Gaetano Mura affronta le insidie dell’Oceano Indiano

Il velista sardo costretto ad affrontare le difficoltà meteorologiche dell'Oceano Indiano

21 Dicembre 2016 | di Redazione Liguria Nautica

Sono giorni difficili quelli prenatalizi per Gaetano Mura e Italia costretti ad affrontare le insidie dell’Oceano Indiano che “si mostra particolarmente selvaggio e turbolento” come riporta nel suo diario il velista sardo. Negli ultimi giorni infatti il clima non è stato generoso con il nostro marinaio che si sta dirigendo verso l’Australia con l’obiettivo di lasciarsi a sinistra Capo Leewin: “Una grossa onda che è arrivata anche a 7 metri e più,  un vento montato spesso oltre i 50 nodi. Ma la cosa che impegna maggiormente, in termini di energie sia fisiche che mentali, è l’irregolarità. L’Oceano Indiano si mostra particolarmente selvaggio e turbolento. Nel giro di due ore le condizioni cambiano dieci volte” scrive sempre Mura nel suo diario.

Anche la stanchezza inizia a farsi sentire dopo cinquantacinque giorni di navigazione in solitaria e lo stesso Gaetano lo ammette raccontando un episodio divertente che lo ha visto protagonista: “Ieri mattina ho messo insieme nuove energie per dedicarmi un minimo di tempo: spogliarmi, fare un minimo di igiene personale con le salviette umide e indossare abbigliamento asciutto, appena spacchettato dal sottovuoto. Una vera goduria, era un mesetto che si andava avanti così. Poco dopo ero in coperta per liberare una mano di terzaroli alla randa, sono andato all’albero per liberare lo stroppo (pezzo corto di cima) che serve per scaricare la borosa (cime che servono a trattenere la tela ridotta perché non si usuri). Non avevo chiuso bene il velcro sul collo dello Sprytop (giacca impermeabile leggera). Non c’era tanta acqua sul ponte in quel momento ad eccezione dell’onda che ci ha colpito di fiancoE’ saltata a bordo sommergendomi e infilandosi sino alle mutande,  infradiciando completamente tutto il cambio. Appena fatto. Questi sono quei momenti che sommati  a stanchezza, al disordine, ai vari problemi, ai 50 giorni di mare in solitario già trascorsi…”.

La navigazione in mare in solitaria è un impresa molto complessa ed è lo stesso Gaetano a fare autocritica terminando così il suo racconto: “l’onda l’hai presa per coglionaggine tua, dovevi serrare il collo in neoprene e non l’hai fatto. Qua è vietato sbagliare, perché ogni cosa sbagliata si paga salata, anche nel vero senso della parola.  E lo sai bene. L’onda che è saltata in quel momento era una delle migliaia e se lo ha fatto per te personalmente è  per insegnarti qualcosa da non ripetere. Sentiti un privilegiato per la considerazione che ti dedica. Il tempo è così com’è, ma è a casa sua e ne ha tutto il diritto. Se decidi di navigare qua devi accettarlo. E’ un pasto cucinato caldo, con grande difficoltà,  gratifica il palato e l’autostima. Forza e coraggio marinaio. Pian piano anche i problemi si ridimensionano e ogni cosa riprende il suo posto. La burrasca resta, vremmo tutta una settimana di tempo duro e difficile. Bisogna guardare il bicchiere mezzo pieno anche solo vedendo i disastri , ahimè, subiti da alcune barche del Vendée Globe”.

 

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