Il mistero del mercantile Minden che trasportava l’oro di Hitler – parte seconda

Una equipe di cercatori di tesori inglesi ha trovato il relitto della nave nazista ma le autorità islandesi hanno interrotto il recupero. Chi è il proprietario del tesoro?

Il cargo Ss Minden
Una rara immagine del cargo tedesco Ss Minden auto affondatosi per non cadere in mani inglesi

Abbandoniamo i tetri giorni della Seconda Guerra Mondiale per tornare ai nostri tempi. Più precisamente alla metà di aprile dello scorso anno, quando sui media inglesi rimbalza la notizia di un incidente diplomatico tra l’Islanda e la Gran Bretagna. Notizia che proviene dal giornale on line IcelandMonitor e che racconta di una attrezzatissima ed ultra sofisticata nave oceanografica norvegese sorpresa ad effettuare ricerche non autorizzate nelle acque costiere dell’isola e costretta dalla marina islandese a dirigersi al porto di Reykjavik per gli accertamenti del caso.

“Quando la guardia costiera chiese alla ciurma che cosa stava facendo qui -si legge sul sito inglese del DailyMail questa fornì ‘spiegazioni vaghe e incongruenti’, spingendo la guardia costiera ad ordinare alla nave di attraccare su un molo di Reykjavik e di mandare la polizia ad interrogare l’equipaggio”.

L’Iceland Monitor riporta che il nome della nave, visibile anche nelle foto, è Seabed Constructor e, seppur batta bandiera norvegese, era stata noleggiata da una agenzia di recuperi marini inglese, l’Advanced Marine Services. Un nome volutamente generico che nasconde una agguerrita associazione di cercatori professionisti di tesori subacquei. Una specie di multinazionale del recupero marino che opera in tutto il pianeta, alla quale non mancano i mezzi, la conoscenza ed i finanziamenti per mettere in campo attrezzature e navi di recupero della portata della nave Seabed (che potete vedere nella foto).

In attesa dell’arrivo di un avvocato di fiducia dell’agenzia, indispensabile per procedere all’interrogatorio del capitano e dei membri dell’equipaggio, la polizia di Reykjavik ispeziona la nave e vi trova, oltre che tutto il necessario per scendere in profondità e per il recupero di relitti, come era lecito aspettarsi, anche reperti risalenti alla Seconda Guerra Mondiale appena recuperati! Reperti interessanti per uno storico ma certo non sufficienti a giustificare la spesa di noleggio di una nave come la Seabed Constructor.

Messo alle strette, l’equipaggio inglese racconta all’inizio di una generica ricerca di relitti del secondo conflitto mondiale ma alla fine ammette che la nave che stanno cercando – e che forse hanno trovato – è proprio il mercantile Ss Minden, la nave dell’oro di Hitler. L’arrivo inaspettato della guardia costiera islandese li ha quindi colti con le classiche mani sulla marmellata.

La nave recupero Seabed Constructor

La nave oceanografica norvegese Seabed Constructor noleggiata dall’associazione inglese di cercatori di tesori Advanced Marine Service fermata nel porto di Reykjavik

Niente di che, a sentire il legale di fiducia dell’Advanced Marine Service, Bragi Dór Hafþórsson. “La nostra -ha spiegato- è una società che opera legalmente nel campo del recupero di oggetti di valore trovati nei relitti e sul fondo degli oceani. Non c’è nessun bisogno di permesso per far ciò. I permessi, casomai, sono necessari per la ricerca e non per recuperare materiali perduti dal mare su un punto noto di un naufragio storico”.

Di diverso avviso è il governo islandese che ha congelato tutte le ricerche e le immersioni nella zona in attesa che i tribunali facciano chiarezza su una normativa come quella dei recuperi marini che, in Italia come in Islanda, è tutt’altro che chiara. “Per trovare una nave affondata -ha sottolineato l’opinionista islandese Illugi Jökulsson sulle colonne del giornale d’inchiesta Stundin  devi per forza fare delle ricerche! La condotta dell’agenzia inglese è ingiustificabile. Loro operano in tutto il mondo noleggiando navi da milioni di dollari. Le regole le conoscono bene e, se le hanno violate, hanno senza dubbio i loro motivi. Tutto ciò è molto sospetto”.

Già. Tutto ciò è davvero molto sospetto. Perché una multinazionale del recupero come l’Advanced Marine non investe milioni senza la sicurezza di un ritorno anche economico. Il tesoro di Hitler allora, forse esiste sul serio. E se ne sta là, adagiato sul fondale del mare dell’eterno inverno, in attesa che in un’aula di tribunale venga decisa la sua  appartenenza.

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