OCEANS'15 – Sempre più robot sopra e sotto il mare – VIDEO

A Genova strumenti tecnologici sempre più sofisticati per sfruttare le opportunità del mondo marino.

21 maggio 2015 | di Paolo Gemelli

Photo: KongsbergPer farsi un’idea  di dove stia andando la ricerca, accademica e industriale, nel settore delle tecnologie marine è sufficiente fare un giro tra gli espositori che partecipano ad Oceans’15: evento che rappresenta un punto di riferimento internazionale nell’oceanic engineering e che  per la prima volta in quasi quarant’anni è ospitato in Italia.

 

Dovendo sintetizzare al massimo, quello che emerge assistendo ad alcune (perché tutte è proprio impossibile…) delle oltre 550 presentazioni e curiosando tra gli stand dell’exibition, riguarda mezzi subacquei sempre più autonomi ed in grado di interagire attraverso  reti di comunicazioni subacquee che consentono l’interscambio di informazioni sopra e sotto la superficie (nella foto l’Autonomous Underwater Veicle HUGIN della Kongsberg – Foto: Kongsberg)

 

Autonomia e interazione finalizzate a rendere l’ambiente marino un luogo sempre più sicuro, dal quale trarre conoscenza ed occasioni di sviluppo.  In questa direzione la ricerca italiana è ben rappresentata dal Centro Interuniversitario di Ricerca sui Sistemi Integrati per l’Ambiente Marino (ISME).  Costituito nel 1999 e con sede a Genova,  raggruppa i laboratori delle Università italiane attive nel settore dell’oceanic engineering. Diretto da Giuseppe Casalino, docente dell’Università di Genova e pioniere internazionale della robotica sottomarina, l’ISME svolge attività di ricerca in campi che, oltre alla robotica, comprendono anche l’acustica subacquea, l’analisi di siti sottomarini di interesse archeologico o biologico e l’analisi dei dati.

 

Insieme a Casalino, che si è occupato del ricco programma scientifico di OCEANS’15 e coordina le attività del  Genoa Robotics and Automation Laboratory @ DIBRIS, University of Genova, fanno parte del comitato organizzatore dell’evento anche Andrea Trucco, uno degli scienziati più noti nel campo dell’acustica subacquea, ed Andrea Caiti, vice direttore del Centro di Ricerca “E. Piaggio”, entrambiGeneral Co-Chairman della conferenza e membri dell’ISME.

 

L’attività di ricerca di Trucco è focalizzata, tra le altre cose, sull’elaborazione dei segnali acustici che, sotto la superficie marina,  trovano ampia applicazione laddove le onde elettromagnetiche risultano inefficaci. Scoperta e riconoscimento di oggetti sommersi e realizzazione di reti di comunicazione subacquee sono solo due delle molteplici applicazioni oggetto di discussione, in questi giorni,  nelle sale dei Magazzini del  Cotone.

 

Tra le attività del Centro di Ricerca “E. Piaggio” spiccano studi relativi all’automazione ed alla robotica: un esempio è il progetto THESAURUS che prevede la progettazione e la sperimentazione di robot subacquei autonomi (AUV) per la ricognizione dei fondali di interesse archeologico con strumenti ottici, acustici e magnetici.

 

 

Paolo Andrea Gemelli

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