“I pirati”: nel libro di Peter Lehr la storia dei predoni del mare di ieri e di oggi

Peter Lehr, esperto di crimine organizzato, ha pubblicato con Mondadori “I pirati”, un ritratto dei predoni del mare dall’antichità ai nostri giorni

I pirati di ieri e di oggi, un ritratto dei predoni del mare dall’antichità ai nostri giorni. Così il nuovo libro di Peter Lehr, intitolato semplicemente “I pirati” (312 pagine, 24 euro) e pubblicato da Mondadori, offre al lettore non soltanto un racconto, ma anche un’analisi su uno dei fenomeni ancora oggi più temuto dai marittimi che si trovano a solcare le acque più “calde” del mondo.

A partire dagli anni Ottanta, il susseguirsi di notizie sulle scorrerie piratesche ha riportato al centro della scena una minaccia che si riteneva ormai superata, rievocata dai racconti d’avventura più che dalla cronaca internazionale. Eppure, tra assalti feroci, equipaggi presi in ostaggio e sequestri di capitani di nave, si è scoperto che i pirati non hanno mai smesso di infestare i mari di tutto il mondo.

Lehr offre al lettore un excursus storico, che affonda le sue radici nell’VIII secolo e arriva fino ai giorni nostri. Per farlo l’autore, docente ed esperto di crimine organizzato, si avvale di una vasta gamma di fonti primarie e bibliografiche per dipanare i numerosi fili rossi che hanno caratterizzato la storia plurisecolare dei predoni di mare, dai vichinghi del Nord Europa agli attuali pirati somali e nigeriani, passando per i wokou lungo le coste della Cina, i dayak del Borneo, i bucanieri dei Caraibi, i corsari del Mediterraneo e le prime donne pirata.

Anche se la carriera di predone è sempre stata inadatta ai timidi e ai moralmente incorrotti, la sete di guadagno e il richiamo dei soldi facili sono solo alcuni dei moventi che hanno indotto uomini di tutto il mondo a rischiare la propria vita in mare aperto. Le vaste distese d’acqua, infatti, hanno sempre rappresentato una possibile via di fuga dall’emarginazione sociale ed economica per le fasce più povere, nel tentativo di superare il malessere dovuto a miseria, disoccupazione e mancanza di prospettive per il futuro.

Ecco perché da trent’anni il mar Arabico, il golfo di Guinea, lo stretto di Malacca e il mar Cinese meridionale sono di nuovo infestati dai pirati, largamente agevolati dalla liberalizzazione degli scambi, dall’aumento del traffico marittimo e dal ritiro delle flotte militari dopo la fine della guerra fredda. Non a caso, la pirateria ha sempre potuto proliferare grazie alla mancanza di controlli e vigilanza: ancora oggi, nonostante tutto, gli oceani sono un’area grigia, priva di normative condivise, perché per i Paesi sviluppati la fluidità dei trasporti marittimi è più vitale di qualsiasi regolamentazione sovranazionale.

Offrendoci un’inedita prospettiva sulla storia marittima globale, “I pirati” mette in luce la continuità tra i tempi antichi e quelli moderni, ricordandoci come la minaccia rappresentata dalla pirateria sia sempre stata indissolubilmente legata alle disparità sociali e alle questioni politiche ed economiche di rilevanza internazionale che si consumano sulla terraferma, proprio sotto i nostri occhi.

La pirateria rimanda subito al fascino di racconti e romanzi d’avventura, ma il libro di Peter Lehr è uno studio serio, un saggio che traccia la storia della pirateria nel mondo, segnalando quali sono le carenze politiche che favoriscono il dilagare dei predoni del mare. Un libro, come ha scritto il Financial Times, destinato “anche ai giovani pirati in cerca di consigli su come fare carriera”.

L’AUTORE – PETER LEHR

Peter Lehr insegna al Centre for the Study of Terrorism and Political Violence della Facoltà di relazioni internazionali dell’Università di St Andrews, in Scozia. E’ un esperto di terrorismo, violenza politico- religiosa e crimine organizzato, compresa la pirateria, nell’area indo-pacifica.

La copertina del libro

I pirati

di Peter Lehr

Mondadori | Le Scie, Segrate (Milano), marzo 2021

Pagine: 312, con inserto fotografico a colori

24,00 euro.

 

Giuseppe Orrù

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