Orti subacquei: l'Abruzzo rilancia il progetto. VIDEO

Le prime sperimentazioni erano state fatte a Savona, nonostante gli ottimi risulati, a causa della mancanza di fondi, non era stato possibile proseguire il progetto. Ora un nuovo tentativo in Abruzzo

9 Giugno 2015 | di Redazione Liguria Nautica

Orto di Nemo. Orto subacqueoBolle galleggianti ancorate al fondale marino al cui interno sono coltivate erbe aromatiche e ortaggi vari. Una prima sperimentazione era stata già stata fatta nei pressi di Savona, ora il progetto potrebbe essere riproposto in Abruzzo, nell’Area marina protetta ‘Torre del Cerrano‘. Dell’iniziativa si è parlato a Milano, nel capoluogo meneghino si è svolto il convegno ribattezzato “L’Expo con le pinne”.

 

In quest’occasione è stato presentato il progetto “l’Orto di Nemo”: un orto coltivato all’interno di biosfere ancorate sul fondale marino, che potrà essere realizzato in zone desertiche o dove le condizioni climatiche e ambientali non sono ideali per consentire i consueti metodi di coltivazione.

 

La prima sperimentazione ha dato risultati positivi: la temperatura costante del mare crea un clima stabile nella biosfera che viene umidificata in maniera ottimale grazie all’evaporazione dell’acqua marina. “L’orto di Nemo” non ha bisogno di antiparassitari e insetticidi: parassiti ed insetti infatti non riescono a riprodursi nelle biosfere subacqueee.
L’idea non è una novità assoluta, come detto, un esperimento simile era stato fatto anche in Liguria, per la precisione a Noli. Il progetto era stato coordinato da Sergio Gamberini, lo stesso responsabile dell’Orto di Nemo.

 

Erano state fatte sperimentazioni sulla pianta del basilico e gli esiti erano stati molto positivi, la notizia aveva avuto un eco notevole, tant’è che si era parlato di un forte interesse da parte di imprenditori sauditi, poi la questione si era sgonfiata nel giro di qualche mese e per mancanza di fondi non si era potuti procedere in maniera concreta.
Ora Gamberini ripropone la sua idea, un progetto davvero intrigante che potrebbe cambiare i tradizionali metodi di colivazione.

 

Nel video mostriamo l’installazione delle prime biosfere, create per realizzare la coltivazione del basilico presso i fondali di Noli.

Paolo Bellosta

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1 commento

  1. egidio de pace ha detto:

    Ma a che serve? Vera …………

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