L’isola dove se sbarchi ti ammazzano

Nell’arcipelago delle Andamane, un’isola è abitata da una tribù bellicosa che uccide tutti i visitatori

Se mai vi capitasse di far vela nell’arcipelago delle Andamane, evitate di dare alla fonda davanti all’isola di North Sentinel. Rischiate seriamente di venire accoppati. E non sareste neppure le prime vittime di una tribù indigena che non fa sconti a nessuno e che non vuole saperne di avere a che fare con la, chiamiamola così, civiltà moderna. 

Persa nell’azzurro mare del Golfo del Bengala, North Sentinel è formata da 72 chilometri quadrati di spiagge da paradiso terrestre e di foresta ancora incontaminata. Niente alberghi, niente turismo, a North Sentinel. E neppure sportelli del bancomat. La tribù che vive su questo atollo è considerata dagli antropologi una delle più isolate – termine appropriato se consideriamo che vivono, per l’appunto, su un’isola – del mondo. Si tratta di indigeni cosiddetti “non contattati”, come se ne trovano, sempre più raramente, in alcune zone della foresta amazzonica. 

North Sentinel appartiene alla Repubblica dell’India, anche se i suoi abitanti avrebbero molto da ridire a questo proposito. Qualsiasi tentativo di allacciare un rapporto con questa bellicosa tribù è stato un fallimento. E così le autorità di Nuova Delhi hanno semplicemente deciso di lasciar perdere, limitandosi semplicemente a mettere sull’avviso naviganti, pescatori e diportasti di non avvicinarsi all’isola. 

Che poi, a volerla dire tutta, questa tribù un contatto con la cosiddetta “civiltà”, lo ha già avuto in passato. Nel 18esimo secolo vi sbarcò un contingente coloniale inglese che compì una autentica strage di indigeni. Solo un centinaio di loro sopravvisse nascondendosi nella foresta. Insomma, qualche ragione per non voler avere a che fare con noi, “uomini bianchi”, ce l’hanno pure. 

Una rarissima immagine degli indigeni di North Sentinel che difendono la spiaggia della loro isola. Credit: Christian Caron – Creative Commons A–NC–SA

Nel novembre del 2019, ci provò un missionario americano, John Allen Chau, di appena 27 anni, che raggiunse l’isola su una barca da pesca con la sacra intenzione di convertire i nativi al cristianesimo. Non riuscì neppure a raggiungere la foresta che fu trafitto da lance e frecce. Mentre tagliavano frettolosamente la corda, i pescatori fecero appena in tempo a vedere il corpo del missionario trascinato per il collo da una liana verso l’interno dell’isola.

 L’International Christian Concern – l’organizzazione ecumenica cristiana con sede a Washington – se la prese parecchio con le autorità indiane, sostenendo che “dovrebbe essere avviata un’indagine completa ed i responsabili dell’omicidio assicurati alla giustizia”.

Le autorità di Nuova Delhi risposero sostenendo che in quell’isola John Allen Chau non ci doveva neppure mettere piede, perché la tribù e il suo ancestrale stile di vita sono protetti dalla legge indiana. Inoltre, i nativi di North Sentinel vivono isolati da almeno 60 mila anni. Il loro sistema immunitario è particolarmente vulnerabile: anche una semplice influenza potrebbe causare una strage nell’isola.

Ultima nota curiosa. Se cercate “North Sentinel” sulle recensioni turistiche di Google Map, ne troverete una sola dove un burlone ha scritto: “Posto molto piacevole, gente ospitale e accogliente, voglio tornare presto, ma mi sto ancora riprendendo dalle ferite”. E tu vatti a fidare delle recensioni su Google!

 

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1 commento

  1. Greg ha detto:

    Differente dall’Italia che è una penisola dove fanno sbarcare di tutto e ammazzano (governo compreso) i cittadini stessi.

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