Una rete da pesca mette in pericolo i sub. Stop alle immersioni sul relitto della Haven

La Guardia Costiera di Genova ha temporaneamente vietato tutte le attività subacquee intorno al relitto della petroliera Haven affondata nel 1991 ad Arenzano

18 gennaio 2019 | di Giuseppe Orrù
La rete da pesca aggrovigliata al fumaiolo della Haven
La rete da pesca aggrovigliata al fumaiolo della Haven

La Capitaneria di Porto di Genova, con l’ordinanza n. 06/2019, ha temporaneamente vietato tutte le attività subacquee, sportive e non, a ridosso del relitto della petroliera Amoco Milford Haven, affondata nel 1991 di fronte al litorale di Arenzano.

L’ordinanza è stata emessa a seguito della presenza di una rete da pesca abbandonata, avvolta nel fumaiolo del relitto della petroliera, ritenuta pericolosa per le attività subacuqee. A segnalarla è stata una società sportiva dilettantistica genovese, che ha comunicato il ritrovamento alla Guardia Costiera, denunciando così i potenziali rischi per i sub che decidessero di immergersi per visitare il relitto della Haven.

Dopo la segnalazione dell’associazione sportiva, il V Nucleo Sommozzatori della Guardia Costiera ha effettuato un sopralluogo urgente, evidenziando una “situazione di oggettivo pericolo per eventuali subacquei“. La rete si trova nella zona poppiera del relitto, avvolta nel fumaiolo, dove determina “un potenziale stato di pericolo -recita l’ordinanza- per comportamenti anche non consapevoli o voluti del subacqueo“.

Le operazioni di rimozione della rete verranno effettuate indicativamente la prossima settimana, insieme al V Nucleo Sommozzatori della Guardia Costiera, con la collaborazione dei nuclei sub dei vigili del fuoco di Genova, dei carabinieri e della Guardia di Finanza. Una volta recuperata, la rete verrà smaltita grazie all’intervento dell’assessore all’Ambiente del Comune di Arenzano.

La Haven, considerata il relitto esplorabile più grande del Mediterraneo, è stata già accompagnata da una triste lunga serie di morti e malori gravi che si sono verificati durante le immersioni. Soltanto negli ultimi tre anni, dal 2015 al 2018, sono stati 7, infatti, i sub che hanno perso la vita visitando la Haven. Altri 6 hanno accusato dei malori ma si sono salvati.

Il 5 aprile 2015 è morto uno svizzero di 35 anni. Il 16 maggio dello stesso anno due olandesi di 46 e 53 anni. Il 16 ottobre del 2015 la vittima è stata un tedesco di 60 anni. Il 13 maggio del 2017 ha perso la vita una guida svizzera e il 26 ottobre dello stesso anno è morto un cittadino lombardo di 52 anni che stava nuotando per recuperare una pinna prima di immergersi. L’ultima vittima, una sub piemontese di 50 anni, risale allo scorso luglio: il suo corpo fu ritrovato solo grazie all’ausilio del Rov dei vigili del fuoco (un robot subacqueo telecomandato), a 80 metri di profondità.

 

Giuseppe Orrù

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