Pesce scorpione nei nostri mari: una specie letale da cui stare alla larga!

La sua presenza è stata segnalata tra la Tunisia e la Sicilia, ecco il nuovo inquilino dei nostri mari

15 Novembre 2016 | di Redazione Liguria Nautica

Si chiama pesce scorpione e si tratta di un esemplare di recente arrivo nei nostri mari, da aggiungere alla lista di pesci velenosi. Il suo aspetto è davvero unico, inoltre le spine lunghe e sottili che “decorano” il suo dorso lo rendono facilmente riconoscibile. Nonostante l’aspetto sgargiante e vivace, è meglio tenersi a debita distanza da questa creatura, infatti i suoi aculei possono essere davvero pericolosi per l’uomo, in alcuni casi addirittura letali.
Da dove arriva questo vero e proprio alieno dei mari? Il Pesce Scorpione è originario del Mar Rosso ma nelle scorse settimane alcuni esemplari sono stati segnalati a poca distanza dalle coste italiane. E’ dunque possibile che pescatori e subacquei possano incontrare questa specie: meglio capire quali sono i reali rischi.

Pesce scorpione nei nostri mari? Non toccatelo per nessun motivo!

L’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) sta promuovendo una campagna informativa nei maggiori porti del sud Italia. La finalità è quella di informare la cittadinanza, e soprattutto pescatori e subacquei, del pericolo. Come avrete intuito il pesce scorpione è potenzialmente letale, infatti le pungenti estremità che puntellano la sua superficie sono pericolose per l’uomo. Queste spine poste sulle pinne dorsali presentano delle ghiandole che secernano delle particelle altamente tossiche, il cui contatto può essere letale anche dopo la morte dell’animale. L’effetto si mantiene attivo dalle 24 alle 48 ore successive al suo decesso: è quindi fondamentale evitare di avvicinarsi, così da scongiurare ogni pericolo.

Il pesce scorpione non è solito avvicinarsi alla riva, non sussiste quindi un reale pericolo per i bagnanti in vista della prossima stagione estiva, è bene comunque stare attenti infatti la puntura porta a un avvelenamento che può essere letale se non viene curato in tempi brevissimi. Franco Andaloro, ricercatore dell’Ispra, non vuole allarmare nessuno ma avvertire di un potenziale pericolo. Il pesce scorpione è stavo avvistato nei pressi delle coste tunisine e nei prossimi mesi è probabile che arrivi nei nostri mari: si raccomanda molta attenzione.

Paolo Bellosta

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