Incidenti nella subacquea: quali leggi si applicano? Esperti a confronto a Genova

L’Acquario di Genova ha ospitato il seminario su “Diritto, Ambiente, Subacquea e Sicurezza”. Dai relatori uno spunto di riflessione per una subacquea ricreativa responsabile, consapevole e sicura

4 Dicembre 2019 | di Giuseppe Orrù
Un sommozzatore della Guardia Costiera
Un sommozzatore della Guardia Costiera

Ogni volta che avviene un incidente nell’ambito delle immersioni subacquee, è sempre più diffuso il convincimento che esista un vuoto normativo nella subacquea ricreativa. Insomma, non vi sia una legge ben precisa a cui fare riferimento.

Un quadro normativo, invece, anche se frammentato, esiste. Di questo si è parlato venerdì 29 novembre nella Sala blu dell’Acquario di Genova, dove si è svolto il seminario “Diritto, ambiente, subacquea e sicurezza” organizzato dal Distretto Ligure della subacquea della Regione Liguria e dalla Capitaneria di Porto di Genova.

Durante i lavori è emerso che, effettivamente, manca una legge nazionale che regolamenti organicamente e compiutamente la subacquea ricreativa. L’attività subacquea sportiva oggi è disciplinata dai principi generali contenuti nel Codice civile e nel Codice penale, ma anche in altre importanti disposizioni normative (D.Lgs. n. 206 del 2005 cd. “Codice del consumo”, la Legge n. 81/2008 sulla sicurezza nei luoghi di lavoro), oltre a norme tecniche ISO, UNI EN che svolgono un ruolo fondamentale in sede di processo.

Il seminario, oltre ad illustrare il quadro normativo generale agli operatori del settore, in modo da poter sensibilizzare l’utenza, ha fornito ai partecipanti uno spunto di riflessione per una subacquea ricreativa responsabile, consapevole e sicura.

Al seminario sono intervenuti relatori medici di fama internazionale, come il dottor Claudio Spena, direttore della camera iperbarica dell’ospedale San Martino di Genova, che ha evidenziato l’importanza delle visite mediche prima delle immersioni subacquee e il dottor Pasquale Longobardi, direttore del centro iperbarico di Ravenna, che ha illustrato le procedure corrette da seguire, dal luogo dell’incidente subacqueo fino all’arrivo in camera iperbarica.

Un sommozzatore della Guardia Costiera

Un sommozzatore della Guardia Costiera

Thomas Guy di DanEurope ha invece presentato un quadro normativo sulla gestione delle bombole di ossigeno medicale, mentre il capitano di corvetta Cosima Capone, psicologa della Marina Militare, ha spiegato la soggettività nell’approccio alla sicurezza. Importanti e costruttivi sono stati i contributi del capitano di fregata Giampaolo Trucco, palombaro della Marina Militare, che ha parlato del mondo delle immersioni militari.

L’ingegner Giovanni Cozzi di Adisub ha spiegato invece le norme tecniche che regolamentano le immersioni ricreative e Luisa Cavallo, dirigente della Polizia di Stato, ha parlato dell’aspetto penale nell’incidente subacqueo. L’intervento dell’avvocato Thomas Tiefenbrunner si è concentrato sul quadro normativo completo dell’ordinamento nazionale sulle norme che regolamentano le immersioni subacquee. Infine Simone Bava, direttore dell’Area marina protetta di Bergeggi, ha trattato degli aspetti normativi a tutela delle Aree marine protette.

Al seminario hanno partecipato circa 150 persone, tra subacquei e specialisti del settore. La spiccata professionalità dei relatori e gli argomenti trattati hanno, peraltro, catturato l’interesse dell’Ordine degli Avvocati di Genova e della ASL4 di Rapallo che, per l’evento, hanno riconosciuto crediti formativi per gli specialisti di settore, così attirando anche avvocati e specialisti da Milano e Torino.

 

Giuseppe Orrù

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