Muta subacquea, i modelli e le caratteristiche

Perchè indossare la muta quando si pratica uno sport in mare? Non solo per ripararsi dal freddo. Scopraimo le altre perculiarità

20 Novembre 2015 | di Redazione Liguria Nautica

Vi siete mai chiesti perché chi pratica uno sport immerso nelle acque marine di solito usa la muta subacquea? La risposta più semplice che spesso viene data è per ripararsi dal freddo. Verissimo, ma non è l’unica risposta corretta.
La muta subacquea che indossano, apneisti, surfisti e tutti coloro che rimangono un bel po’ di tempo dentro l’acqua, prende il nome generale di muta protettiva proprio perché protegge da eventuali tagli, escoriazioni o punture di animali marini. Va detto, però, che la “muta protettiva” non è un modello in particolare. Il termine viene usato in generale e si riferisce a diversi tipi di mute. Rientra in questa tipologia sia la muta shorty, con calzoncini e maniche corte, quella intera umida con maniche lunghe e gambe fino alla caviglia e quella a due pezzi, salopette e giacca.
Anche le “magliettine” o tutine di nylon o neoprene che spesso vediamo addosso ai bambini in spiaggia sono delle mute protettive. Di sicuro i bambini che le indossano in spiaggia quando hanno in mano paletta e secchiello, non hanno intenzione di fare un immersione o andare a cavalcare le onde con il surf, ma le mettono per proteggersi dal sole e dai graffi che si possono fare giocando o in qualsiasi altro modo! Anche in questo caso, comunque, il cosiddetto “mutino” aiuta a non disperdere troppo il calore corporeo.
Con questo, però, non vogliamo screditare la primaria peculiarità della muta che è quella di mantenere invariata, per più tempo possibile, la temperatura corporea. La muta per definizione riduce la velocità di dispersione del calore corporeo, quindi è necessaria per proteggersi dal freddo.

 

Per i subacquei, ci sono diversi modelli a disposizione: le mute umide, semistagne e stagne. Scopriamo alcune differenze.
Le mute umide, fatte di un materiale chiamato neoprene, per mantenere invariato il calore corporeo devono essere attillate, nonostante questo, l’acqua penetrerà attraverso la loro cerniera. Quando il sub si immergerà in mare tra la muta e la pelle si formerà un sottilissimo strato d’acqua che verrà scaldato dal calore corporeo. Nello stesso tempo le proprietà isolanti del neoprene ridurranno la velocità di dispersione del calore corporeo. Se invece il subacqueo sbaglia taglia o la indossa nel modo scorretto l’acqua scorrerà negli spazi non aderenti e la temperatura corporea si abbasserà velocemente.

 

Le mute semistagne, invece, anche se sono fatte dello stesso materiale della umide, quindi di neoprene, si differienziano dalle altre. La semistagna ha, infatti, la cerniera  che non permette l’infiltrazione dell’acqua, appunto stagna. Anche questa muta mantiene uno strato d’acqua tra il corpo del sub e la muta stessa, ma a differenza dell’altra il ricambio con l’ambiente esterno avviene solo su specifico intervento del subacqueo. Lo spessore della semistagna varia dai 5 ai 7 millimetri mentre le umide esistono anche di 1 millimetro.

 

La stagna invece è quel tipo di muta che non permette alcun tipo di infiltrazione d’acqua e che è quella che protegge più di tutte dal freddo. Sotto alla stagna si può indossare la tuta, la maglietta, il maglione ecc, intanto l’acqua non penetrerà in alcun modo. Le caratteristiche della stagna, che è un tipo di muta adatta solo alle immersioni e non agli apneisti, sono moltissime. Le approfondiremo in uno dei prossimi articoli della rubrica subacquea. Allora stay tuned , non perderlo!

 

E.C.

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