Lusben termina il refit di Morning Glory: ecco come è diventato l’ex veliero di Berlusconi e Murdoch

Dopo 5 mesi di lavoro, Lusben ha concluso il refit di Morning Glory, lo splendido 48 metri costruito nel 1993 da Perini Navi: particolarmente impegnativo il rifacimento del teak

14 Aprile 2021 | di Giuseppe Orrù
Il refit del Morning Glory
Concluso il refit del Morning Glory

Lusben ha concluso la scorsa settimana il refit di “Morning Glory”, superyacht a vela di Perini Navi lungo 48 metri e famoso per aver avuto tra i suoi armatori il magnate delle telecomunicazioni australiano Rupert Murdoch e l’ex premier Silvio Berlusconi, che lo avrebbe però messo in vendita, secondo la Cnn, nella primavera 2020, in piena pandemia.

Lo storico ketch, costruito nel 1993 nei celebri cantieri Perini Navi di Viareggio, è tornato ai fasti originali per volontà del suo nuovo armatore, di nazionalità italiana, che tramite la società Forza 5 di Milano ha scelto Lusben per svolgere il refit decennale dello yacht.

PER MORNING GLORY LA SFIDA DEL TEAK

In particolare, il team Lusben si è occupato della verniciatura di scafo, area living e parte del pozzetto di poppa, della sostituzione dei generatori e del rifacimento di quasi la metà del teak di coperta. E’ soprattutto questa attività che ha permesso alle maestranze specializzate del cantiere di mettere in luce la loro esperienza e know-how.

Più del 40% del teak è stato infatti sostituito utilizzando doghe di lunghezza variabile dai 4,5 ai 6 metri, operazione particolarmente complessa se si considera che lo standard sono doghe di circa 3 metri e che attività di questo tipo su barche a vela richiedono una cura e precisione superiore, rispetto alla stessa operazione su barche a motore.

UN REFIT DA 5 MESI

Il refit è durato complessivamente 5 mesi e ha visto coinvolte, in totale, quasi 50 persone tra dipendenti diretti e fornitori esterni che hanno lavorato in sinergia con l’equipaggio della barca. Un incredibile lavoro di squadra, seguito con grande interesse e soddisfazione dall’armatore, che si è dichiarato molto soddisfatto del risultato raggiunto ed è ora pronto a nuove crociere nel Mediterraneo.

“Morning Glory” è la prima di 6 imbarcazioni Perini Navi ad essere varata in questa stagione. Altre 5 si trovano attualmente nelle strutture Lusben di Livorno e Viareggio per le operazioni di refit e verranno riconsegnate ai propri armatori nelle prossime settimane.

Nonostante le forti limitazioni imposte dalla pandemia globale, un’attenta pianificazione delle attività ha permesso a Lusben di non subire rallentamenti e le operazioni all’interno delle sedi del cantiere sono andate avanti senza ritardi. Quest’anno il turnover degli alaggi si è rivelato più veloce del solito e nella sola sede di Viareggio è stato raggiunto il picco di 23 imbarcazioni in cantiere, dai 28 ai 50 metri, che hanno occupato le postazioni di lavoro in mare e a terra.

 

Giuseppe Orrù

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1 commento

  1. Franco Pillon ha detto:

    Stupenda barca. Meno male che hanno salvato Perini navi.! In qualita ‘ di “velista della domenica” vi sono alcune cose che vorrei chiedere agli esperti. 1. Perché le barche a vela sono un poco depotenziate . Esempio un 12 metri normalmente ha motore sui 30 – 40 cv. Penso che si potrebbe mettere un motore assai più potente per avere sui 10 nodi in caso emergenza, specie al rientro in porto con brutto tempo. 2. Randa e fiocco dovrebbero essere tutte con sistema “avvolgi”. 3 andando a vela si dovrebbe sfruttare elica per produrre energia . 3 la barca dovrebbe essere inaffondabile (lo diceva ing Buzzi ). 4 su barche di una certa lunghezza servirebbe anche timoneria interna . 5 Utilita’ della 2 ruota timone non la capisco molto, mi pare più una moda. 6 sempre su barche di una certa lunghezza o che navighino di notte , un radar con allarme mi sembra indispensabile (spesa limitata ) . 7 alcune fnetrature interne dovrebbero consentire il passaggio -uomo : basta amiliare di poco. 8 un piccolo timone di emergenza? Grazie per risposte saluti. Franco

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