Pesca, “stop alle reti sottocosta”: Giorgio Temossi lancia una campagna nazionale – Intervista esclusiva di LN

Una campagna di sensibilizzazione per porre nuovi limiti alla pesca professionale con le reti sottocosta: ecco l’intervista esclusiva al promotore genovese Giorgio Temossi

25 aprile 2019 | di Stefano Suriano
reti sottocosta
reti sottocosta

Il mondo è in continua evoluzione. Il tempo passa e l’uomo deve trovarsi a fare i conti con la natura, che necessita di una tutela sempre maggiore. Purtroppo questa spesso viene a mancare, anche perché rimangono in vigore normative di decenni fa, che ora non sono più in grado di garantire una sufficiente salvaguardia dell’ambiente. Di questo è convinto Giorgio Temossi, genovese pescasportivo, che ha lanciato una campagna nazionale per la modifica di una legge che regola la pesca con le reti sottocosta, oramai divenuta obsoleta.

reti sottocosta - il promotore genovese Giorgio Temossi

reti sottocosta – Il promotore genovese Giorgio Temossi

LN – Qual’ è lo scopo della tua iniziativa e che cosa ti ha portato fin qui?

GTLa mia proposta non ha lo scopo di vietare la pesca con le reti ma di limitarne l’esercizio nel sottocosta. Per sottocosta intendo i primi cento metri d’acqua antistante scogliere o spiagge. La volontà è quella di apportare una modifica alla legge in vigore che risulta facilmente raggirabile, lasciando eccessiva libertà di azione ai pescatori professionali che utilizzano le reti.

Mi riferisco all’articolo n.105 -Limitazioni di uso- delD.P.R. n.1639 del 2 ottobre 1968 recante “Regolamento per l’esecuzione della Legge 14 luglio 1965, n.963, concernente la disciplina della pesca marittima” – Sezione II: Delle reti da posta, che afferma “E’ vietato collocare reti da posta ad una distanza inferiore a 200 metri della congiungente i punti piú foranei, naturali o artificiali, delimitanti le foci e gli altri sbocchi in mare dei fiumi o di altri corsi di acqua o bacini”.

In questo articolo non vengono indicate nè una limitazione di lunghezza delle reti, nè una distanza minima dalla costa in fase di posa. Tutto ciò va a discapito dell’ecosistema marino, che nel sottocosta è molto fragile ma anche di tutte quelle persone che durante i mesi invernali si dedicano a sport come il surf, lo snorkeling, la pesca subacquea e il nuoto in mare. La voglia di cambiare una realtà oramai nota a tutti senza stare più solo a guardare mi ha portato fin qui oggi.

LN – In che cosa consiste il tuo progetto?

GTHo passato diverso tempo a pensare a come realizzare questo progetto. Alla fine la mia idea è stata quella di dividerlo in tre parti. La prima parte documenta quello che è l’ecosistema del sottocosta e di come venga messo a dura prova dall’impiego delle reti sottocosta che spesso nei mesi invernali sono posizionate quasi a riva. La seconda è invece più dinamica: coinvolge tutti coloro che hanno voluto sostenere la mia iniziativa con un piccolo video di pochi secondi in cui esprimono la propria opinione a riguardo. Sono rimasto molto colpito dalle decine di video che mi sono arrivati nei giorni seguenti al mio appello per dire stop alle reti sottocosta. Persone da tutta Italia mi sostengono, tra CUi anche molti pescasportivi famosi.

Infine, l’ultima parte rievoca l’attuale legge sulla pesca con reti da posta e contiene la mia proposta di modifica al decreto n.105, riformulandolo in “E’ vietato collocare reti da posta ad una distanza inferiore a 300 metri dalla costa e 200 metri della congiungente i punti piú foranei,naturali o artificiali, delimitanti le foci e gli altri sbocchi in mare dei fiumi o di altri corsi di acqua o bacini”. Ho poi realizzato un video che tutti possono vedere e condividere e in questi giorni ho inoltrato tutta la documentazione che ho raccolto nel tempo alle autorità competenti. Credo nelle istituzioni e nella giustizia, ora attendo una risposta al mio appello.

LN – Che cosa ti senti di dire a chi ti sostiene e ai nostri lettori?

