Roma, i piccoli pescatori in protesta

Questa "particolare" classe imprenditoriale manifesterà in Piazza Montecitorio per porre l'attenzione su alcune tematiche mai risolte negli anni

23 Aprile 2015 | di Redazione Liguria Nautica

Protesta armatoriIn questi giorni a Roma, in piazza Montecitorio e davanti al ministero delle Politiche agricole, protesteranno i piccoli pescatori. Si tratta della prima manifestazione che sia stata mai organizzata dall’Alpaa, segno tangibile del mutamento d’orizzonte dell’associazione.

 

Saranno i cosiddetti Armatori a scendere in piazza, i piccoli imprenditori nautici.
Imprenditori sui generis, in verità, verso cui non viene prestata alcuna attenzione. A questo è dovuta la massiccia e inaspettata partecipazione alle assemblee in questi giorni svolte in molte marinerie del paese, per porre all’attenzione del confronto temi mai risolti. Temi, in verità, fin troppo noti agli addetti ai lavori, alle istituzioni e alle forze politiche attive sul territorio, a cominciare da quello più impellente delle quote di pesca del tonno rosso. Di cosa si tratta? “L’Europa– spiega il presidente dell’Alpaa – sulla base del pescato nel 2000, assegnò all’Italia una quota pari a 1.950 tonnellate. Successivamente, con diversi decreti, il ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali ha di volta in volta stabilito la ripartizione di tale quota. Un fatto che può sembrare strano, ma che in realtà rientra nella norma: se infatti all’Unione europea spetta la gestione complessiva delle quote, i singoli paesi decidono criteri e modi per attribuire le quantità da pescare ai diversi sistemi e alle singole unità di pesca, intese come imbarcazioni”.

 

I ministri che si sono succeduti hanno adottato sempre lo stesso criterio, privilegiando le poche (grandi) realtà a danno delle (tante) piccole. Senza dimenticare tutte le altre questioni, non meno importanti, come la richiesta di una deroga temporanea, fino al 31 dicembre 2015, dei vincoli previsti dalla normativa per l’utilizzo delle piccole reti prodotte con maglia non superiore ai 18 centimetri. Deroga richiesta proprio per dare la possibilità ai piccoli pescatori, anch’essi colpiti dalla crisi, di avere più tempo per riconvertire le reti e mettersi in regola con le disposizioni comunitarie. I promotori della protesta  chiedono anche di rivedere i criteri atti a individuare nuovi ambiti territoriali in cui adottare piani sperimentali per la pesca speciale del “rossetto”, coinvolgendo in particolare quelle aree dove tale pesca assume caratteristiche tipiche, connesse alle tradizioni del territorio. “È evidente – conclude Rotella – che ci troviamo in presenza di rivendicazioni tutte dettate dal buonsenso, condivise da intere comunità e amministrazioni locali, ma che non riescono ancora a trovare nel governo interlocutori sensibili”.

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1 commento

  1. rocco ha detto:

    Ancora noi italiani non abbiamo capito niente che i nostri politici imbroglioni vogliono che mangiamo il pesce che proviene dalla cina

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