Il segreto del marinaio di Finale Ligure che placava gli spiriti del mare

La leggenda del marinaio di Finale Ligure

Il buon marinaio è quello capace di tirarsi fuori dai guai. Molte storie di mare conservano questa lezione, ma forse non tutti conoscono il racconto dell’intrepido marinaio di Finale Ligure che con le sue gesta riuscì ad avere sempre fortuna sebbene si avventurasse in acque assai pericolose.

Finale Ligure: le antiche storie dei pescatori

Nella riviera ligure di ponente, incastonata tra il promontorio di Caprazoppa e quello di Capo Noli, sorge Finale Ligure. Questo antico borgo, bagnato dal Mar Ligure, conserva alcune storie marinaresche che valgono la pena tramandare.

Un tempo, lungo questa distesa di sabbia, era facile trovare marinai pronti a navigare con le loro imbarcazioni alle prime luci dell’alba o semplici pescatori impegnati nel sciogliere le reti prima di ributtarle in mare. Lungo le spiagge di Finale infatti, si praticava un antico sistema per prendere i pesci, veniva chiamato pesca sciabica o, se preferite in dialetto ligure, “burzì”. Gli uomini si accingevano a tirare le due estremità di un sacco semicircolare fino a riva. Purtroppo, il pescato che usciva fuori dall’acqua era quasi sempre scarso.

La leggenda del marinaio di Finale

Da qui, si dice nacque la storia di un marinaio che si spinse fino alle coste della Corsica, per la precisione nei pressi del promontorio di Capo Fieno, alla ricerca di un buon pescato. Su quelle acque correvano strane storie. Si diceva infatti che in quel luogo tempestoso abitassero degli spiriti marini che rendevano quasi impossibile la navigazione: leoni e altri mostri apparivano sulla superficie dell’acqua.

Nonostante queste difficoltà, chi osava avventurarsi in questi mari avrebbe potuto guadagnare un ricco pescato. Non solo: sui fondali del promontorio c’erano alcune grotte piene di coralli e pietre preziose. L’audace marinaio, grazie ad una speciale formula, riuscì a placare le agitate acque di quel luogo portando con sé anche un ricco cesto di coralli.

Tornato a Finale, le voci sul bottino del marinaio iniziarono a circolare per tutto il borgo. Due uomini, invidiosi del successo del leggendario marinaio, una sera chiesero al mozzo dove avesse preso tutti quei pesci e come ci fosse riuscito. Il mozzo confessò il luogo, ma avvertì che prima di gettare le reti il pescatore recitava una formula per ingraziarsi gli spiriti marini.

Gli altri uomini non diedero retta al consiglio del marinaio e partirono con le loro imbarcazioni verso la Corsica. Arrivati nei pressi del promontorio, il mare cominciò subito ad agitarsi ed a tramutarsi in incredibili mostri marini costringendo tutti i pescatori a fuggire. Capita ancora sentir narrare la storia di queste creature del mare tra i pescatori del litorale savonese e di quello imperiese, ma ancora nessuno conosce il vero segreto che conservò il leggendario marinaio di Finale Ligure.

 

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