Pesci del Mar Ligure: il grongo (Conger Conger)

Alla scoperta del grongo, uno dei pesci più comuni e interessanti da osservare nel Mar Ligure

esemplare di grongo - immagine presa dal web
Esemplare di grongo in caccia

Il Conger Conger, comunemente denominato grongo, è un pesce di mare anguilliforme molto diffuso nel Mar Ligure ma anche nel resto del Mediterraneo. Il suo aspetto lo porta ad essere facilmente confuso con una anguilla. Tuttavia, se osservato meglio, si possono notare tutte le sue peculiarità che lo rendono unico.

CARATTERISTICHE DEL GRONGO

Il corpo è di forma allungata, privo di squame e ricoperto da un muco protettivo che si può notare solo toccandolo con le mani. Il colore è scuro sul dorso, talvolta con tonalità variabile sul grigio chiaro, mentre il ventre è molto chiaro. Il corpo ha una mole massiccia e compatta e le sue dimensioni possono anche raggiungere i due metri (nel caso di grandi esemplari che si aggirano sui 10 kg). Il muso è grande come anche gli occhi e la bocca, che presenta due file di denti corti ma appuntiti. La mascella è sporgente e potente.

IL COMPORTAMENTO

Il grongo è un pesce prettamente solitario, che ama la tranquillità e non vuole essere disturbato. Sul fondale marino si nasconde in cavità tra le rocce, come le murene. Qui vi rimane per tutto l’arco della giornata aspettando il calar delle tenebre. E’ a partire da questo momento che esce allo scoperto ed inizia la sua attività di caccia.  Le sue prede preferite sono invertebrati come il polpo, oppure pesci più piccoli di vario genere, senza fare particolare selezione. La sardina è una delle esche più efficaci usate dai pescatori per catturarlo. Le zone in cui il grongo caccia possono essere sia aree di sabbia popolate dalla posidonia sia aree rocciose.

COME INCONTRARLO

Incontrarlo dal vivo non è facilissimo, perché come detto in precedenza si tratta di un pesce con attività notturna. Durante la giornata non si fa vedere e rimane nascosto nella sua tana. Tuttavia, praticando attività come l’apnea o la subacquea, si può andare a ricercarlo anche se individuarlo non sarà facile. Il grongo sceglie come tana i punti più nascosti e oscuri del fondale, dunque sarà necessario dotarsi di una pila per illuminare le cavità tra le rocce.

PARTICOLARITA’

Prendendo come riferimento un grongo nello stadio di vita iniziale, esistono in natura altre due specie che sono tra loro molto simili e distinguibili solo dall’occhio esperto di un biologo. Stiamo parlando del Ariosoma balearicum, detto “gronghetto della baleari” e del Echelus myrus , detto “miro”.

Per fare distinzione tra queste specie occorre andare a vedere l’attaccatura della pinna dorsale: se è in corrispondenza della punta delle pettorali si tratta di un gronghetto delle baleari , mentre se l’attaccatura della dorsale è più arretrata si tratta di un grongo. Le probabilità che si tratti di un miro sono basse perché è molto difficile da trovare in profondità inferiori ai 15 metri. Un’ulteriore distinzione nasce osservando le pinne pettorali: il Ariosoma balearicum ha 8-11 raggi, mentre il Conger Conger ne ha 17-19.

CUCINARE IL GRONGO

In linea generale non si tratta di un pesce pregiato, dunque accade spesso che un pescatore ne prenda uno involontariamente, come nel caso di pesca da riva con la canna o utilizzando per esempio un palamito dalla barca. Tuttavia rimane un pesce da poter portare sicuramente a tavola. È raccomandato avere un esemplare di grandi dimensioni, perché contiene molte spine e ciò porta a scartare una buona parte delle sue carni.

La parte che andrà cucinata è quella che va dalle pinne laterali sino all’inizio della coda. Solitamente si seziona il corpo a tranci per una migliore cottura. Le parti di scarto, ovvero la testa e la coda, possono essere però usate per insaporire piatti come zuppe, spaghettate o risotti. Le modalità di cottura più efficaci sono in umido o bollito ma può essere cotto anche sulla griglia o fritto in padella.

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