Un parco tecnologico subacqueo nel cuore del Porto Antico di Genova? Un progetto unico al mondo che può diventare realtà

Il "Parco tecnologico subacqueo Duilio Marcante" è il primo progetto al mondo di riqualificazione di un bacino portuale

1 Luglio 2021 | di Gaetano Tappino

A Genova c’è un progetto che langue da oltre due anni, lasciato in un cassetto nel periodo compreso tra la ricostruzione del Ponte Morandi e la pandemia da Covid 19 con il conseguente lockdown. Un progetto ambizioso ma fattibile, in sintonia con il percorso iniziato con le Colombiane dall’architetto genovese Renzo Piano, che ha eliminato le barriere di accesso alla zona portuale restituendo il Porto Antico alla città.

Si tratta di un parco tecnologico subacqueo di oltre 6 mila metri quadrati di specchio acqueo e di oltre 31 mila metri cubi d’acqua. Il primo progetto al mondo di riqualificazione di un bacino portuale, dove mare e terra si incontrano nel cuore di Genova e dove riprodurre un pezzo di ecosistema Mediterraneo. Una scelta in linea con la nostra tradizione: Genova e la Liguria, infatti, hanno fatto la storia della subacquea.

Alcuni tra i suoi padri fondatori sono Duilio Marcante, a cui il progetto del parco subacqueo è intitolato, che ha proseguito il suo percorso dedicandosi alla divulgazione e all’insegnamento delle tecniche di immersione, Luigi Ferraro, medaglia d’oro al valor militare per azioni subacquee, Egidio Cressi e Ludovico Mares, amanti della subacquea che a fine guerra avrebbero iniziato, in un piccolo scantinato, a costruire, sviluppare e affinare attrezzature da immersione, per poi produrle industrialmente e distribuirle nel mondo. Grazie a questi quattro pionieri del settore, le più grandi aziende di attrezzature subacquee sono nate proprio a Genova e nella Riviera ligure di Levante.

Oltre alla costruzione e allo sviluppo delle attrezzature, anche la medicina iperbarica ha le sue radici in questa città. Il professor Damiano Zanini, il professor Giorgio Odaglia e il professor Giuseppe Viotti hanno tracciato la strada dello studio iperbarico dell’immersione nel corpo umano. Studi che, anche grazie a Duilio Marcante, i medici potevano testare nella pratica, come la “manovra di Marcante-Odaglia” (famosa fra i subacquei), un sistema di compensazione dell’orecchio medio senza l’utilizzo delle mani per tapparsi il naso.

Non da meno è il fiore all’occhiello della Marina Militare, il reparto dei “Comsubin“, centro di formazione di sommozzatori palombari e medici iperbarici alla Spezia, che in tempi di guerra ha compiuto innumerevoli azioni subacquee, progettando e realizzando sofisticati mezzi subacquei, allora coperti da segreto militare. Un militare che ha rappresentato al meglio la nostra maestria nell’arte dell’azione offensiva e difensiva subacquea è stato l’ammiraglio Luigi Durand de la Penne.

Un’illustre tradizione, quindi, che si sposa perfettamente con il progetto del parco subacqueo, che vedrebbe la sua collocazione a Calata Cattaneo, ulteriore attrazione in una zona, quella dell’Expo, in cui convivono già diverse realtà museali e non solo di ispirazione marinara. E l’area interessata al progetto sarebbe proprio quella corrispondente allo specchio acqueo in cui è collocato il Bigo, realizzato dall’architetto Renzo Piano e ormai divenuto un simbolo della città.

Si tratterebbe di una moderna trasformazione dell’antica zona portuale, dove nei secoli sono nati e si sono sviluppati i primi commerci marittimi di Genova. Uno specchio acqueo nel quale non convergono scarichi cittadini ma solo le acque pluviali delle aree circostanti e con un fondale che nei secoli ha accumulato metri di sedimentazioni, prima naturali e poi inquinate da metalli e idrocarburi dovuti allo sviluppo dei traffici navali, che lo hanno ridotto a pochi metri.

Anche il settore scientifico territoriale è favorevole allo studio di fattibilità di questo progetto. Il dottor Marco Faimali, direttore dell’Istituto per lo Studio degli Impatti Antropici e presidente dell’Area della Ricerca di Genova del Consiglio Nazionale delle Ricerche, ha dato totale disponibilità a collaborare alla progettazione e a fornire le competenze della rete scientifica del CNR per le attività progettuali legate alla sostenibilità ambientale dell’opera e alla validazione ecotossicologica delle operazioni di bonifica, dei sedimenti marini e del sistema di depurazione e la consulenza scientifica per la riqualificazione ecologica del fondale. Secondo Faimali, inoltre, questo innovativo progetto potrebbe diventare un modello per altre città di mare.

Una criticità importante era rappresentata dalla particolare fragilità ambientale del fondale, che, con le tradizionali tecnologie di dragaggio, avrebbe impedito fino ad oggi la realizzazione dell’opera. Questo annoso problema, però, ora può essere risolto definitivamente grazie all’ecodragaggio “Limpidh2o”, innovazione tecnologica Made in Italy di proprietà della società Decomar SpA e Fincantieri Partne, che permette di realizzare interventi di ecodragaggio in perfetta armonia con l’ambiente circostante.

Questa rivoluzionaria tecnologia consente infatti la rimozione dei sedimenti (anche contaminati) con un potente sistema aspirante a circuito chiuso, che elimina anche la possibile contaminazione delle acque circostanti, e l’immediata valorizzazione dei sedimenti più nobili, che, liberati dai fanghi, possono essere riutilizzati vantaggiosamente in un’ottica di vera economia circolare per il contrasto all’erosione costiera e quindi per la salvaguardia dello straordinario patrimonio costiero italiano.

Nello specchio acqueo è prevista anche l’installazione di alcune telecamere subacquee, che invieranno immagini a grandi schermi in superficie, consentendo al pubblico di seguire le evoluzioni dei sub e della vita sommersa. Infiniti potranno essere gli utilizzi del parco, risorsa fondamentale per tutti gli sport acquatici e per tutte le scuole subacquee, in grado di garantire l’accesso alla subacquea anche ai diversamente abili.

Una struttura, nel pieno centro cittadino, dove si potranno programmare le varie attività sociali, culturali e commerciali senza i vincoli imposti dalle condizioni meteomarine, un progetto ecosostenibile (con risorse energetiche a pannelli solari) che potrebbe essere finanziato con i fondi europei destinati a Genova dopo la pandemia per produrre e incentivare i flussi turistici e che potrà poi autosostenersi economicamente con gli accessi al parco, producendo nuovi posti di lavoro.

Il video che segue spiega l’importanza di questa iniziativa, che potrebbe ridare a Genova (e alla Liguria) il ruolo di “Capitale della subacquea e delle attività acquatiche”, attirando turisti da ogni dove. Con la speranza che i nostri amministratori pubblici la condividano e permettano di realizzarla. Buona visione.

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2 commenti

  1. Luca Marchesi ha detto:

    Ho letto l’articolo e sono rimasto molto affascinato dal progetto sia come genovese che come amante del mare. Come si può smuovere le autorità per avere un loro avvallo? Il progetto è a 360^ scuola, lavoro, attività scientifica e di ricerca, turismo, economia privata e pubblica come si può lasciarlo in un cassetto?

  2. FRANCO MEREGHETTI ha detto:

    SPERO CHE VADA IN PORTO

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