Il relitto della “Maldive Victory” diventa area protetta: intervista esclusiva al subacqueo Adam Ashraf

La Maldive Victory affondò nel febbraio 1981 a causa dell'impatto violentissimo contro la barriera corallina dell’isola di Hulhulé

23 Marzo 2021 | di Paolo Ponga
relitto della Maldive Victory - (foto di Mohamed Seeneen)
Il relitto della Maldive Victory (foto di Mohamed Seeneen)

Il relitto più famoso delle Maldive è diventato area protetta dopo esattamente 40 anni: si tratta della Maldive Victory, affondata nella notte del 13 febbraio 1981. La Maldive Victory, nave cargo da 1420 tonnellate di stazza lorda, lunga 82 metri e costruita nel lontano 1958, era mossa da un motore diesel che poteva spingerla fino alla velocità massima di 12 nodi.

Costruita per la Ellerman Lines Ltd. di Liverpool, navigò con il nome di MV Malatian, finché, nel 1971, venne venduta alla Maldives Shipping Co. Ltd., che la rinominò Maldive Victory. Nel febbraio 1981 stava ritornando da Singapore diretta verso Malé, la capitale delle isole Maldive, con un carico di ferro, cemento, legname e olio da cucina. A bordo c’erano 30 uomini dell’equipaggio e 7 passeggeri.

Per il capitano era il secondo viaggio al comando della nave: durante il primo aveva completamente sbagliato la rotta, portandola all’atollo di Vaavu. Arrivati in prossimità del canale che porta a Malé, il capitano sapeva che l’ingresso era vietato durante la notte. “Quello che è successo – ha raccontato in un’intervista Saeed, l’ingegnere che si occupava della parte elettrica – è stato che abbiamo visto una nave più grande entrare in Gaadhoo Kolu, così il nostro capitano ha pensato di poterlo fare anche lui”.

In realtà, la nave si avvicinò pericolosamente alla barriera corallina dell’isola di Hulhulé, dove si trova l’aeroporto, e il timoniere non fu in grado di correggere la rotta. L’impatto, violentissimo, causò una grossa falla, dalla quale l’acqua cominciò ad entrare furiosamente all’interno dello scafo. Venne quindi lanciato l’SOS e la nave fece retromarcia in mare aperto, dove marinai e passeggeri poterono essere raggiunti dalle forze di soccorso, lontano dai pericolosi e taglienti coralli della barriera. All’alba del 14 febbraio 1981 era ormai scomparsa sotto le onde.

Dopo poco tempo, grazie alle correnti, il relitto cominciò a concrezionarsi di coralli e pian piano divenne la casa di molteplici specie marine. Nel frattempo i sommozzatori cominciarono a portare via il carico, mentre altri subacquei a prendere “souvenir” da tenere a casa.

Con la nascita di diving center nella zona, iniziò poi una nuova fase, durante la quale gli istruttori portavano i turisti solamente a vedere i resti del mercantile, senza toccare più niente. Nel 2016, però, iniziò la costruzione del ponte tra la capitale e l’isola-aeroporto, progettato molto vicino al relitto, e i pochi subacquei che avevano ancora il permesso di visitarlo registrarono diversi danni causati dall’ancoraggio o dalla caduta di oggetti pesanti.

Tra questi Adam Ashraf, responsabile del Dive Desk, un centro immersioni situato nelle vicinanze, che fu autorizzato dal Ministero dell’Edilizia Abitativa e delle Infrastrutture a porre delle boe di segnalazione e ad informare i capitani della società cinese di costruzioni affinché ponessero maggiore attenzione al relitto. È partita quindi una campagna di sensibilizzazione per la protezione della Maldive Victory, promossa da diversi diving center e da tutti gli appassionati delle isole.

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Il relitto della Maldive Victory (foto di Mohamed Seeneen)

Dopo tre anni di chiusura, nel febbraio 2019 il Ministero ha rilasciato nuovamente i permessi per le immersioni sul relitto. I subacquei hanno potuto così constatare il degrado della nave, che ha subito alcuni danni, e dei suoi coralli, che hanno sofferto a causa del fango finito sui fondali per le opere di costruzione.

Malgrado questo, ad oggi la Maldive Victory è tornata a vivere: le correnti l’hanno ripulita dai sedimenti e i danni strutturali non sono risultati così catastrofici. Un mese fa, poi, la buona notizia: grazie agli sforzi di tutta la comunità subacquea maldiviana, del ministro dell’Ambiente Hussain Rasheed Hassan e del presidente Ibrahim Mohamed Solih, il 13 febbraio 2021, nel 40° anniversario dell’affondamento, il sito della Maldive Victory è stato dichiarato “area di conservazione“, ovvero area protetta.

Intervistiamo in esclusiva per Liguria Nautica il subacqueo Adam Ashraf.

Ciao Adam, sono molti anni che ti immergi su questo relitto?

Mi immergo sulla Victory da 17 anni, non rimanendone mai deluso.

È difficile da raggiungere?

Assolutamente no, è vicino a molti diving e resort. Pensa che noi siamo solo a cinque minuti di barca dal relitto e ci abbiamo portato centinaia di subacquei.

L’immersione riporta particolari difficoltà oppure è alla portata di tutti i sub?

Il relitto si trova in assetto di navigazione, leggermente inclinato su un fianco, a circa 35 metri di profondità. Questa non costituisce quindi un grande problema, però la nave si trova in un canale ed è perciò soggetta a correnti mutevoli, che a volte possono diventare abbastanza forti. Conviene essere allenati e utilizzare tecniche di immersione adeguate.

Cosa rende la Maldive Victory il relitto più famoso delle Maldive?

È un insieme di caratteristiche eccezionali che lo hanno fatto conoscere in diverse parti del mondo. Sono state molte, infatti, le riviste che ne hanno parlato. È comodo da raggiungere e la profondità non elevata consente immersioni di lunga durata, con la possibilità di penetrare all’interno in sicurezza. Ma non solo questo.

Qual è il suo fascino particolare, allora?

La visibilità è molto buona nella maggior parte dei casi e la sagoma del relitto, vista da lontano, è incredibile. È anche un letto per molti tipi diversi di coralli e la casa di un numero infinito di meravigliose creature marine. Quando inizi la penetrazione, invece, è tutta un’altra storia: l’oscurità e la luce che proviene dalle aperture degli oblò creano un’immagine completamente differente, con i pesci che nuotano intorno.

relitto della Maldive Victory - Adam Ashraf

Adam Ashraf

Ora non ci rimane che prenotare una grande immersione. Ringrazio per la cortesia, le informazioni e le fotografie Adam Ashraf, Mohamed Seeneen e Amooomaldives. Per ulteriori informazioni, contattare il Dive Desk, Galolhu, Dhon Adharaadha Hingun, Malé, Maldives. Email: info@divedesk.mv, tel: (+960) 7937738.

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