Porto di Genova, è arrivata la prima nave a Calata Bettolo. E quando le navi saranno ancora più grandi?

A distanza di 14 anni dalla prima progettazione, la portacontainer MSC Giannina ha effettuato una manovra e un attracco di prova. Ma negli anni il gigantismo navale potrebbe causare "ingorghi" nel canale di Sampierdarena

31 maggio 2019 | di Giuseppe Orrù
Il primo attracco a Calata Bettolo
Il primo attracco a Calata Bettolo

È attraccata intorno alle 17 di giovedì 30 maggio la prima nave MSC al terminal di Calata Bettolo, nel porto di Genova. Per l’ormeggio di prova, dopo una serie di simulazioni al computer avvenute nei mesi scorsi, Msc ha scelto la container ship Giannina per effettuare le verifiche tecniche di prassi. Costruita nel 1997, 182 metri di lunghezza, quasi 30 di larghezza e 9 metri di pescaggio, la MSC Giannina ha effettuato la manovra di avanporto senza problemi e quindi il successivo ormeggio, potendo così riscontrare quanto necessario per la futura operatività della banchina.

A 14 anni dalla realizzazione del primo progetto di un terminal contenitori a Calata Bettolo, l’accelerazione data alla ADSP del Mar Ligure Occidentale all’assegnazione della concessione al Consorzio Bettolo, che fa capo all’armatore Gian Luigi Aponte, nel giugno dello scorso anno, ha consentito l’arrivo della prima nave MSC alla banchina di 750 metri, 180.000 mq. di superficie con una capacità di oltre 550.000 TEU/annui.

Il progetto del nuovo terminal Bettolo prevede sei gru di banchina con bracci sollevabili, per un investimento complessivo di 50 milioni di euro, a cui si aggiungono ulteriori interventi per attrezzare con Asc Transtainer e straddle cranes per ulteriori 49 milioni di euro.

Il programma di intervento complessivo dell’operatore privato si completa infine con le attrezzature di piazzale, dello scalo ferroviario e del parco verifiche per un totale a regime di circa 136 milioni di euro, mentre i costi di costruzione per la parte pubblica ammontano a 230 milioni di euro.

PROGETTO GIA’ OBSOLETO?

Tuttavia c’è chi pone dubbi sull’efficacia di un progetto che ormai risale a 14 anni fa e che tra qualche anno potrebbe scontrarsi con la costante crescita del “gigantismo” navale, che potrebbe portare all’ormeggio navi di dimensioni maggiori rispetto a quelle previste dal progetto di 14 anni fa, con il rischio di “ostruire” parte del canale di transito, a patto di non spostare la diga foranea più al largo.

Con una nave ormeggiata, quindi, il transito di un’altra nave di grosse dimensioni dal canale di Sampierdarena, soprattutto se sta effettuando la manovra con l’ausilio dei rimorchiatori, potrebbe risultare decisamente difficile. A sostenerlo è anche John Gatti, Pilota del Porto di Genova, in un post sul suo blog Standbyengine.com (di cui vi consigliamo la lettura), in cui presenta una serie di accurate considerazioni tecniche basate, più che sulle simulazioni al computer, sull’esperienza professionale di chi in quel canale ci transita tutti i giorni, a bordo di ogni tipo di nave.

Tra queste Gatti cita anche il sottodimensionamento degli arredi di banchina, come bitte e parabordi, previsti per le navi di cui teneva conto il progetto originario che, ricordiamo, ha pur sempre 14 anni.

 

Giuseppe Orrù

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2 commenti

  1. Silvio ha detto:

    All’aprirsi delle rotte verso Saturno, la stazza tenderà a ridursi ulteriormente dato l’impiego di antimateria per la propulsione a curvatura 😀

  2. Paolo bodoano ha detto:

    All’aprirsi delle rotte artiche, la stazza tenderà a diminuire, in particolare nel Mediterraneo.

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