Costruito a Genova il primo transatlantico italiano: la storia del “Duilio”

Il piroscafo "Duilio" è stato varato nel 1916 presso il cantiere navale Gio. Ansaldo & C di Sestri Ponente

Nel 1913 la Navigazione Generale Italiana (NGI) invitò il cantiere navale Gio. Ansaldo & C di Sestri Ponente a concorrere alla fornitura di un transatlantico per la rotta Genova-Buenos Aires. Si trattava del Duilio, un piroscafo di 22.000 tonnellate di stazza, oltre il doppio di qualunque nave passeggeri mai costruita in Italia, nonché la più grande del mondo sulla rotta del Plata.

Il Duilio eccelleva per sicurezza rispetto agli standard del tempo: aveva, ad esempio, 17 compartimenti stagni e poteva galleggiare anche con 4 compartimenti allagati. Per Ansaldo questa rappresentava un’occasione importante, soprattutto perché contemporaneamente era stata commissionata dalla stessa Navigazione Generale Italiana a dei cantieri inglesi la costruzione di una nave gemella, il Giulio Cesare.

 Il Duilio e le due guerre mondiali

A causa dello scoppio della guerra nel 1914 e dell’entrata in guerra dell’Italia nel 1915, la costruzione del Duilio rallentò notevolmente: le materie prime erano care e difficili da reperire e molti operai partirono per il fronte. Nonostante le difficoltà la costruzione andò avanti e la nave fu varata due anni dopo nel 1916 ed il 30 ottobre 1923 fece il suo primo viaggio a New York

Assieme al suo gemello Giulio Cesare, il Duilio fu requisito dallo Stato nel 1941 per rimpatriare i soldati italiani dal Corno d’Africa terminando le operazioni a Trieste. Qui, nel luglio 1944, entrambi i transatlantici vennero colpiti da bombardieri alleati. Il Duilio, rimase semiaffondato sul posto per anni, finchè fu demolito nel 1948.

Il motore del Duilio

L’Ansaldo acquistò la licenza di costruire per l’Italia le turbine Parsons. Quelle montate sul Duilio lavoravano in serie nell’andatura normale: il vapore veniva introdotto nella turbina ad alta pressione, passava in quella a media pressione e infine nelle due a bassa pressione, prima di scaricarsi nei condensatori, che lo riportavano allo stato liquido.

Veniva sviluppata una potenza di 22.000 CV ripartita su quattro linee d’assi, che muovevano quattro eliche di 3,18 metri di diametro alla velocità di 290 giri al minuto. Il vapore veniva prodotto da caldaie a tubi di fiamma: si trattava di caldaie cilindriche, sei bifronti a quattro forni e quattro monofronti a quattro forni [1].

Gli spazi interni ed i passeggeri del Duilio

Il Duilio aveva otto ponti. Il primo era sovrastato dai due fumaioli bianchi e neri ed al suo interno c’erano le zone comuni della classe di lusso, come, ad esempio, la luminosa sala da pranzo, il salone delle feste, la biblioteca e la sala da ginnastica. A poppavia si trovavano gli alloggi della classe economica, a poppa c’erano quelli della seconda classe, mentre a prua erano collocati i dormitori degli emigranti

Il Duilio offriva una traversata Genova-Buenos Aires in 13 giorni e poteva trasportare 280 passeggeri in classe di lusso, 335 in seconda classe, altrettanti in classe economica e 600 in terza classe. I passeggeri di terza classe potevano essere ospitati sia in cabine (180 posti) che in dormitori (420 posti) dove dormivano in cuccette larghe circa 80 cm. Una particolarità non trascurabile è che tutte le classi erano rifornite di acqua potabile.

 

[1] G. Carosio, I cantieri Ansaldo e la costruzione del primo transatlantico italiano, T/n Duilio” di Giovanni Carosio. Catalogo della mostra “Transatlantici – The age of the Ocean Liners” del 2004.

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