Linee guida e consigli per la ripresa delle immersioni subacquee

Come tutte le attività economiche, sociali e sportive, anche le immersioni subacquee stanno per ricominciare e il loro svolgimento necessita di una particolare attenzione, dato che mantenere la distanza è molto difficile

18 Maggio 2021 | di Gaetano Tappino

L’emergenza Covid non è ancora definitivamente superata ma, come tutti i settori economici, sociali e sportivi, anche l’affollata comunità dei subacquei è in procinto di riprendere l’attività, il cui svolgimento necessita di una particolare attenzione, dato che mantenere le distanze è praticamente impossibile.

Alcuni medici iperbarici del DAN Europe (Divers Alert Network), che hanno osservato la reattività del virus nell’ambiente subacqueo, hanno pubblicato quindi alcune raccomandazioni da osservare con estrema attenzione.

Come prima misura di prevenzione, per poter tornare ad immergersi in sicurezza, si consiglia di eseguire un esame per verificare se si è stati inconsapevolmente colpiti dal Covid. In caso di positività, è necessario aspettare 30 giorni dall’ultimo tampone negativo, per poi sottoporsi alla visita medica abilitativa alle immersioni eseguita da un medico iperbarico.

Chi invece ha manifestato sintomi lievi, dopo i 30 giorni dall’ultimo tampone negativo, dovrà attendere altri 30 giorni prima di effettuare la visita medica abilitativa. I soggetti che sono stati ricoverati in ospedale, infine, devono far passare almeno 3 mesi dall’ultimo test negativo e per ottenere l’idoneità ad immergersi, da richiedere esclusivamente ad un medico iperbarico, dovranno svolgere ulteriori verifiche sulla funzionalità polmonare.

In particolare dovranno eseguire un’ecocardiografia e dei test da sforzo per accertare la normale funzione cardiaca e polmonare, con misurazione della saturazione periferica dell’ossigeno, non escludendo, se necessario, una TAC ad alta risoluzione per verificare la completa funzionalità dell’apparato respiratorio.

Al comandante Angelo Doria del Nucleo Subacquei della Guardia Costiera di Genova abbiamo chiesto di ricordare ai subacquei lettori di Liguria Nautica le raccomandazioni indicate dalla Capitaneria. “In pratica – spiega il comandante Doria – rimangono attive tutte le indicazioni della scorsa stagione. Come prima difesa preventiva, eseguire la vaccinazione quando le condizioni sociali lo permettono e dopo aspettare almeno 2 giorni, limitando, nelle prime immersioni, la profondità a 30 metri“.

“Poi – prosegue il comandante – bisogna sottoporsi a visite mediche d’idoneità alle immersioni, prestare la massima attenzione visto che la trasmissione del virus non è ancora debellata, osservare il distanziamento di un metro nel trasferimento in barca, indossare la mascherina e utilizzare le proprie borse per riporvi i propri indumenti e attrezzature al fine di evitare contatti con gli altri”.

“I diving – sottolinea Doria – dovranno continuare a sanificare le imbarcazioni, tutte le attrezzature collettive messe a noleggio e i locali dove ci sono le postazioni per la vestizione e le docce. Massima attenzione è poi rivolta ai possibili incidenti. Durante l’immersione, se si deve fornire ad un compagno il secondo erogatore di sicurezza, è necessario emergere e, una volta in superficie, isolare l’erogatore che è stato prestato per essere sanificato. In caso di intervento di primo soccorso con respirazione assistita e somministrazione di ossigeno, vanno rispettate le linee guida già in essere”.

Il comandante Doria, grazie all’esperienza maturata durante la precedente stagione, ricorda infine che alla base della prevenzione vi è l’uso del buon senso e la responsabilità da parte dei subacquei e dei diving. “La nostra presenza in mare nelle zone di immersione – conclude – avrà l’obiettivo di monitorare e dare assistenza ed eventuali consigli comportamentali, sanzionando solo eventuali importanti trasgressioni per mitigare il rischio di diffusione dell’infezione”.

 

Fonti foto: Capitaneria di Genova e Lilliana Bali, istruttrice del club “Amici Bolle”

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