Vuoi comprare la barca per le regate? Una guida pratica per scegliere il progeto giusto

Le regate, che mondo fantastico! Ma sela barca che compri si rivela poco performante? Andiamo a vedere come scegliere bene tra le barche di serie

29 Gennaio 2016 | di Redazione Liguria Nautica

Vuoi acquistare una barca nuova per le regate? Bellissima idea, ma attenzione a fare la scelta giusta per non ritrovarsi con un mezzo magari bello ma poco performante. In quest’articolo non nomineremo volutamente nessun modello, ci limiteremo a indicare quelle che sono, secondo la nostra esperienza, le caratteristiche di una barca veloce. Attenzione, non parleremo di racer puri, in questa sede piuttosto vogliamo approfondire le problematiche di una barca di serie sportiva, un mezzo ibrido, pensato magari sia per la crociera sia per la regata.

Le barche ibride, quelle che vengono comunemente definite “performance cruiser”, sono dei progetti il cui adattamento alla regata non è del tutto semplice per una serie di motivi. Regatando in Italia, è molto comune che sul totale di regate di una stagione, almeno un 70% le andremo a correre con vento medio leggero. Questo significa che le barche giuste per i nostri mari debbano essere piuttosto all round si, ma prediligere preferibilmente le condizioni di vento leggero.

Il rapporto tra peso e superficie velica

Entriamo da subito nell’argomento centrale di quest’articolo. Se state studiando l’acquisto di una barca nuova, di serie, che dovrà essere impiegata anche per le regate, la prima cosa che dovrete fare è studiare la scheda tecnica di ogni modello più che giudicare l’estetica della barca. Due voci della scheda tecnica dovranno essere prese in massima considerazione: il peso e la superficie velica.

Prendiamo come riferimento una misura di barca di 35-37 piedi per darvi dei parametri utili. Possiamo affermare senza paura di essere smentiti, che una barca performante su questa misura debba avere un dislocamento assolutamente contenuto entro le 5 tonnellate, molto meglio se entro le 4.5, con una superficie velica di bolina che non dovrebbe scendere sotto i 72-73 mq e uno spinnaker simmetrico di almeno 95 mq, ancora meglio se vicino ai 100.

Ovviamente non bastano i numeri di progetto, la carena fa tutto il resto. Attenzione alle barche troppo larghe, diciamo che un baglio massimo contenuto a 3.5 metri può essere un buon segnale di performance. Discorso a parte per le barche pensate per andare molto forte alle andature portanti, che per caratteristiche di progetto sono molto larghe ma normalmente anche molto leggere e particolarmente invelate in poppa.

Le appendici

Evitare categoricamente il bulbo in ghisa se avete intenzione di partecipare alle regate. Il motivo è presto spiegato: la ghisa ha un peso specifico minore del piombo, ciò significa che per avere le stesse prestazioni in termini di raddrizzamento occorrerà aumentare di molto il volume del siluro. Più volume immerso è uguale a più superficie bagnata, più superficie bagnata è uguale a minori performance. Se il cantiere propone più opzioni per l’immersione del bulbo, scegliete senza indugiare la massima profondità possibile per l’appendice. Più è profonda la lama, minore sarà la zavorra necessaria da inserire, minore sarà il volume e migliore sarà la performance della barca dato anche il baricentro più basso .

Coperta e manovre

Vogliamo subito falciare i vostri sogni di eleganza estetica: assolutamente da sconsigliare l’impiego del ponte in teak se la barca vorrà essere utilizzata anche per le regate. Si tratta di un aumento di peso non giustificato, e di un aumento importante di lavori di manutenzione da eseguire stagionalmente e del conseguente budget necessario.

L’organizzazione delle manovre in una barca di serie è molto basica: l’equipaggio proverà il mezzo con la configurazione del cantiere, per poi decidere come customizzare al meglio ogni singola manovra. Normalmente quando una barca di serie esce dal cantiere va aumentata la demoltiplica di ogni manovra: per fare un esempio che renda l’idea, la base randa deve poter essere cazzata senza l’ausilio di un winch anche con 25 nodi e per far ciò nella maggior parte dei modelli di serie occorre un intervento per migliorare la manovra.

Materiali

I materiali con cui è costruita la barca sono molto importanti per determinare la rigidità della struttura e il suo dislocamento. E’ ovvio che l’impiego del carbonio è un valore aggiunto, ma nei modelli di serie questo lo vedrete molto raramente. Concentriamoci allora sulle resine: quella con le proprietà meccaniche migliori è senza dubbio l’epossidica. Rispetto alla poliestere e alla vinilestere, a parità di quantità, l’epossidica offre resistenza e rigidità di gran lunga migliore. Ciò significa che con l’epossidica per ottenere determinate caratteristiche di tenuta e rigidità sarà necessario impiegare una minore quantità di materiale, quindi avere un risparmio sul peso.

Se l’articolo vi è stato utile, non perdete le prossime puntate con interessanti approfondimenti su come ottimizzare una barca di serie da utilizzare in regate all’ultimo respiro.

 

 

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