Così i cantieri autostradali stanno “uccidendo” Genova e il suo porto. Ecco i numeri della crisi

L’economia cittadina e portuale è in ginocchio: gravi i danni al mondo dello shipping e del turismo causati dai tanti disagi alla viabilità. E il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli, getta benzina sul fuoco

23 Luglio 2020 | di Giuseppe Orrù
Una corsia per senso di marcia e code nel nodo autostradale di Genova

Mai uscita fu più infelice. Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli, è venuta a Genova nei giorni scorsi per dire che i disagi alla viabilità e le code in autostrada sono una “narrazione sbagliata“. Ma le decine di cantieri autostradali per le ispezioni nelle gallerie stanno davvero “uccidendo” Genova e la Liguria, mettendo in ginocchio economia, porti e turismo.

Il mondo dell’autotrasporto e gli operatori economici, stufi delle interminabili code e spesso impossibilitati ad arrivare e partire dalle principali destinazioni commerciali e turistiche della Liguria, pretendono risposte dal governo per il futuro di migliaia di imprese e lavoratori.

E’ sbagliata la narrazione ha affermato il ministro De Micheli – che la Liguria sia irraggiungibile. Credo che da oggi dobbiamo cominciare a dire a tutto il Paese di venire in Liguria a fare le vacanze perché i cantieri si stanno risolvendo“.

Allora proviamo a fare una narrazione con i numeri. Secondo il comitato ‘Salviamo Genova e la Liguria‘, il conto è salatissimo. Si registrano perdite di fatturato del 75% nel settore florovivaistico, del 50% per gli esercizi di vicinato e i mercati rionali, e del 25% nel comparto della grande distribuzione, perché “consegnare è diventato impossibile“.

Anche la presenza di turisti ha registrato un calo del 65% per l’Acquario di Genova e per musei e siti di interesse, del 50% per hotel e ristoranti, del 35% per i porti turistici e del 30% per i bagni marini. La contrazione per il settore agricolo è, invece, del 15%, mentre gli agriturismi segnalano perdite del 30%, così come le attività agricole legate alla ristorazione e alla vendita all’ingrosso.

I costi sono aumentati del 50% nel trasporto e nella logistica e, sempre secondo il comitato ‘Salviamo Genova e la Liguria’, che riunisce oltre 20 associazioni economiche del territorio, i danni complessivi ammontano ad oltre 1 miliardo di euro al mese, con più di 40 mila lavoratori in cassa integrazione.

Chiunque si muova a Genova o sulla rete autostradale ligure può “narrare” la sua versione dei fatti. Ad esempio, nelle banchine del porto di Genova si “narra” che Cosco, colosso del trasporto container, che da più di mezzo secolo frequenta lo scalo della Superba, abbia invitato i propri clienti a scegliere altri attracchi per non ritrovarsi bloccati nel traffico genovese e lungo le arterie liguri.

Secondo Paola De Micheli una risposta al comitato ‘Salviamo Genova e la Liguria’ arriverà a fine agosto. “Ho garantito loro – ha spiegato il ministro – che faremo un’analisi puntuale dei numeri e delle conseguenze delle chiusure delle gallerie che sono state fatte, soprattutto nei dieci giorni tra la fine di giugno e l’inizio di luglio, per fare una valutazione della gravità di queste conseguenze. Di questo avremo modo di parlare verso la fine di agosto quando avremo tutti i dati nelle nostre mani“.

Noi – ha dichiarato Giuseppe Tagnocchetti, coordinatore regionale ligure di Trasportounito e tra i portavoce del comitato – abbiamo chiesto l’apertura di una vertenza economica e di un fondo Liguria per poter mantenere le aziende nella possibilità di operare. Oggi quegli eroi, così ci avevano definito, che hanno portato le merci durante il Covid non riescono ad operare perché ci sono i blocchi autostradali“.

 

Giuseppe Orrù

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1 commento

  1. Marco ha detto:

    Un governo di incompetenti ha paralizzato una regione e la sua economia con ripercussioni enormi anche in termini occupazionali… hanno obbligato autostrade a fare in pochi giorni i controlli di tutte le gallerie che non venivano eseguiti da 30 anni ma nessuno può fare miracoli, serviva solo buon con una lista di importanza per evitare un cantiere unico da Spezia a Savona! Ora aprirà il ponte Morandi che sarà una cattedrale nel deserto perché serve per collegare delle autostrade che ormai sono state chiuse!

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