Barche volanti: il “caso” GC32 di Pierre Casiraghi

Il GC32 dello Yacht Club de Monaco, Malizia, timonato dal rampollo della famiglia principesca Pierre Casiraghi, ha centrato in pieno un gommone media

14 Luglio 2016 | di Redazione Liguria Nautica

L’immagine ha fatto velocemente il giro del mondo e sollevato un certo dibattito nella comunità velica internazionale. La scena da cui è preso il fermo immagine in apertura è avvenuta sul Lago di Garda, in occasione di una tappa del GC32 tour.

I GC32 sono dei catamarani lunghi poco più di 9 metri dotati di foil, quindi in grado di “volare” sull’acqua. Si tratta di mezzi abbastanza simili a quelli che vengono utilizzati in America’s Cup e infatti sono stati scelti da alcuni team come barche d’allenamento.

Il lago di Garda ha dato vita, grazie alle splendide condizioni meteo, a una tappa spettacolare ma con un incidente che poteva finire in tragedia. Il GC32 dello Yacht Club de Monaco, Malizia, timonato dal rampollo della famiglia principesca Pierre Casiraghi, ha centrato in pieno un gommone media. Sul mezzo della stampa si trovava, fra gli altri, anche il famosissimo fotografo Carlo Borlenghi. Data la velocità dell’impatto, circa 25 nodi, è praticamente un miracolo che nessuno a bordo del gommone si sia fatto male. Subito dopo il terribile scontro, che ha divelto di netto la consolle del gommone, il catamarano ha scuffiato. I passeggeri del gommone sono per fortuna riusciti in poche frazioni di secondo ad appiattirsi sul fondo del mezzo, evitando di venire centrati in pieno dallo scafo o dalle derive, fatto che avrebbe procurato danni devastanti alle persone.

Si apre a questo punto una doverosa riflessione. Rivedendo i video disponibili in rete si vede come il gommone sia assolutamente fermo e il GC32 abbia tutto lo spazio a disposizione per manovrare in sicurezza. Ma il catamarano poggia bruscamente finendo per andare in traiettoria con il gommone e centrandolo in pieno: apparentemente non è niente che più di un errore umano. Le domande sono le seguenti: un mezzo in grado di volare fino e oltre i 30 nodi, può essere condotto da un equipaggio che non sia interamente composto da professionisti? Il timoniere di un catamarano simile, non dovrebbe essere “abilitato”, da un qualche test o dal rilascio di una patente, alla conduzione di una barca estremamente veloce come i GC32?

Pierre Casiraghi è giovane, è un velista che sta crescendo grazie anche a un certo numero di esperienze nella vela offshore, ma non è un professionista, almeno per ora. Il paragone lo possiamo fare con l’automobilismo: cosa succede se un pilota amatore, abituato a gareggiare su macchine di piccola cilindrata, all’improvviso viene piazzato al volante di una Formula 1 in una gara ufficiale?

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1 commento

  1. giorgio ha detto:

    Polemica inutile…. incidenti in gara ai cosiddetti “professionisti” non ne capitano mai?
    Se a bordo non ci fosse stato Pierre Casiraghi l’incidente sarebbe sicuramente passato inosservato.
    In più, se fosse stato un gommone di privati e non un gommone media sarebbe stato accusato di aver invaso il campo di gara !! …….. potere della comunicazione

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