Sette marittimi abbandonati a bordo di una nave senza cibo né acqua: “adottati” dalla comunità di Olbia

La storia della nave mercantile Lira, recuperata alla deriva e rimorchiata al porto di Olbia. L’armatore è in difficoltà economica e non riesce a prendersi cura dell’equipaggio allo stremo delle forze, senza cibo e acqua

8 Maggio 2020 | di Giuseppe Orrù
Il rimorchio della nave Lira
Il rimorchio della nave Lira

Era il 18 dicembre 2019 quando la nave mercantile Lira, battente bandiera panamense, subì un blackout al largo di Ustica e venne rimorchiata fino al porto di Olbia, senza equipaggio, alcuni giorni dopo. I nove componenti dell’equipaggio, infatti, furono tratti in salvo a 90 miglia a nord ovest dell’isola di Ustica, dopo aver comunicato via radio la loro volontà di abbandonare la nave.

Dopo quasi 5 mesi dal blackout, la nave Lira si trova ancora nel porto di Olbia, con a bordo un equipaggio formato da sette persone, allo stremo delle forze, senza cibo e senza acqua, che sopravvivono soltanto grazie al cuore grande della Protezione civile, della Croce Rossa e della Capitaneria di porto. La nave, di un armatore turco, venne rimorchiata nel porto nel porto di Olbia il 21 dicembre 2019, dopo essere rimasta per quattro giorni alla deriva nel Mar Mediterraneo, costantemente monitorata dal sistema Ais del Corpo delle Capitanerie di Porto.

Una volta giunta nello scalo olbiese, con il supporto dell’Agenzia marittima e dell’armatore, la nave è stata sottoposta ad una visita ispettiva dal personale specializzato in Port State Control ed è stata detenuta per alcune mancanze che la ponevano al di sotto degli standard minimi di sicurezza previsti dalla normativa. A bordo, secondo quanto riferito dalla Guardia Costiera, l’equipaggio versa in condizioni drammatiche.

Gli uomini della Capitaneria di Porto di Olbia si stanno però prodigando con ogni mezzo per ridurre i disagi dei marittimi. L’armatore, infatti, sembra avere grossi problemi di natura economica e, di fatto, non sta fornendo alcun supporto logistico. Prezioso anche il contributo della Croce Rossa italiana che ha supportato l’equipaggio, in difficoltà per la mancanza di viveri, garantendo la consegna di generi alimentari di prima necessità e contribuendo così al sostentamento dei sette membri dell’equipaggio per i prossimi giorni.

Anche la Protezione civile di Olbia, grazie ai suoi mezzi specializzati, ha effettuato un importante rifornimento di acqua per i servizi igienici, ormai in esaurimento, garantendo il servizio anche nei prossimi giorni qualora necessario. Grazie all’intervento e all’attenzione della comunità olbiese potranno quindi essere garantite condizioni di vita dignitose ai sette marittimi di nazionalità turca, georgiana ed indiana, che stanno vivendo questo difficile momento di emergenza internazionale lontani dai loro affetti.

Le operazioni sono coordinate dalla Capitaneria di Porto. “L’attenzione della Guardia Costiera continuerà senza sosta – spiega il comandante della Capitaneria di Porto di Olbia, il capitano di vascello Maurizio Trogu per garantire standard di sicurezza, nel pieno rispetto delle norme nazionali e delle convenzioni internazionali, a garanzia della tutela dell’ambiente marino, dei lavoratori marittimi e della sicurezza della navigazione in generale”.

 

Giuseppe Orrù

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