Nautica in un ritratto | Achille Pennellatore: “Avevo uno zio pescatore che aveva in casa un barometro aneroide. Così mi sono appassionato alla meteorologia”

Il noto meteorologo di Sanremo, specializzato nelle previsioni meteorologiche legate al mare, racconta com’è nata la passione per la meteorologia. In quasi 40 anni di attività non ha mai fatto errori eclatanti

Achille “Kiki” Pennellatore è un noto meteorologo di Sanremo, specializzato nelle previsioni meteorologiche legate al mare. In quasi 40 anni di attività non ha mai fatto errori eclatanti. Al massimo ha sbagliato l’orario di arrivo di una perturbazione. Ma per quanto riguarda mare, vento e fenomeni pericolosi, ha sempre fornito in anticipo un quadro che poi si è rivelato corrispondente alla realtà.

Per anni Achille Pennellatore ha lavorato, dando assistenza e “consulenza” meteorologica alle barche che approdavano nel porto turistico sanremese di Portosole, per Rai 3 Liguria, altre testate giornalistiche e non solo. Le sue previsioni sono disponibili sui suoi canali social e spesso sulle testate giornalistiche liguri, che lo consultano come uno dei massimi esperti in materia. Nel 2004 è stato nominato Console del Mare, nel 2009 Ambasciatore del Mare e lo scorso giugno ha ricevuto da Ucina Confindustria Nautica il premio “Pioniere della Nautica”.

 

Achille Pennellatore, com’è avvenuto il suo incontro con il mare e con la nautica?

Dal 1955 al 1970 ho abitato sopra il porto di Bordighera, un piccolo porticciolo, ora un po’ ingrandito. Dalla  finestra della mia camera vedevo la via Aurelia, la ferrovia e un largo tratto di mare fino alla Corsica nelle giornate più limpide. Mi sono appassionato a questa vista e, nei momenti liberi dallo studio e dai compiti, stavo per ore alla finestra ad osservare tutto l’andirivieni dei vari mezzi di trasporto.

Sono poi diventato uno studioso di tutti i tipi di trasporto pubblico di persone, come treni, autobus, filobus, aerei, funivie e naturalmente mezzi che solcavano il mare davanti alla mia finestra, tanto che ho pubblicato già quattro libri su questo tema.

Erano i tempi dei grandi transatlantici, Leonardo da Vinci, tutti i Costa, Raffaello, Michelangelo e Cristoforo Colombo. Poi vi erano mezzi più piccoli che svolgevano servizio per i turisti tra Sanremo, Imperia e le località della Costa Azzurra: il Gallus, La Città di Sanremo, i due Aliscafi, l’hovercraft e il Glentor del Commendator Gamberini, appartenuto in precedenza all’attrice Greta Garbo. Difficile per uno sensibile a queste realtà non maturare una passione anche per il mare e i relativi mezzi che lo solcavano.

Come si è appassionato di meteorologia, fino a diventarne un professionista?

Nella casa di Bordighera avevamo come vicini un gran numero di pescatori che al tempo uscivano con i gozzi e molti di questi erano nostri cugini. Anche mia nonna Richéta era  una pescatrice, non usciva in barca con i colleghi maschi, ma li accudiva, tirava le reti quando arrivavano la mattina presto sulla spiaggia dell’Arziglia, li aiutava a rammendare le reti e poi portava il pescato con un carretto spinto a piedi, fino a Ospedaletti e Sanremo.

Vi era poi uno zio pescatore, U Barba Augusto Ganduglia, uno dei primi che, oltre ad avere nozioni empiriche sui venti e le nuvole, inevitabili per un pescatore, aveva in casa un barometro aneroide. Avevo tre anni, mi incuriosiva ogni volta che doveva uscire in mare, quel picchiettare sul quadrante per far muovere le lancette verso sinistra o verso destra.

Mi incuriosiva soprattutto quando la lancetta andava verso sinistra, il tempo sarebbe poi peggiorato, se andava a destra invece era una conferma di miglioramento. Ecco, da lì è scoccata in me la scintilla di approfondire la meteorologia. Tutti i regali che poi chiesi a Gesù Bambino furono termometri, igrometri ecc. Da grande a ogni compleanno o premio per le promozioni, i regali furono più impegnativi, apparecchi radio sofisticati, anemometri, pluviometri e addirittura una capannina meteorologica SIAP, funzionante ancora oggi e spero per tanto tempo ancora.

Come si svolge una sua giornata lavorativa? Quali sono le fonti che consulta e come avviene lo studio delle previsioni meteorologiche?

Oggi, con l’ausilio del computer e di Internet è tutto più facile. Innanzitutto tre osservazioni complete al giorno delle mie e di altre stazioni meteo. Poi la consultazione dei vari modelli di atmosfera fino a 144 ore per poter fare una previsione, cioè GFS, LAMMA, Aeronautica Militare, Meteo France, NOOA, ECMWF, Bracknell ecc. Ma ultimamente un approfondimento particolare lo dedico al modello francese AROME, successore dell’altrettanto valido ARPEGE.

Di norma produco un bollettino di previsione da Portosole nelle ore serali, il METEOCOST per le Riviere Liguri, Costa Azzurra e il tratto di mare che ci divide dalla Corsica, valido per la notte, il giorno dopo e una tendenza a 144 ore, vale a dire sei giorni, con grado di attendibilità decrescente, oltre non voglio andare perché cala di molto l’attendibilità.

Do molto risalto alla sicurezza in mare, principalmente avvisi, alla forza del vento, lo stato del mare ed eventuali fenomeni pericolosi per la navigazione come temporali, turbolenze e nebbie. Poi, altri fattori meno importanti per chi naviga, come lo stato del cielo, la temperatura, la visibilità e la possibilità o meno di piogge.

Qual è il suo rapporto con il mare? Che tipo di frequentatore è?

Non possiedo barche per il momento. Ho solo fatto in scala 1/10 un Riva Aquarama riuscito molto bene. Sono stato ormeggiatore di Portosole per circa quarant’anni, con incarico di produrre il Meteocost. Amo il mare, invito a rispettarlo.

Dobbiamo uscire in barca io e lei. Cosa controlla come prima cosa per sapere se le condizioni meteomarine sono buone? Quali sono i “segnali” che legge guardando il cielo e il mare?

Consulto il modello ARPEGE per la forza del vento, il LAMMA per vento e stato del mare, guardo alcune cartine a 12/24/36 ore dove si vedono gli spostamenti dei fronti (WETTERZENTRALE). Naturalmente poi c’è l’osservazione diretta dei tipi di nuvole presenti, soprattutto le nuvole alte, i Cirri e Cirrostrati, veri annunciatori di cambiamenti del tempo.

 

Giuseppe Orrù

Foto di Claudio Colombo

 

NAUTICA IN UN RITRATTO. Un progetto di Liguria Nautica e Claudio Colombo che propone una galleria di personaggi liguri o comunque con un legame con la nostra regione, che hanno lasciato un segno nella nautica italiana o con profonde radici e sinergie con il nostro mare. Per ognuno di loro, vi presenteremo un ritratto fotografico realizzato da Claudio Colombo e un’intervista del nostro giornalista Giuseppe Orrù, per conoscere meglio ogni protagonista, anche con curiosità sulla loro vita privata.

 

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