Genova vs Cannes: tutti i numeri dei due Saloni

12 ottobre 2013 | di Redazione Liguria Nautica

In questi giorni sono usciti tanti articoli relativi al Salone di Genova: articoli di “sensazione”, spesso non supportati da numeri. Genova meglio di Cannes, Cannes meglio di Genova, il futuro è in Francia, Genova resisterà. Lasciamo agli esperti i pronostici e basiamoci sui numeri ufficiali delle due manifestazioni: vediamo, dati alla mano, chi ha “vinto”. Abbiamo lasciato fuori dalla nostra analisi comparativa il Monaco Yacht Show, caratterizzato da un target nettamente differente (il biglietto di ingresso costava infatti 80 euro: una bella “selezione all’ingresso”). Iniziamo il nostro paragone, dicendo fin da subito che un dato – forse tra i più importanti – non è disponibile: il numero di barche vendute e di “affari conclusi” di entrambi i Saloni.

 

Espositori: Al Salone di Genova hanno esposto 750 aziende, contro le 480 del Festival de la Plaisance. Va detto che a Cannes un terzo degli espositori era italiano, il 50% della superficie del salone era occupato da aziende italiane e il 40% di barche esposte proveniva da cantieri nostrani.

 

Superficie: Per quello che può significare, il Festival de la Plaisance si è sviluppato su 300 mila metri quadri contro i 180 mila del Nautico di Genova.

 

Imbarcazioni: Al Salone di Genova era possibile vedere 1.000 barche (di cui 100 in anteprima) contro le 550 di Cannes: alla fiera francese sono state però presentate 150 novità. Inoltre a Genova le imbarcazioni a vela erano 51, contro le 90 di Cannes.

 

Visitatori: Considerato che i biglietti di entrambe le manifestazioni costavano 15 euro (ingresso gratuito per i bambini minori di 12 anni), il paragone ci sta tutto: A Genova i visitatori sono stati 114.870, a Cannes 49.000.

 

Altri numeri: gli organizzatori di entrambe le manifestazioni hanno fornito poi vari dati, che non possono essere messi in relazione tra loro ma che riportiamo ugualmente per completare il quadro. A Genova ci sono stati 14 convegni, 26 eventi aperti al pubblico, 60 laboratori al Sea Experience Stage, oltre 1.200 prove di imbarcazioni a mare, 1.380 giornalisti accreditati provenienti da 26 paesi. A Cannes in esposizione c’erano anche 49 imbarcazioni usate e ben 30 catamarani.

 

Eugenio Ruocco

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5 commenti

  1. I numeri sono importanti per tutti gli amministratori e investitori nel settore nautico , sicuramente la domanda che le due suddette categorie si saranno fatte nel post fiere è sempre la stessa da anni per questo settore , ” vale la pena investire in un settore instabile e volatile come la nautica che non da certezze di guadagno come i mercati industriali classici ??

    Chi lavora nel nostro settore mi smentirebbe subito garantendo con un SI lo spessore di stabilità del settore .

    in realtà e questa è la mia opinione personale , il Settore Nautico è un settore che in periodi come quello attuale da 5 anni in crisi è crollato nel 2009 in poche settimane considerando anche l’intervento di grandi luminari della nautica che esercitano la loro professione presso gli uffici dei ministeri finanziari e che numeri alla mano oggi si mordono le dita considerando le minori entrate che provengono dal ns settore.

    in ogni caso dopo le ultime tre fiere Cannes, Monaco, Genova posso dire che il settore nautico “gravemente ferito” sta di nuovo ricompattando le macerie per ritornare a esercitare un ruolo piccolo grande che sia nei vari tessuti sociali colpiti dalla mancanza di lavoro , fallimenti delle aziende , tutto in poco tempo .

    ora sempre in poco tempo è necessario ripartire perchè ricordo a tutti il ns paese ha 8.000km di coste più dell’India e proprio in India costruiscono una marina da 36.000mila posti barca , a Mentone in Francia è pronto il progetto per altri 1.000 posti barca a 1 km dal confine con l’Italia , ciò mi fa pensare e vi chiedo , perchè gli altri paesi investono nel settore nautico? forse lo chiamano Turismo? , quindi siamo noi che lo chiamiamo con il suo nome settore nautico , chissà forse dobbiamo cambiare nome al settore, come fanno con i nomi dei partiti politici, perchè i ns politici fanno così e non si accorgono degli investimenti nei paesi confinanti? , NO non si rendono conto dei regali che facciamo agli altri paesi che ridono di noi e non capiscono cosa stiamo facendo, questo è il pensiero di altri colleghi in altri paesi. Buona navigazione a tutti

