SPECIALE TECNICA – Il corretto invernaggio delle batterie

Assieme a Daniele Menegatti di Technautica, vediamo le operazioni e i controlli da compiere per assicurare al parco batterie di bordo un corretto invernaggio

29 agosto 2013 | di Redazione Liguria Nautica

La stagione estiva sta ormai volgendo al termine e per i diportisti si avvicina il momento di mettere a riposo la propria imbarcazione. L’invernaggio della barca va eseguito in maniera corretta se si vogliono evitare brutte sorprese alla prima uscita in mare dopo la pausa invernale. Particolare attenzione va prestata al parco batterie: abbiamo chiesto a Daniele Menegatti di Technautica, rinomata azienda specializzata in strumentazione elettronica di bordo, alcuni consigli per evitare che le batterie si rovinino irrimediabilmente durante il periodo di inattività.

 

«Il primo consiglio – esordisce Menegatti – è quello di preparare a mente fresca al rientro un elenco lavori, segnando tutte le anomalie e anche i piccoli difetti (magari sporadici) che possono, se trascurati, creare problemi seri soprattutto in navigazione, quando l’efficienza del mezzo deve essere assoluta.

 

Questo pro memoria dettagliato permette durante i mesi invernali di contattare i vari specialisti e di eseguire personalmente le operazioni di manutenzione più semplici, alla portata di ogni armatore.

 

Ad esempio vengono spesso trascurate le batterie, che possono danneggiarsi quasi senza preavviso. Se disponiamo a bordo di un caricabatterie moderno con ciclo di carica a 3 stadi e monitoraggio automatico dello stato di carica, è possibile lasciarlo inserito, se scolleghiamo tutte le altre utenze a 220V e apriamo gli staccabatterie, con i moderni caricabatterie non ci sono rischi.

 

Le batterie al piombo devono essere mantenute cariche e almeno una volta a stagione e in quelle non sigillate deve essere controllato il livello dell’elettrolita dagli appositi tappi di ispezione, rabboccando se necessario con acqua distillata fino alla completa copertura delle piastre (questa operazione va eseguita con caricabatterie e batterie scollegate dal circuito).

 

Le batterie inoltre non sono tutte uguali, alla fine del loro ciclo (mediamente 2/3 anni, ma se avete dei dubbi sulla loro capacità non esitate a operare controlli preventivi) possono essere verificate con un apposito Tester dedicato che misura la capacità residua in A/h rispetto a quella nominale, se risulta inferiore al 60% è meglio sostituirle, ricordando che quelle di avviamento hanno caratteristiche diverse da quelle adatte per i servizi: le prime sono sostanzialmente quelle per auto, più piccole, leggere e devono garantire un’elevata corrente di spunto all’avviamento; quelle per i servizi devono essere adatte a ripetuti cicli di scarica lenta e successiva ricarica (senza mai scendere sotto i 12V – corrispondenti a circa il 70% della capacità nominale): le più adatte sono quelle al Gel, le AGM o anche le batterie al piombo per uso industriale sui muletti.

 

Accessori utili oltre al voltmetro normalmente installato, soprattutto per le imbarcazioni a vela, sono i battery monitor che forniscono tutte le informazioni necessarie per un corretto utilizzo degli accumulatori».

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1 commento

  1. FRANCODETTOSAMURAI ha detto:

    Bravo Daniele, mi permetto di implementare con il più semplice e trascurato dei consigli ma di grande utilità: quando verificate le vs batterie ed eseguite tutto quanto consigliato da Daniele VERIFICATE sempre che gli attacchi delle medesime siano PULITI da incrostazioni ed i tal caso con una spazzola a setole dure di plastica (l’ottimo sarebbe a setole di ferro ma data l’inesperienza è meglio evitare corto circuito con la medesima) pulite e passare un velo di vaselina prima di rimettere i morsetti!!
    Buon rimessaggio

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