Gli armatori lanciano la sfida della sostenibilità dei superyacht: il webinar del Propeller Club di Genova

La sostenibilità dei superyacht è la nuova sfida della nautica. L’argomento è stato al centro di un focus organizzato dal Propeller Club di Genova, con Lorenzo Pollicardo (SYBAss), Antonio Caviglia (Oceanco) e Riccardo Repetto (ABB)

28 Maggio 2021 | di Giuseppe Orrù
la sfida della sostenibilità dei superyacht
Luminosity di Benetti (2021) è uno dei megayacht più sostenibili e attenti all'ambiente

La nuova sfida della grande nautica è quella della sostenibilità dei superyacht. A dettare la svolta, almeno in Italia, non sono per ora leggi e normative, ma direttamente gli armatori. Sono loro, i proprietari di questi yacht da sogno, a spingere i cantieri verso soluzioni sempre più ecosostenibili.

Di questo si è parlato in un webinar promosso dal Propeller Club di Genova, coordinato da Lorenzo Pollicardo, direttore tecnico ambientale di SYBAss, insieme ad Antonio Caviglia di Oceanco e Riccardo Repetto di ABB.

La pandemia ha generato nuove opportunità per il mercato della nautica. In questo periodo, infatti, tutti i segmenti dell’industria nautica hanno cercato di soddisfare una domanda crescente da parte della clientela, sospinta dalla sensazione di sicurezza che le imbarcazioni da diporto offrono in questo periodo di emergenza Covid.

Insieme alla rinnovata voglia di mare, si è sviluppata anche una sensibilità del diportista verso le tematiche della sostenibilità e della salvaguardia dell’ambiente marino, che ha portato l’intero settore nautico a sviluppare interessanti soluzioni tecnologiche in linea con i più severi standard internazionali.

E’ tuttavia l’industria dei grandi yacht che, grazie alla sua dinamicità ed allo spirito innovativo che la contraddistingue, sta assumendo un ruolo pilota nella sfida globale alla riduzione dei gas serra nei traffici marittimi. Due leader internazionali del settore si sono così confrontati sulle più recenti soluzioni tecnologiche che caratterizzano il mercato del grande yachting, ponendolo all’avanguardia nella sfida in corso per la decarbonizzazione.

Dopo gli onori di casa di Giorgia Boi, presidente del Propeller Club genovese, è stato l’ingegner Lorenzo Pollicardo, direttore tecnico ambientale di SYBAss, ad aprire i lavori. Pollicardo è la figura di riferimento della sostenibilità per l’associazione mondiale dei grandi costruttori di yacht, come vi abbiamo raccontato in questa intervista.

C’è un cambiamento in atto – ha detto Lorenzo Pollicardo – nella nautica. Prima ancora che della normativa, che influenzerà verso le tematiche dell’ambiente e della sostenibilità la nautica, c’è il cliente. L’armatore prima di comprare una barca chiede al cantiere che la sua barca rispetti l’ambiente. Il nostro Paese forse è ancora un po’ indietro su questo tema, ma vado nei cantieri in tutto il mondo e sento parlare italiano. Il filo conduttore è l’eccellenza“.

Tra i cantieri all’avanguarda dal punto di vista della sostenibilità ambientale c’è Oceanco, che punta a produrre “navi zero emission” e a “creare prodotti innovativi per le future generazioni”, andando oltre la domanda del mercato.

Il nostro cantiere – ha spiegato Antonio Caviglia, direttore commerciale di Oceanco, di origini chiavaresi – ha messo in campo diverse soluzioni come la propulsione sostenibile, dagli hybrid pod diesel/elettrico alle batterie, fino a materiali speciali per ridurre il carico sui generatori durante la sosta in rada“.

Il m/y Bravo Eugenia è l’esempio di tecnologie sostenibili applicate a uno yacht. Si tratta del primo modello realizzato sulla piattaforma Life Design (Lengthened, Innovative, Fuel efficient, Eco conscious): è stato allungato del 15% lo scafo, è stata prevista la propulsione ibrida e i consumi sono ridotti del 30%. “Inoltre – ha aggiunto Caviglia – è una piattaforma aggiornabile con nuove tecnologie”.

