Morto Bill Ficker: vinse l’America’s Cup e il mondiale Star

"Bill era un uomo "superiore", fisicamente, nella statura, nella vita professionale, e nel mondo delle barche. Era un vero e proprio velista nel senso più ampio della parola, un uomo d'altri tempi".

21 Marzo 2017 | di Gregorio Ferrari
Bill Ficker, al centro, alla conferenza stampa dell'edizione del 1977 dell'America'Cup
Bill Ficker, al centro, alla conferenza stampa dell'edizione del 1977 dell'America'Cup

E’ morto una settimana fa all’età di 89 anni Bill Ficker, skipper americano che tra gli anni ’50 e ’70 ha dato un contributo importante al mondo della vela con un palmarés davvero sorprendente.

Bill Ficker nacque nel 1927 negli USA e dedicò gran parte della sua vita al mare e alle regate. Dotato di grande statura, non solo fisica, nel 1958 si aggiudicò il titolo mondiale nella classe Star. Dodici anni dopo, nel 1970, vinse a bordo di Intrepid (USA) la 21esima edizione dell’America’s Cup contro l’australiana Gretel II, alla partenza strafavorita in quanto più piccola, leggera e moderna. Nel 1974 si aggiudicò la Congressional Cup e in seguito creò un evento di grande successo nel mondo dei match race, la Ficker Cup.

“Bill era un uomo ‘superiore’, nel fisico, nella statura, nella vita professionale e nel mondo delle barche. Era un vero e proprio velista nel senso più ampio della parola, un uomo d’altri tempi”. Così lo ha descritto in un post su Scuttlebutt il tattico di Bill su Intrepid, Stephen A Van Dyck. Un uomo acuto, pieno di energia dotato di un’innata attitudine al comando, della quale si sono giovati anche i suoi compagni di equipaggio.

Ficker is Quicker

“Ficker è più veloce”. Questo il sopranome che il velista americano si era conquistato sui campi di regata. “Non ha mai perso la concentrazione, la calma e la capacità di giudizio, anche nelle situazioni più intense. Nessun concorrente saggio avrebbe sottovalutato Bill sul campo di regata, come pure nessun concorrente avrebbe perso una possibilità di unirsi con lui al bar per giovarsi del suo stile aperto e amichevole“, ha scritto, sempre su Scuttlebutt, Stephen A Van Dyck. Nel 1993 Bill è stato uno dei primi nomi ad entrare nella Hall of Fame dell’America’s Cup e nello stesso anno è stato inserito anche nella Hall of Fame della vela americana.

Concludiamo come ha concluso l’America’s Cup, nell’articolo dedicato al velista:

“RIP Bill, you were truly one of the greats.”

Gregorio Ferrari

Fonte immagini: www.americascup.com

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