Nasce Hydrometra, il drone marino made in Italy

Il progetto è stata realizzato grazie alla collaborazione tra l'ateneo di Perugia e due aziende umbre. Lo scopo è trovare metodi alternativi per salvaguardare l'ambiente

24 Marzo 2016 | di Redazione Liguria Nautica

Si chiama Hydrometra e nasce dall’idea di due aziende umbre. Di che cosa si tratta? Del primo prototipo di mini drone marino USV, ovvero senza controllo umano, creato per monitorare i fondali marini.

Le società IntGeoMod Srl di Perugia e Siralab Robotics di Terni hanno collaborato per questo progetto. La realizzazione del drone marino Hydrometra è stata più veloce del previsto grazie ai fondi garantiti dal bando I-Start, che ogni anno incentiva progetti di ricerca e di sviluppo a livello regionale.

Ecco la funzionalità di Hydrometra: il nuovo drone marino made in Italy

Questo drone è stato creato con lo scopo di indagare ambienti lacustri e marini a bassissime profondità, normalmente non raggiungibili dai soliti mezzi convenzionali. Hydrometra è dotato di un sistema di navigazione che lo rende indipendente dalla guida umana, questo per ridurre al minimo il rischio di incidenti in condizioni non agevoli.

Si muove a propulsione elettrica e non causa il minimo inquinamento nell’ambiente esterno. Sono state portate a termine diverse operazioni al fine di certificarne la qualità, è stato utilizzato per la prima volta nell’estate del 2015 dalla Guardia di Finanza di Marsala. In quell’occasione è stato possibile rilevare sui fondali marini un antico relitto precedentemente identificato.

Lo scorso 22 marzo è stato effettuato il primo test in un ambiente lacustre, in Umbria nel lago di Piediluco, vicino a Terni. Prove che il drone marino ha superato senza alcuna problematica.

Hydrometra può misurare la temperatura delle acque e rilevare la presenza o meno di vegetazione e di pesci su fondali particolarmente bassi. Inoltre grazie ad una particolare e sofisticata strumentazione si possono ottenere foto acustiche del fondale. E’ in grado di identificare la natura dei sedimenti, di oggetti, di relitti e di alghe e di valutare in 3D la batimetria degli specchi d’acqua.

Si tratta di un nuovo modo di intendere la tutela e la salvaguardia dell’ambiente. Una tecnologia made in Umbria che aprirà future applicazioni e nuovi campi di indagini.

 

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3 commenti

  1. Gabriele Lena ha detto:

    Sono Gabriele Lena presidente della Int.Geo.Mod. srl. Devo pregare di rettificare l’articolo pubblicato in quanto:

    Il drone è stato ideato e realizzato da intgeomod srl è siralab robotics srl, mentre l’università di Perugia non ha alcun ruolo o parte nel progetto, come si evince dall’articolo in esclusiva pubblicato su PerugiaToday.

    Ringraziando per l’attenzione concessa e certi della vs celere collaborazione, si porgono distinti saluti

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