Il Balk Pearl, il più grande sailing yacht al mondo, utilizza invece il sistema Dynaring, che in 8 minuti è a pieno regime alzando tutte le vele. “E’ stato predisposto – ha sottolineato il direttore commeerciale di Oceanco – per sostituire le vele attuali con pannelli solari flessibili. Inoltre è dotato del sistema Regeneration mode, per produrre energia attraverso le eliche“.

Oceanco adotta anche il Kairos Concept (E-hybrid propulsion), con la sala macchine su un unico livello, batterie al centro come unica fonte di propulsione e un generatore per ricaricare le batterie quando necessario. Si riduce così l’inquinamento ambientale e acustico.

Oceanco ha scelto inoltre di condividere sei obiettivi delle Nazioni Unite in tema di sostenibilità, un tema che riguarda anche le persone, promuovendo il benessere del personale ed il territorio, ovvero l’impatto positivo intorno ai cantieri. Molta attenzione viene messa anche nel “diminuire l’impronta ecologica dei nostri impianti – ha ricordato Caviglia – e lavoriamo molto sull’impronta ecologica di tutto il processo di costruzione del prodotto, che deve essere ecologico nelle caratteristiche tecniche, dalla consegna, alla manutenzione fino al potenziale refit”.

“Nei prossimi anni – ha proseguito – cercheremo di ridurre ulteriormente le emissioni dei nostri cantieri, di focalizzarci con i nostri partner nell’avere una fornitura responsabile e di ideare architetture navali sempre più efficienti, full electric, in attesa delle fuel cell a idrogeno e metanolo. Inoltre lavoriamo per separare i rifiuti nelle nostre strutture e pulire il fiume che abbiamo davanti al nostro cantiere principale, oltre unirci a iniziative come la Water Revolution Foundation“.

Protagonista del webinar delPropeller Club di Genova è stata anche l’azienda ABB Marine. E’ il suo direttore della Divisione Yacht, Riccardo Repetto, a spiegare che “da parte degli armatori c’è un cambio di rotta. La quasi totalità delle navi da crociera ora sono diesel/elecrtic, ma il mercato dello yachting ha sempre prediletto performance, intese come dimensioni e velocità. Il risparmio era più un target degli armatori del settore commerciale“.

Nello yachting il risparmio di carburante non era quindi un obiettivo, mentre per l’armatore di navi il risparmio di bunker può arrivare a cifre a sei zeri. “Prima l’armatore di uno yacht – ha dichiarato Repetto – si vantava con l’amico di avere lo yacht più grande di un metro o più veloce di un nodo, ma ora è cambiato. Ora l’armatore è orgoglioso del basso impatto ambientale del suo yacht e non certo per il risparmio economico di carburante“.

In Italia ABB ha debuttato con le sue nuove tecnologie per il diporto con il megayacht Ambrosia di Benetti, fino al più recente Luminosity. Inoltre ha fornito al Maltese Falcon tutto il sistema che gestisce il funzionamento delle vele.

E’ il mercato – ha sottolineato Repetto – che ci chiede di seguire questo trend. Il comfort dei passeggeri e la possibilità di accedere a luoghi unici sono i benefit degli yacht sostenibili. ABB si chiede sempre come fare per avere un impatto ambientale il più basso possibile. Vogliamo arrivare a creare l’imbarcazione a emissioni zero, ovvero che riesca a fare a meno del generatore diesel“.

Per farlo, la ricetta di ABB è l’efficienza applicata a tutte le componenti. “L’efficienza – ha affermato Repetto – è lo sposalizio di diverse tecnologie, tutte che puntano a una maggior efficienza, ma viste nella loro completezza“.

Uno dei fiori all’occhiello di ABB è l’Azipod, un motore elettrico immerso in acqua, il cui asse è calettato sull’elica. Non ci sono elementi di trasmissione meccanica sul pod, ma ci sono solo due cuscinetti. Il pod è raffreddato nel suo statore per immersione in acqua, mentre la parte rotorica è raffreddata per ventilazione forzata.

E’ molto compatto – ha concluso Repetto – e permette di portare anche su taglie inferiori potenze fino a poco tempo fa inimmaginabili. Rispetto alla propulsione in linea d’asse, aumenta l’efficienza del 20%. L’elica incontra l’acqua al contrario e si hanno dei flussi d’acqua molto più puliti, senza ostacoli“.

 

Giuseppe Orrù

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