Stop alla caccia agli squali, la Nuova Caledonia dice basta alle crudeltà

È risaputo come i cinesi vadano pazzi per la zuppa con le loro pinne, ma la Nuova Caledonia non ci sta e dice basta alla crudele caccia degli squali: una volta tagliate le pinne, gli squali vengono gettati in acqua per morire lentamente, senza poter più nuotare

30 Aprile 2013 | di Redazione Liguria Nautica

I predatori più temuti dei mari, sono a loro volta vittime di una caccia spietata la cui origine si perde nei secoli, da parte dell’uomo, in particolare, le loro pinne sono un nutrimento molto apprezzato dal popolo cinese, a fronte di un atto di crudeltà al quale il governo della Nuova Caledonia, finalmente, ha detto basta. Il territorio francese, al largo del Pacifico, dove gli squali sono decimati per soddisfare la sempre più alta domanda di zuppa di pinne, mette fine a una pratica crudele, imponendo il divieto della pesca: una volta tagliate via le pinne, gli squali vengono gettati in acqua per morire lentamente, dissanguati, senza poter più nuotare.

 

Il governo locale ha annunciato la messa al bando, della pesca, cattura o commercializzazione di ogni specie di squali nell’intera zona economica esclusiva di 1 milione 245 mila chilometri quadrati, per capire, in un’area grande quattro volte l’Italia. Non solo il divieto alla caccia, il governo della Nuova Caledonia ha anche proibito il cosiddetto “shark-feeding”, una popolare attività turistica ad alta adrenalina, che consiste nel dar da mangiare agli squali, per poterli osservare da vicino. Con questa nuova presa di posizione la Nuova Caledonia, si unisce così ad altri Paesi della regione che hanno creato santuari per gli squali: la Polinesia francese, Palau, le Isole Marshall e le Isole Cook.

 

Foto: Ansa

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1 commento

  1. andrea sessini ha detto:

    Wuao , ci volevano millenni di storia per arrivare a questa decisione …..i veri squali sono gli uomini non queste povere vittime dell’immensa ignoranza umana ….io per primo.
    saluti salla sradegna

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