Quando la nautica incontra la sostenibilità: il progetto “Vento” di Nuvolari Lenard

Presentato a Venezia il concept di un megasailer di 100 metri firmato Nuvolari Lenard per un ritorno realistico alla vela sostenibile

6 Giugno 2021 | di Liguria Nautica

La spinta ad una ricercatezza di business sempre più green e sostenibile è approdata anche al mondo della nautica, in particolare al settore dello yachting a vela che con Nuvolari Lenard sancisce l’impegno verso la salvaguardia ambientale. Con il progetto NL 285 “Vento”, un superyacht a vela di 100 metri presentato al Salone Nautico di Venezia, i due fondatori dell’omonimo studio progettuale Nuvolari Lenard vogliono mostrare a progettisti ed armatori che anche le imbarcazioni di grandi dimensioni possono essere autenticamente green.

Da sempre promotori di uno yacht design consapevole, Carlo Nuvolari e Dan Lenard – tra i loro ultimi progetti il taxi acqueo veneziano ibrido da 14 posti varato nel 2020 – hanno deciso di rompere le righe con un concept radicale, in grado di coniugare tutti i parametri della vela pura con le richieste contemporanee di chi ama i superyacht.

“Vento” è un autentico ed elegantissimo veliero di 100 metri, che troverà nel vento la sua naturale forza propulsiva. “Essere attenti all’ambiente deve diventare un modo di essere, oltre che di pensare – spiega l’ingegnere Carlo Nuvolari – e nulla ci impedisce di pensare uno yacht di grandi dimensioni realmente green. Non è difficile ottenere importanti risultati, basta smettere di essere tradizionalisti e rischiare, tornando indietro ai fondamentali: costruire una nave a vela, che sia veramente a vela è veramente efficiente”.

Ciò che funziona in “Vento” è il connubio design-prestazioni. Al design sportivo e muscolare con linee potenti e aggressive che ne confermano il carattere unico, si unisce la funzionalità dell’imbarcazione, atta a raggiungere il massimo dalla performance. Ecco così motivata, per esempio, la prua riversa che consentirà di estendere al massimo la lunghezza al galleggiamento elevando così le performance sotto vela e la stabilità. Il risultato è una minore richiesta di potenza per una data velocità, che si traduce in enormi benefici sia a vela sia a motore.

O anche la poppa degradante che, essendo poco voluminosa, incideràk di meno sul dislocamento complessivo, punto cruciale di uno scafo efficiente e sostenibile. Una barca a vela deve essere leggera, con il peso concentrato in basso: “Vento” infatti verrà costruito in alluminio con sovrastrutture e alberi in composito avanzato. Uno scafo tendenzialmente leggero e lungo con una minore resistenza residua, che formerà di conseguenza onde più piccole, a tutto beneficio delle coste, sempre più esposte al moto generato dalle grandi barche veloci.

“Vento” nasce dall’unione strateicga tra diverse aziende, con l’obiettivo di ottenere il massimo dalle prestazioni ma tenendo sempre al centro la ecosostenibilità dell’imbarcazione. Così che si spiega la partnership con Omer Wing-Sail per la produzione di un piano velico all’avanguardia con la Wing-Sail ideata e realizzata con l’aiuto di Ilan Gonen, ex pilota di caccia israeliano, esperto di aerodinamica oltre che appassionato velista.

Quello che salta subito all’occhio è un’efficienza nettamente superiore a quella ottenuta con rig tradizionali. Una vela alare del genere, per le sue caratteristiche tecniche, necessita di una minore superficie velica a parità di prestazioni e questo permette di ridurre la quantità di vela e di avere quindi una minor forza di sbandamento. In una parola: meno dislocamento che è, appunto, l’obiettivo finale. La chiglia retrattile consentirà di passare da un pescaggio di 5.5 m a uno di 9 m. Gli alberi in carbonio misureranno 64 metri e sosterranno una superficie velica totale di 2100 metri quadri.

Se la conformazione esterna è contraddistinta da linee aggressive ma eleganti allo stesso tempo, come ogni progetto firmato Nuvolari Lenard, “Vento” al suo interno è sinonimo di sportività, potenza e spaziosità, in un gioco di armonia delle aree interne all’imbarcazione che ne accentuano la vivibilità. Il concept prevede sei cabine doppie: quattro Vip, una super Vip e la grande suite padronale a prua del main deck con terrazza privata. Enormi e diversificati anche gli spazi esterni, che comprendono, ovviamente, fly bridge, spa, beach club e tutti i plus che ci si aspetta di trovare a bordo di un megayacht di queste dimensioni.

Se la sostenibilità deriva dai materiali utilizzati, grande attenzione viene dedicata ai dettagli tecnici e alla ricercatezza degli spazi esterni ed interni. Il motore è forse la chiave, necessaria ma non esaustiva, intorno a cui ruota il concetto di green. Per “Vento” è stato infatti pensato un sistema ibrido diesel/elettrico con generatori a giri variabili ed eliche a passo variabile che consente molte opzioni di funzionamento per raggiungere le condizioni di massima efficienza e minimo consumo specifico.

“Vento” però non è solo un’opera ingegneristica all’avanguardia in cui fa breccia la parola sostenibilità. E’ un modo di ripensare ad un comparto, quello nautico, che mai come oggi ha tutti gli strumenti per riscoprire una visione globale in cui ad integrarsi sono logiche imprenditoriali in grado di vedere nell’equilibrio tra costi e benefici il segreto per investire in un prodotto sostenibile e green. Quello che rende magica l’imbarcazione è l’attinenza ai tempi che cambiano, la vicinanza a tematiche care alle nuove generazioni. “Vento” si fa insomma portatore di quella transizione energetica ed ecologica in atto nel mondo, e lo fa senza sacrificare qualità, efficienza e la bellezza di navigare.

 

Victor Venturelli

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