Pillole di pesca da riva: consigli pratici per non sbagliare

Osservazioni e consigli sui principali errori che si commettono nella pesca a fondo da riva

pesca da riva
pesca da riva

Nella pesca da riva ci si trova spesso a dover compiere delle scelte che inevitabilmente ribaltano il risultato della nostra pescata. Nonostante ogni sessione di pesca sia diversa, ci sono dei principi fondamentali che sono importanti e vanno seguiti. In questa maniera avremo delle vere e proprie linee guida su cui impostare la nostra azione di pesca.

PESCA DA RIVA: LANCIARE LONTANO O VICINO?

Quasi tutti i pescatori sono convinti del fatto che più si riesce a lanciare lontano l’esca e meglio è. In realtà nella pesca da riva ciò non è assolutamente vero, soprattutto nei mesi estivi, quando anche i pesci più pregiati come orate e mormore si spostano vicino per la riproduzione. È bene essere a conoscenza della morfologia del fondale in cui stiamo pescando, per poterlo sfruttare al meglio. Se siamo in estate è utile farsi un giro in acqua con la maschera.

I fondali misti, caratterizzati da fasce di sabbia miste a scogli, sono sempre quelli migliori, poiché ospitano grandi quantità di organismi di cui i pesci sono in cerca. Se stiamo pescando in un fondale di questo tipo, andiamo a posizionare la nostra esca nella fascia di sabbia a ridosso degli scogli. Se invece siamo in una spiaggia totalmente sabbiosa, si consiglia l’impiego di due canne, una per sondare la zona subito dietro lo scalino dell’onda, e una invece il più lontano possibile, per poi accorciare la distanza finché non troviamo il punto ideale.

RECUPERARE L’ESCA

Quando recuperare l’esca? Saper rispondere correttamente a questa domanda significa determinare le sorti della nostra pesca da riva in bene o in male. In realtà la risposta cambia a seconda della stagione in cui ci troviamo e dell’esca che stiamo impiegando. Occorre partire dal principio per cui i pesci sono attratti sia dal movimento della nostra esca sia dall’odore che questa emana una volta lanciata in acqua. Nel momento in cui questi due fattori (odore e movimento) vengono a mancare, l’efficacia della nostra esca calerà drasticamente.

Se stiamo pescando nei mesi estivi, la temperatura dell’acqua sarà elevata e l’odore emanato si propagherà molto velocemente, mentre in inverno questo processo sarà notevolmente rallentato. Per questa ragione, nel primo caso si consiglia, a meno che si abbiano avvisaglie di abboccate, recuperare l’esca ogni 15 minuti circa. Nel secondo caso invece ogni 20-25 minuti. Recuperare l’esca dopo 2-3 minuti come molti pescatori fanno è totalmente inutile e sarà solo che una perdita di tempo.

CAMBIARE L’ESCA

Abbiamo recuperato l’esca e questa risulta intatta o parzialmente mangiata. Cosa fare? Per i suddetti motivi, anche se la nostra esca è intatta, in realtà avrà già perso gran parte del suo potere attrattivo. Per questa ragione, nella pesca da riva, a meno che l’esca (come americano e bibi) sia ancora piena di liquido al suo interno, si consiglia di sostituirla con una nuova. Cerchiamo di effettuare lanci piuttosto sistematici, senza cambiare continuamente, poiché l’odore emanato dall’esca precedente sarà comunque servito da “pastura” nel punto in cui si era lanciato e dunque potremo sfruttarlo a nostro vantaggio.

RIUTILIZZO DELLA MONTATURA

A fine pescata, piombo, salvanodo e girella (sciacquata) potranno tornare nella nostra cassetta da pesca. Evitiamo invece di conservare l’amo e ancor peggio il bracciolo intero. Questo perché, nonostante a vista non sembri, in ogni caso la punta dell’amo si sarà rovinata, anche solo nella fase di innesco con l’ago. È bene comunque verificare nelle uscite successive che la girella giri ancora bene, perché se così non fosse si incorrerebbe in parrucche senza fine. Il bracciolo risulterà invece “stressato” dai lanci effettuati e potrebbe presentare lievi lesioni impercettibili che poi porterebbero ad improvvise rotture.

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