Il turismo via mare cala del 90%. Federagenti: “I danni da Covid sono più gravi del previsto”

Federagenti chiede un intervento mirato a favore delle agenzie con interessi prevalenti nel mercato delle crociere, dei ferries e della grande nautica. Le toccate delle navi da crociera passano da 5 mila a circa 400

21 Dicembre 2020 | di Giuseppe Orrù
Costa Crociere a Genova

Un vero e proprio collasso nel turismo via mare, con una diminuzione di oltre il 90% nel numero dei passeggeri transitati attraverso i principali porti italiani e con una flessione da 5 mila a circa 400 nel numero delle toccate di navi bianche negli scali del Paese. A denunciare gli effetti di questo crack che ha fatto precipitare il traffico passeggeri via mare ai livelli del 1993, allungando ombre tutte da diradare anche sul 2021, è Federagenti, la Federazione nazionale agenti, raccomandatari marittimi e mediatori marittimi.

Secondo l’associazione di categoria, le agenzie marittime con ruolo prevalente in questo settore, così come nel traffico passeggeri su navi traghetti e nel mercato dei grandi yacht, sono ormai sull’orlo del baratro con una perdita di fatturato superiore al 90%, con il blocco dei licenziamenti, con il mancato inserimento del loro Codice Ateco nella lista degli aventi diritto ai ristori e con una prospettiva di due o tre anni nei quali si dovrà combattere una vera e propria battaglia per recuperare le posizioni perdute.

Con la sola applicazione della cassa integrazione – spiega Federagenti – la sopravvivenza di molte imprese è a serio rischio e la maggioranza dei dipendenti di queste agenzie marittime rimarrà fuori dal ciclo produttivo con una conseguente perdita di know-how e un’erosione nel patrimonio di relazioni che rappresenta da sempre l’elemento di forza per le imprese del settore”.

Si è poi innescato – aggiunge l’associazione – un effetto domino con una pesante incidenza su quell’attività di marketing territoriale che da sempre le agenzie marittime e quelle di incoming crocieristico o nautico svolgono a favore dell’intero settore turistico italiano”. Da qui la necessità di un intervento mirato di risarcimenti che renda possibile “la sopravvivenza di questo patrimonio di imprese e un sostegno che consenta a queste agenzie di tornare a svolgere quella funzione di volano nella crescita turistica del Paese“.

Insomma, secondo Federagenti la situazione è preoccupante e  “si potrebbe verificare un gravissimo danno socio-economico per il Paese se qualcosa non cambierà al più presto. Oltre alla devastazione, forse irreversibile, di un novero di piccole e medie imprese che vantano una lunga tradizione e un solido ruolo nella spina dorsale del settore marittimo-portuale-turistico – conclude l’associazione – si rischia un forte incremento della disoccupazione, che è già a livelli drammatici, specie in alcune aree più disagiate del Paese“.

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