Al Salone Nautico un ketch d’epoca accessibile anche alle persone diversamente abili

Presentato il progetto "Il Mare senza barriere" dell'armatore Andrea Brigatti

20 settembre 2019 | di Gaetano Tappino
Andrea Brigatti - CADAMA', una delle postazioni di manovra
CADAMA', una delle postazioni di manovra

Il 9 luglio del 2003, all’età di 36 anni, un incidente in moto ha cambiato la sua vita, privandolo per sempre dell’uso delle gambe. Una menomazione che ha trasformato Andrea Brigatti in un coriaceo combattente, pronto ad affrontare tutte le sfide che la vita gli presenta e sostenuto dall’affetto e dalla forza della moglie e dei figli.

E così nel 2014 ha deciso di mettere la sua determinazione a disposizione delle persone con difficoltà motorie, modificando il “Cadamà’” (nome derivante dalla località spezzina Cadimare), uno splendido ketch d’epoca in legno di 22 metri per 5 di larghezza costruito nel 1971 dal cantiere navale Beconcini di La Spezia, per renderlo accessibile a tutti. Il suo progetto, denominato “Il Mare senza barriere“, è stato presentato alla 59esima edizione del Salone Nautico di Genova.

Per questa difficile operazione Andrea ha preso spunto dalle strutture per le disabilità presenti a terra. Ma su una barca è necessario pensare che tutto è in movimento e ogni percorso deve essere predisposto in modo da potersi spostare in sicurezza anche con beccheggio e rollio. Ha quindi testato ogni trasformazione di accesso e di utilizzo, dai percorsi in coperta per arrivare alle postazioni di manovra delle vele, alle pedane mobili per l’accesso sottocoperta, fino al bagno dotato di ogni comfort in cui viene utilizzato il boma per il sollevamento degli ospiti con apposite sedute.

Trasformazioni che Andrea ha realizzato con il supporto del com.te Arturo Caliman, da sempre uomo di mare che, compiuta la maggiore età, è diventato un operatore tecnico subacqueo con specializzazione di alto fondalista e, dopo aver passato un periodo come OTS e acquisito capacità di lavoro tecnico-manuali, ha deciso di ritornare in superficie e solcare i mari del globo, maturando una notevole esperienza e titoli professionali nell’arte della navigazione a vela.

Dotato di estrema fantasia e competenza nel trasformare le esigenze di mobilità del suo armatore in tecnica applicata, si è occupato delle pedane mobili e delle esigenze di percorso in coperta, con particolare attenzione a rendere fruibile il passaggio alle carrozzelle. Mai come in questo caso poi il detto “dietro ogni grande uomo c’è una grande donna” può essere più appropriato, visto che la sua compagna di vita e di bordo, Silvia Lazzari, lo segue da anni, pronta ad adoperarsi nei lavori manuali, come disalberare l’albero per la manutenzione o assisterlo in sala macchine, per poi entrare in cucina e creare per gli ospiti pranzi sempre diversi con gusto e fantasia.

Andrea Brigatti - CADAMA', pedana mobile di accesso sottocoperta

CADAMA’, pedana mobile di accesso sottocoperta

Andrea Brigatti ha quindi realizzato con abilità, estrosità e anche con un pizzico di fortuna per aver incontrato il giusto equipaggio, una barca pronta ad ospitare le persone diversamente abili che amano il mare, offrendo la possibilità sia di partecipare alla conduzione di una bella “signora a vela” come il Cadamà, sia di soffermarsi nelle acque cristalline delle nostre coste per un bagno o per guardare con la maschera la vita e i colori che racchiudono.

Tuttavia l’imbarcazione non viene utilizzata soltanto a scopo ludico ma partecipa anche a importanti competizioni sportive. Basti pensare alla regata a Trieste dal 5 al 14 ottobre 2018, dove era l’unico maxi yacht d’epoca dotato di un equipaggio misto tra professionisti e diversamente abili. Trovandosi a competere alla partenza con 2689 imbarcazioni a vela, è riuscito a piazzarsi al 206° posto. Una grande soddisfazione per Andrea Brigatti, ricompensato per tutto l’amore che ha dedicato al Cadamà.

 

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