  2. Umberto Verna ha detto:

    Amche io Espositore, ho respirato i primi giorni aria di delusione. I più delusi erano gli operatori, i giornalisti, gli esperti del settore. Poi ho vissuto il salone e ho ascoltato la gente queste le conclusioni:
    – la media nautica salverà il comparto. Erano presenti piccoli e medi armatori. Il cambio del fuoribordo (>100Hp) con uno più ecologico, cambio del gommone con piccolo cabinato, la pesca. Tanti pescatori! Diciamolo ai governanti e prepariamoci nei comuni e nelle regioni per un vero turismo nautico
    – 5 giorni hanno raggruppato la gente e noi abbiamo lavorato meglio (ottimo)
    – i servizi all’espositore e l’organizzazione è migliorata, come come ha scritto già qualcuno ma…
    Poi gli organizzatori sono scivolati su alcune bucce di banana: internet nel padiglione B=100 euro!! Ingresso auto l’ultimo giorno di allestimento 1000 euro!! Comprensibile quando c’era la coda ma ora no.
    CHIUDO con un invito a riflettere vederlo più piccolo è triste ma mi è venuto in mente che negli anni ’80 (boom economico) il salone era più piccolo: vela in metà piano terra padiglione B vecchio, motore nell’S piano terra e un po fuori, in acqua NULLA! accessori primo piano S (non tutto) e nel C motori e subacquea. Insomma , questa è la nautica italiana e questo è il salone italiano. Facciamolo vivere e durare.

  3. Francodettosamurai ha detto:

    Persino una famosa rivista “in Web” che, per altro apprezzo molto, è caduta nel tranello del “comunque sarà un successo”, NON E’ STATO COSì, lasciate raccontare da che ci è stato al Salone e che ha provato un’enorme delusione respirando un aria di pessimismo che neppur l’uomo “volante” sull’acqua riusciva a dissipare!
    Errato poi confrontare due Saloni così differenti con ambizioni differenti, a Genova quest’anno NON trovavi i soliti espositori che sono il motivo della visita! Peccato, ma ancor più grave è crogiolarsi e consolarsi con numeri fasulli: TORNIAMO SUBITO ALLA SUA DURATA PRIMARIA I 2 WEEK AND, limiamo i prezzi agli espositori, il Salone torni a vivere al di là dei numeri.

  4. giuseppe capirone ha detto:

    Alcune sensazioni al di là dei numeri:

    – Cannes sembra aver sofferto di meno la crisi e negli anni sembra mantenere un trend di crescita. Genova è uscita dalla crisi profondamente ridimensionata ( e non solo per colpa della crisi) ma quest’anno ha dato segni di una nuova vitalità

    – Nulla da dire sull’organizzazione di Cannes, collaudata ed efficiente.
    Quella di Genova è migliorata, forse grazie anche alla riduzione degli spazi espositivi.
    Restano alcune pecche, retaggio della vecchia gestione : toilettes poche e difficilmente accessibili e tempi e modalità di aperture del ponte mobile inaccettabili
    ( a Cannes il ponte mobile si apre/chiude in tre (3) minuti con l’intervento di 3 persone comprese il controllo di sicurezza, a Genova ci volevano dieci / quindici minuti per ciascuna operazione con un inevitabile ressa di visitatori non proprio soddisfatti)

    – visitatori più attenti, meno depressi in ambedue le rassegne : finalmente è tornata la voglia di comprare o di cambiare la barca

    – sintesi : al di la dei numeri che sono importanti ciò che conta è fare le cose bene , senza strafare . I tempi della crescita ad ogni costo sono finiti, così come i tempi della barca sempre più grande

  5. zanusso giorgio ha detto:

    ma i dati del salone di genova chi li ha forniti?
    se l’ente fiera sono sicuramente fasulli come sempre
    dov erano le 750 espositrici ?
    nel calcolo ci sono anche i bar,le testate ,i marina,le standiste,ecc del genere perchè gli espositori sicuramente non erano 750 provate a contarli non è difficile e ci si mette veramente poco dato che pochi erano

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