JANUS: verso l’Internet delle cose anche sott’acqua

Per la prima volta in assoluto un protocollo per la comunicazione sottomarina digitale viene riconosciuto a livello internazionale.

27 aprile 2017 | di Paolo Gemelli

In acqua è tutto più complicato. Anche le soluzioni che sono state via via adottate negli anni per ottimizzare le telecomunicazioni a terra non trovano efficace applicazione sotto la superficie del mare né possono essere di supporto alle sempre più promettenti tecnologie robotiche sottomarine. È per questo che da almeno dieci anni il Centro NATO per la Ricerca Marittima e la Sperimentazione (CMRE), con sede alla Spezia, lavora allo sviluppo di uno standard digitale in grado di far ordine nella comunicazione acustica sottomarina.

È nato così JANUS, ora approvato come NATO standard (denominato STANAG per convenzione NATO). È la prima volta in assoluto che un protocollo digitale per la comunicazione subacquea viene riconosciuto a livello internazionale e ciò apre la via a uno sviluppo standardizzato del cosiddetto Internet of Underwater Things (IoUT), l’Internet delle cose sottomarine, evoluzione del più noto Internet of Things (IoT), l’Internet delle cose, che ha già cominciato a cambiarci la vita.

Il protocollo è una sorta di lingua franca che regolamenta la codifica acustica delle informazioni fondamentali da comunicare

La soluzione proposta è semplice abbastanza da permettere una facile adozione non solo in futuro ma anche su piattaforme già esistenti.  Non a caso JANUS trae il suo nome dal dio romano Giano, custode delle aperture e dei portali, per la sua capacità di dialogare efficacemente tra differenti paradigmi. L’obiettivo è quello di garantire una piena interoperabilità in mare tra attrezzature militari e civili (anche in ambito non NATO) che al momento non sono in grado di comunicare tra loro. Come accaduto non molto tempo fa con il protocollo Wi-Fi, anche JANUS promette di dettare la linea nello sviluppo tecnologico del proprio settore, valorizzando l’ambito sottomarino grazie ad un metodo di comunicazione robusto e affidabile, in grado di mettere in rete e far lavorare insieme in modo immediato tutte le tecnologie ad esso conformi.

Per il suo rilievo JANUS è stato sviluppato, fin dal principio, dagli scienziati CMRE insieme alla comunità scientifica, inclusa l’accademia, i produttori, le agenzie e gli enti di ricerca governativi. JANUS è stato testato negli anni dal CMRE a bordo del NATO Research Vessel  Alliance e in un innovativo poligono di sperimentazione, il LOON (Littoral Ocean Observatory Network), che facilita le prove in mare con robot sottomarini attraverso una rete di monitoraggio acustica, costituita fisicamente da tripodi ancorati al fondale ma accessibile via internet sempre e da qualsiasi parte del mondo.

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