Le 10 immersioni che un principiante non può assolutamente perdere (Pt 1)

I migliori fondali subacquei dove un neo brevettato può fare esperienza

Immersioni subacquee e archeologia
Le antiche statue romane sommerse del parco archeologico di Baia - Foto Bacoli

Il corso è finito e il vostro istruttore vi ha appena consegnato il brevetto di primo grado, o open water diver, che vi consente di immergervi sino a 18 metri di profondità. Le esperienze in mare che avete fatto durante la scuola sub a seguito del vostro club vi hanno entusiasmato e adesso non vedete l’ora di tornare in acqua per innamorarvi definitivamente della subacquea.

Già. Ma dove andare ad immergersi? I soci più esperti vi avranno senz’altro raccontato, senza risparmiarvi i particolari, le loro invidiabili avventure nelle calde e cristalline acque del mar Rosso o dei Caraibi. Oppure si saranno dilungati sulle esperienze godute nel nostro Mediterraneo, immergendosi in relitti storici, su siti archeologici o in spettacolari aree marine protette. Tutte immersioni profonde 30 metri o più, magari effettuate con una miscela iperossigenata o che prevedono l’uso di costosi computer da polso o tecniche di cui non vi sentite ancora padroni. Tutta roba, vi vien da pensare, che non fa per voi che state muovendo i primi passi in quel meraviglioso sport che è la subacquea.

MA NIENTE PAURA! IL MARE OFFRE IMMERSIONI ADATTE A TUTTE LE PREPARAZIONI E LE CAPACITÀ.

Non lasciate ingiallire il vostro brevetto in un cassetto. Eccovi alcuni splendidi siti dove potete mettere in pratica quello che avete imparato rimanendo entro i limiti della vostra preparazione. Non è l’hit parade delle immersioni più belle d’Italia ma alcuni consigli su fondali, comunque magnifici per ambiente o per storia, in cui potete immergervi in assoluta tranquillità, nei limiti del vostro brevetto, selezionati lungo tutte le coste della nostra penisola con il solo metro dell’esperienza personale.

Così, finita l’estate, quando rivedrete gli amici del vostro club, avrete anche voi le vostre avventure da raccontare!

Gli scogli d’Isca (Amantea, Calabria).
Ci si immerge all’interno di una oasi marina gestita dal Wwf (attenzione quindi a rispettare l’ambiente) e si gira attorno a due scogli. Il primo scende sino a 15 metri. Il secondo va un po’ più a fondo, 21 metri ma è comunque facile rimanere nei limiti dei 18. L’area è zeppa di pesce di passo come grosse cernie e saraghi che nuotano tranquilli in un firmamento di castagnole. Negli anfratti della parete si nascondono murene e astici. Data la bassa profondità, si può rimanere in acqua a lungo, senza uscire dalla curva e limitando i consumi d’aria. Gli scogli d’Isca sono un esempio perfetto di come anche chi è alle prime esperienze subacquee si possa divertire ed ammirare paesaggi straordinari.

Parco sommerso di Baia (Napoli, Campania).
Se, come me vi siete fatti incantare dal fascino dell’antichità e siete appassionati di archeologia, allora non perdetevi il parco delle Ville Romane. Vi sembrerà di ritrovare la perduta Atlantide, tutto sotto pochi metri d’acqua! Siamo nei Campi Flegrei. Il fenomeno del bradisismo, presente anche in età romana, ha causato lo sprofondamento di questa importante area archeologica, salvaguardando sotto un manto d’acqua, le ville e l’antico porto Giulio nei secoli a venire. Accanto ad un percorso terrestre, il parco, offre una decina di siti visitabili solo dai fortunati sub.
A parte la torre del faro che scende a – 24, tutti gli altri siti si trovano a meno di dieci metri di profondità. Sarà come immergersi nella piscina dove abbiamo imparato ad usare l’autorespiratore. Attenzione solo alla visibilità. Come sempre, quando si ha a che fare con l’archeologia, questa non è delle migliori e raramente supera i 4 o 5 metri. Ma a bene vedere, anche questo contribuisce a donare fascino ai tesori sepolti.

Riccardo Bottazzo

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