Savona, un lunedì di follia subacquea

Nelle coste del savonese è stato un dopo weekend di duro lavoro per la Guardia Costiera: i più scatenati nel commettere infrazioni sono i pescatori subacquei

14 Agosto 2012 | di Redazione Liguria Nautica

La Capitaneria di Porto di Savona contro la pesca subacquea illegale: il fenomeno si ripresenta nei giorni della settimana nei quali cala il turismo di massa. Questo è stato un lunedì nero. Con i fucili carichi, questi “pescatori”, infrangono una delle regole più importanti che li vuole ad almeno 500 metri dalla spiaggia, approfittando della minore presenza di bagnanti dopo il fine settimana.

 

Punta Predani, nell’area marina protetta dell’isola di Bergeggi, è la zona in cui si concentra maggiormente il fenomeno della pesca illegale e dove sono stati “pizzicati” i due subacquei, segnalati al numero 1530 della Guardia Costiera anche dai turisti spaventati; per mancanza di finanziamenti da parte del Ministero dell’Ambiente non esiste più la motovedetta dedicata unicamente alla tutela dell’area marina protetta, ma la Capitaneria effettua frequenti ispezioni nella zona. Il “pescatore” furbetto, che rischia in base alla legge quadro sulle aree marine protette l’arresto fino a sei mesi o un’ammenda fino a 12 mila e 500 euro, è stato fotografato più volte con il fucile in mano mentre procedeva nelle immersioni, senza posizionare la boa di segnalazione; il trasgressore, quando è stato fermato, con foto alla mano, non ha potuto replicare alla Guardia Costiera che gli ha effettuato anche il sequestro dell’attrezzatura sportiva.

 

Un altro pescatore sportivo, è stato bloccato in attività di pesca nella zona balneare di Savona, anche per lui è scattato il sequestro dell’attrezzatura e una sanzione di mille euro.

 

Considerata la grande attrattiva delle coste della Liguria per bellezza e ricchezza di fauna e flora, sono molti i pescatori subacquei che praticano l’attività nei termini della legge, quindi attendiamo i vostri commenti. Voi cosa ne pensate delle disposizione amministrative sulla pesca subacquea?

 

G.S.

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3 commenti

  1. stefano ha detto:

    qualcuno mi vuole spiegare come mai un fucile da caccia puo sparare in direzione di una casa solo ad una distanza di 100 o 150 metri che siano mentre io sono obbligato ad andare a pescare a 500 metri dalle spiaggie con un fucile che a tre metri in molti casi e’ del tutto inoffensivo?a chi do fastidio?senza considerare le barche che circolano laggiu in mezo al mare che non sannno manco cosa e’ un pallone da sub.ah le barche pero colm motore acceso hanno il minimo dei duecento metri dalle spiagge….assurdo!
    praticamente la legge mi fa rischiare la pelle ogni volta che voglio pescare vi assicuro che vedersi passare barche a trenta quaranta metri anche meno dal pallone non e’ bello….500 metri sono veramente tanti anche x un disorso di sicurezza…se torno indietro e mi viene unn crampo?mi sento male laggiu in mezzo al mare?!
    purtropppo anche vero che chiunque puo comprare un fucile ed entrare in mare a sparare, benissimo regolamentiamo con un corso obbligtorio un esame un qualcosa.
    rendiamo la psca subqcquea uno sport come la caccia…esame porto di fucile da pesca e tutti tranquilli…io dico cosi ma poi soluzioni ce ne sarebbero mille…ma facciamo qualcosa…

  2. cillario mirko ha detto:

    Sono istruttore sub di biologia marina, sono dispiaciuto dalla carenza di controlli sui siti protetti ma, bisogna anche tutelare tutte quelle zone dove la presenza di scogli sommersi fa si che i pescatori “professionisti” perdano le reti incagliate, le quali, a volte, ricoprono totalmente queste piccole oasi dove la biodiversità è notevole, andando a danneggiare organismi che hanno impiegato anni per formarsi e crescere. Possibile che con questa pratica si debba ancora andare a naso, dato che al giorno d’oggi le apparecchiature di rilevamento subacqueo hanno raggiunto prezzi irrisori?
    Sovente mi capita di immergermi in una zona del savonese, dove conosco alcune piccole secche, che sbucano da un fondale quasi pineggiante, vicine alla riva, ad una ventina di metri di profondità, con bellisimi ventagli di gorgonie ( leptogorgia s.) le quali sovente sono massacrate dalle reti dei pescatori locali, capisco che dove c’è una secca normalmente ci sia abbondanza di pesce, però un minimo di rispetto per il loro habitat è dovuto.

  3. Giorgio ha detto:

    La pesca subacquea regolamentata malissimo; si sono sempre posti divieti talmente restrittivi da risultare a volte impossibili da rispettare. In verità, sembra che si ritenga un fucile da pesca pericoloso quanto uno da caccia (infatti i limiti di distanza dalle zone pubbliche sono simili) ma i fucili subacquei hanno una gittata di appena 3 metri quando va bene !

    Basterebbe come in ogni cosa pò di buon senso da parte di tutti, magari introducendo delle fasce orarie; pescare durante la giornata è inutile per chi pesca e può dar fastidio ai bagnanti ma all’alba o al tramonto non si può trovar da dire.

    Senza parlare delle sanzioni: almeno 1000euro per chi non ha la boa di segnalazione e magari pesca attaccato agli scogli dove non passano imbarcazioni ma appena 300euro se una barca non rispetta il limite di 150mt dalla boa segna-sub, mettendo davvero a rischio la vita del pescatore!

    Ricordo poi che la pesca subacquea è il metodo di pesca meno invasivo e rispettoso che esista, se praticato correttamente: si ha sempre la possibilità di selezionare la preda evitando le catture accidentali del novellame, è un vero sport che richiede una certa atleticità e una condotta di vita sana e si impara a conoscere e rispettare l’ambiente marino.

    Bisogna cominciare seriamente a punire chi pesca di frodo, gente che pesca nelle zone A delle riserve, gente con bombole o peggio con rebreather, gente che sfora il limite massimo dei 5kg; è troppo facile prendersela col turistello di turno o con il ragazzetto del posto che vuol passare un paio d’ore in mare, e fingere di aver risolto qualcosa dopo aver dato un paio di multe per il niente.

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