Pregi e difetti della continuità territoriale marittima. L’esperto a LN: “Ecco il modello ideale”

LN ha intervistato Gianfranco Fancello, docente di Sistemi dei Trasporti all’Università di Cagliari, che ha studiato nel dettaglio la continuità territoriale marittima italiana e l’ha confrontata con gli altri modelli europei

18 Febbraio 2020 | di Giuseppe Orrù

Davvero i prezzi dei biglietti dei traghetti in Italia sono alle stelle? Non dovrebbe esserci la continuità territoriale a calmierare i prezzi delle navi tra la Sardegna e il continente? E perché le compagnie di navigazione che non prendono soldi pubblici riescono a offrire tariffe spesso più vantaggiose?

Da otto anni a questa parte, la Tirrenia-Compagnia Italiana di Navigazione è titolare della convezione per la continuità territoriale marittima. Significa che lo Stato italiano ogni anno paga 72 milioni di euro a Tirrenia per calmierare i prezzi e, soprattutto, per garantire la copertura di alcune tratte che non sono assolutamente redditizie ma che, proprio per il principio di continuità territoriale, devono essere garantite tutto l’anno e non solo secondo la stagionalità.

Eppure chi di noi non si è mai indignato davanti ad un preventivo dalle cifre esorbitanti per affrontare una traversata, magari con cabina e auto al seguito, da Genova verso la Sardegna e ritorno? Peggio ancora se a fine luglio o in agosto, in altissima stagione. E la domanda più ovvia è sempre una: com’è possibile che Tirrenia, che percepisce il contributo statale per la continuità territoriale, spesso propone tariffe più alte delle compagnie in libero mercato?

Lo abbiamo chiesto al professor Gianfranco Fancello, docente di Sistemi dei Trasporti alla facoltà di Ingegneria dell’Università di Cagliari. In occasione del convegno organizzato dalla Federazione Associazioni Sarde in Italia sulla continuità territoriale, che si è svolto a Saronno, l’ingegner Fancello ha presentato un accurato studio sui costi che deve affrontare ogni compagnia di navigazione per le varie tratte, sulle tariffe e sulle stesse cifre paragonate a tratte simili nel resto d’Europa.

Il suo studio, inoltre, ha confrontato il modello italiano con quello spagnolo delle Baleari o con la continuità territoriale francese da e per la Corsica che, a fronte di una popolazione numericamente inferiore, offre una dotazione economica governativa ben maggiore di quella italiana. Nella nostra intervista, il professor Fancello spiega anche quale sarebbe il modello ideale di continuità territoriale in vista del nuovo bando, dato che la convenzione attuale è in scadenza il 18 luglio.

 

Giuseppe Orrù

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1 commento

  1. Nicola ha detto:

    Con 72 milioni di Euro all’anno si possono pagareintegralmente i biglietti dei nativi su qualsiasi compagnia di trasporto.
    In fondo perdo di 72 mln. di euro e veramente perso, perché nessuno può chiedere un rendiconto.

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