GTQuello che ho voluto e voglio mostrare a tutti è quanto serio sia il problema delle reti sottocosta, che non colpisce solamente regioni come la Liguria ma l’Italia intera. Nei giorni scorsi mi sono arrivati decide di video, oltre che centinaia di messaggi di sostegno e ringraziamento per chi, come me, ha deciso di dare una svolta a ciò che non va bene mettendoci la faccia. Sono un semplice geometra con la passione per il mare, che spera in un futuro dove i bambini possano vedere ancora le meraviglie che ho potuto vedere io alla loro età.

Non voglio puntare il dito contro nessuno, né eliminare un mestiere antico che l’uomo utilizza da secoli. A nome di tutti gli italiani chiedo solo di aggiornare le regole per permettere un futuro migliore per noi e le generazioni a venire. Chiunque volesse maggiori informazioni può direttamente contattarmi sulla mia pagina Facebook Surfcasting GBTLiguria, sul mio profilo Instagram o sul mio canale Youtube.

 

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12 commenti

  1. Giorgio Temossi ha detto:

    Sono Temossi Giorgio, ringrazio tutti per i commenti lasciati e l’attenzione data all’articolo.
    Attenzione che spero vada anche a chi le cose può cambiarle veramente. Perché non si può più restare attaccati a una Legge del 1968, ma le cose devono evolversi. Ciò che non si vede non vuol dire che sia meno importante. Anzi. Quando si parla di mare è praticamente una costante. Ma se vogliamo un futuro dove trovare ancora le meraviglie di oggi le cose, le Leggi, devono essere aggiornate. E dico AGGIORNATE e non ELIMINATE. Professionisti della pesca, turismo, centri per le immersioni, piccoli professionisti e tutti noi possono convivere ma le cose devono essere aggiornate. Ringrazio immensamente di cuore tutti coloro che sostengono la causa e che combattono ogni giorno per un futuro all’altezza della nostra intelligenza e umanità. Giorgio Temossi

  2. eros scrilatti ha detto:

    basta sfruttare il mare in modo cosi intensivo.

  3. Sandro ha detto:

    Sono un pescatore professionista, e concordo pienamente con quanto esposto, unico disappunto, non si parla di limite per la pesca sportiva, preservare le zone di pesca vuol dire PRESERVARLE… Non dedicarle alla pesca per così dire “sportiva” non dico che bisognerebbe vietarla, ma consentirla in spazi limitati e far rispettare i limiti di catture.

    • Stefano Suriano ha detto:

      Buongiorno Sandro, mi fa piacere il fatto che anche voi condividiate l’iniziativa! Per quanto riguarda la pesca sportiva, esistono già leggi che la regolano… Qua in Liguria ma come in altre regioni ci sono zone in cui è vietata per preservare tali zone appunto come la aree marine protette. E questo vale sia per la pesca da terra, che dalla barca ma anche subacquea. Per quanto riguarda le catture, anche qui esiste una tabella apposita in cui sono riportate le misure minime dei pesci per poterli tenere. Ogni pescatore può tenere un quantitativo di un peso massimo di 5 kg e così via… Le leggi ci sono e le autorità competenti si impegnano nel farle rispettare. Ovviamente i furbetti ci sono sempre perchè controllare tutti in qualsiasi momento è impossibile; sta nella buona fede di ognuno rispettarle

  4. Angiolina. ha detto:

    Una iniziativa che merita il plauso! È un problema vero una iniziativa che porterà delle soluzioni che saranno sicuramente un buin inizio x noi tutti !la Natura è di tutti e salvarla è un nostro dovere ..Bravo GIORGIO

  5. Angiolina. ha detto:

    Ottima iniziativa ..Bravo ! È un vero spunto contro nessuno ma x tutti noi ! Xl Ecosistema per la fauna marina ..per noi tutti …Auguro che questo progetto sia l inizio di una vera battaglia x tutti! .

    • Stefano Suriano ha detto:

      Buongiorno Angiolina, siamo contenti che anche voi sosteniate questa campagna! Ogni commento è ben accetto, e siamo aperti al dialogo. Grazie

  6. Antonio agresta ha detto:

    Bravo giorgio sarebbe tosto ora che finalmente i veri distruttori delle nostre coste fossero anche loro messi in regime di legge come noi pescasportivi e dilettanti

  7. Adriano casapiccola u. S. Q. ha detto:

    Bravo Giorgio anch’io come agonista la penso come te!!

  8. Filippo Mazzola ha detto:

    Sono d’accordo e mi attivo per sostenere questa giustissima causa

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