Compensazione subacquea…ecco come si fa

Perché quando andiamo con la testa sott'acqua le orecchie fischiano? Scopriamo come fare a non sentire più male ai timpani anche sotto al livello del mare.

15 giugno 2015 | di Redazione Liguria Nautica

compensazione di Valsalva

Con l’estate la voglia di fare immersione cresce a dismisura. Le condizioni climatiche sono perfette, la temperatura dell’acqua non è da meno e la curiosità e la voglia di esplorare il mondo sottomarino aumenta.

E’ semplicissimo: per chi vuole far snorkeling basta attrezzarsi di  maschera, boccaglio e pinne. Per chi, invece, vuole immergersi con le bombole è necessario il corso da Open Water e il gioco è fatto.

 

Se quello che vi trattiene dal buttarvi in mare, con bombole o senza, è la paura di aver male alle orecchie, in questo articolo parleremo di come sia possibile andare sott’acqua senza avere fastidio ai timpani.

 

Avrete notato che una volta scesi sotto la superficie le orecchie fischiano e più si va in profondità più il fischio aumenta. Il perchè accade questo non è un mistero, ma solo una conseguenza delle leggi della fisica: all’interno del nostro orecchio è “nascosta” dell’aria che è un gas comprimile e quindi subisce la pressione barometrica. L’aria all’interno delle cavità aeree si “restringe” e l’acqua che ci circonda aumenta di pressione e batte sui timpani. Quello che dobbiamo fare è compensare, ovvero rendere neutra la pressione che l’acqua esercita nelle nostre orecchie. Detta così sembra molto complicato, invece è più facile del previsto.

 

Ci sono diversi metodi di compensazione, la più comune è quella detta di Valsalva. Questa tecnica si ottiene chiudendo le narici con le dita e mantenendo serrata anche la bocca. E’ proprio come un grosso espiro ma senza far uscire l’aria.

 

Se la manovra è riuscita ve ne accorgete subito: le orecchie smetteranno di fischiare e immediatamente si “stapperanno” e sentirete un grosso sollievo. Se invece la compensazione non ha funzionato non sforzatevi troppo ma risalite di un metro circa, dove la pressione dell’acqua è meno forte, e riprovate la manovra.

Potete allenarvi a praticare la compensazione di Valsalva anche sopra al livello del mare quando sentite le orecchie tappate o quando c’è finita dell’acqua o in aereo solo durante l’atterraggio e non durante il decollo. Attenti però a non sforzarle troppo!

 

Chi invece è già capace a compensare in questo modo, ed è un subacqueo esperto, può provare la manovra di Maecante-Odaglia, conosciuta anche come manovra di Frenzel. Bisogna chiudere  le narici, e mantenendo la bocca sigillata, schiacciare la lingua sul palato molle, come se volessimo deglutire.

In pratica la lingua funziona come lo stantuffo di una pompa in grado di bilancare la pressione interna al timpano. Se non vi riesce, non preoccupatevi, questa manovra per aver la stessa efficacia di quella di Valsalva richiede più allenamento.

 

 

Elisabetta Cantalini

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2 commenti

  1. Max ha detto:

    Un articolo pieno di imprecisioni, spiegazioni fatte male, più pericoloso che utile per chi non è pratico.
    Raccomando a Elisabetta di fare meglio, alla redazione di far rileggere gli articoli da un competente e ai neofiti di cercare altre fonti d’informazione.

  2. mark ha detto:

    La VALSALVA è valida in mare come in aereo

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