sempre a mente l’obiettivo della nostra montatura ovvero la presentazione dell’esca, che deve essere il più naturale possibile. Questo vale sia per le esche naturali che per le esche artificiali.

Studio queste cose con passione fin da quando ero ragazzino ed ho catalogato i diversi tipi di montature in una tabella che trovate sul mio sito, se vi va di approfondire l’argomento. La scelta del terminale va fatta in funzione della tecnica che si impiega, poi del tipo di esca e, solo dopo, del tipo di pesce che si spera di prendere. Non tutte le bocche dei pesci sono uguali e non tutti i pesci hanno le stesse abitudini: questi sono fattori che fanno davvero la differenza”.

LN – C’è qualcos’altro che ti sentiresti di consigliare a qualche nuovo appassionato di pesca in mare su come iniziare a pescare?

MA – “Vi ringrazio per lo spazio che mi avete dato su questo argomento che tratto da sempre anche su Pesca Fishing Shop, la ditta per cui lavoro, e sulle riviste per cui scrivo. Chiuderei facendovi vedere un video in cui consiglio di evitare i classici errori che fanno tanti neo-pescatori. Un saluto a tutte le persone che, come me, non riuscirebbero a vivere lontane dal mare”.

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1 commento

  1. Giuseppe ha detto:

    Ti seguo sempre da quando ho visto un tuo video su YouTube. Ti ringrazio per i consigli che dai a noi pescatori

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