Ma tu quanta aria “bevi”? Guida rapida al risparmio d’aria durante le immersioni

Ecco una lista di piccoli trucchi per rimanere più tempo sott’acqua

31 Agosto 2020 | di Liguria Nautica

Uno degli aspetti più importanti per chi si immerge è sicuramente il consumo d’aria. In fin dei conti come subacquei possediamo un superpotere: quello di poter respirare sotto la superficie dell’acqua, quasi fossimo dei pesci. In realtà, però, la scorta d’aria contenuta nella bombola è come il serbatoio di benzina della nostra automobile: una volta finita, non andiamo più da nessuna parte. E, nel caso delle immersioni, le conseguenze sono molto più spiacevoli.

Quando, tanti anni fa, ho cominciato a fare immersioni, ero ossessionato dal consumo. “Bere” o “succhiare”, come si dice, meno aria significava rimanere più tempo sott’acqua, quindi dovevo riuscire a farlo a tutti i costi, anche perché mi vergognavo nei confronti dei subacquei più esperti. Un po’ ci sono riuscito, grazie all’esperienza e a piccoli trucchi che mi hanno insegnato.

Volendo farne oggi un elenco, mi sono affidato ad amici istruttori, subacquei molto più esperti di me. Questa è la lista uscita dalle nostre chiacchierate, assolutamente non in ordine di importanza e probabilmente non esauriente.

  1. Mantieni una buona forma fisica, cercando di non ingrassare troppo e tenendoti in allenamento. È facile: se fai una rampa di scale e sei in sovrappeso e sedentario, ti viene subito il fiatone. In acqua è lo stesso. Evita anche di bere alcolici la sera prima.
  2. Immergiti più spesso: respirare sott’acqua rimane comunque un’attività innaturale e facendolo di più il tuo corpo e la tua mente si abitueranno all’idea e respirerai di meno.
  3. Nuota lentamente: a parte situazioni limite, non c’è mai la necessità di affannarsi e mettersi a pinneggiare come pazzi. Osserva i vecchi subacquei, sono lentissimi in acqua: hanno capito che fanno meno fatica, consumano di meno e vedono molte più cose.
  4. Come ti hanno insegnato durante il tuo primo corso, ricorda che più vai in profondità più consumi: è solo una questione di fisica. Quindi, se sei un grande bevitore d’aria, rimani qualche metro più sopra.
  5. Lo stress è un grande nemico della scorta d’aria. Cerca di rilassarti e goditi il fantastico panorama. Parola d’ordine: relax.
  6. A parte mantenermi in forma e in buona salute, posso fare altro fuori dall’acqua per migliorare il mio consumo? Certo. Seguire corsi di meditazione e yoga, che insegnano a regolare il respiro con tranquillità ed efficienza, mantenendolo sotto controllo. Funzionano, confermo.
  7. Sii il più idrodinamico possibile, mantenendo la corretta postura e il giusto assetto, per non essere costretto a lottare contro la corrente.

E per quanto riguarda l’attrezzatura? Può contribuire a una diminuzione dei consumi? Eccome.

  1. Deve essere comoda. Se è la tua, che conosci alla perfezione, ancora meglio.
  2. Scegli il giusto erogatore. È un componente fondamentale dell’attrezzatura, quello che ti tiene in vita. Per cui investi senza remore qualche soldino e poi mantienilo in perfetta efficienza. Per quanto mi riguarda, parecchi anni fa, dopo molte prove, ne comprai uno di derivazione militare, noto per le difficoltà di manutenzione e per il donare aria in quantità anche eccessive ad ogni profondità. In realtà, ho imparato a dosare il giusto quantitativo in base all’occorrenza del momento e poter avere, in caso di necessità, tutta l’aria che voglio, mi aiuta al contrario a consumare di meno. Lo adoro e mai lo cambierei.
  3. Il resto dell’attrezzatura deve essere adeguato alla temperatura dell’acqua e alle condizioni di immersione: se batti i denti per il freddo consumi molto di più, così come se le tue pinne non sono adatte a un’immersione in corrente.
  4. Cerca di trovare la giusta pesata. È chiaro che se non metti abbastanza piombi nella cintura, non riesci a scendere o fatichi a mantenere le quote decompressive. Ma se ne hai troppi, gonfierai il GAV come un dirigibile.
  5. Foto-video: purtroppo fotografare o filmare sott’acqua ti farà consumare molta più aria. Respirone, trattieni il fiato, clic, espirazione. In più, se vai in giro con una specie di sommergibile come me, dovrai lottare continuamente con corrente e regolazione dei fari.
  6. Correggi le piccole perdite. Anch’esse contribuiscono ai consumi durante i 45 minuti e più che passerai sotto la superficie. Possono venire da una maschera che non calza perfettamente sul viso oppure dal GAV, dall’o-ring dell’erogatore o dalle valvole della muta stagna. Se, invece, hai bucato o scucito la stagna è molto peggio, soprattutto d’inverno o al lago con 7 gradi in acqua (ho provato entrambe le belle esperienze!).

Ricorda: diventare un maestro del respiro ti aiuterà ad affrontare con successo ogni ambiente sottomarino e a goderti appieno ogni momento passato nell’incredibile mondo sommerso.

Paolo Ponga

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