Un film al mare – Mare Dentro: il cinema racconta il dramma dell’eutanasia

Javier Bardem

Riprende la nostra rubrica Un Film al Mare. DopMediterraneo, La leggenda del pianista sull’oceanoCast AwayPoint BreakLo SqualoTravolti da un insolito destino nell’azzurro mare di agosto, Master & Commander e Heart of the sea, eccoci arrivati a Mare Dentro: il nono appuntamento, il più impegnativo in assoluto.

Mare Dentro è un film del 2004 diretto da Alejandro Amenábar e interpretato da Javier Bardem. Il protagonista è Ramón Sampedro, uomo di mezz’età rimasto tetraplegico a seguito di un tuffo finito male. Dopo venticinque anni “non vissuti”, come direbbe il protagonista stesso, l’uomo chiede al governo spagnolo il diritto di morire: si viene a creare un vero e proprio caso politico.

Un religioso anch’egli tetraplegico si reca da Ramon nel tentativo di farlo desistere dal suo proposito. “Una libertà che elimina la vita non è una libertà”, afferma il sacerdote, “una vita che elimina la libertà non è vita”, ribatte il protagonista. Mare Dentro è senza ombra di dubbio la pellicola più “delicata” che abbiamo analizzato fino ad oggi, ovviamente non vogliamo dare risposte o giudizi su cosa possa essere giusto o sbagliato. Non ne saremmo capaci.

Vogliamo solo suggerirvi la visione di questo film, che si ispira alla storia vera di un pescatore spagnolo, per riflettere su un tema di estrema attualità: l’eutanasia .

Il mare è il protagonista indiretto della tragedia, fa da sfondo alla storia. Purtroppo però non è l’acqua ma uno scoglio ad abbracciare il corpo di Ramón Sampedro dopo il tuffo e l’impatto è devastante. Sono diverse le pellicole che negli anni hanno affrontato il delicato tema dell’eutanasia, basti pensare a Bella Addormentata di Bellocchio, dedicato al caso Englaro.

Mare Dentro parla di Dio, di vita, di morte, di uomini e di natura e lo fa in punta di piedi, a volte, quasi sussurando. E’ impegnativo e non è certo una pellicola per tutti. E’ un film diverso dai soliti che vi abbiamo proposto ma merita sicuramente di essere visto perché fa pensare e questo non è poco.

Fonti: http://www.mymovies.it

Paolo Bellosta

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