Restaurato dai cantieri Mostes lo storico Sangermani “Quarta Santa Maria”

È terminato il refitting di "Quarta Santa Maria", yacht classico degli anni '90, grande esempio di innovazione progettuale

20 Settembre 2021 | di Caterina Lazzari

Il Cantiere Mostes ha terminato il restauro di una splendida imbarcazione a vela, il Quarta Santa Maria. Si tratta di uno sloop classico di 84 piedi del 1993, realizzato da Sangermani su progetto del celebre studio americano Sparkman & Stephens. Uno yacht di somma eleganza, grande esempio della perizia costruttiva dei Cantieri Sangermani negli anni ’90.

Il refitting è avvenuto tra il 2020 e il 2021, per volontà dell’armatore che desiderava ridare lustro all’imbarcazione e utilizzarla per il charter. È stato quindi necessario arricchirla di comfort e spazi adeguati, rispettando il design originale dello yacht e il suo spirito.

L’armatore desiderava inoltre dotarla di stabilità di forma, senza rinunciare alle performance, considerato che Quarta Santa Maria nasce come Maxi racer-cruiser. Il Cantiere Mostes ha quindi risistemato gli interni, rifatto la coperta in teak e la poppa e realizzato dei paramare. La firma del progetto è dello studio Michieletti & Partners.

La riqualificazione dell’esistente è un’operazione ambiziosa ma di estrema attualità. In un processo di refitting si possono effettuare delle economie di scala che portano l’armatore ad avere una barca “nuova” risparmiando fino al 40% rispetto all’acquisto di una nuova equivalente, con il fascino di uno yacht classico.

Il concept progettuale del Quarta Santa Maria

Questo yacht classico rappresenta un momento importante per la storia dei Cantieri Sangermani. Nei primi anni ’90 ha preso infatti vita una nuova tendenza costruttiva, che si potrebbe riassumere come
avanguardia nella tradizione“. Quarta Santa Maria è l’espressione più avanzata di questo atteggiamento costruttivo e utilizza le tecnologie di costruzione del legno più sofisticate dell’epoca.

Lo scafo è realizzato con la tecnologia “Reinforced-carbon Composite-Laminated wood“, che consente di ottenere uno scafo in legno (cedro rosso in questo caso), scatolato con carbonio, senza l’impiego di chiodi. In questo modo si è ottenuto un risparmio di circa un terzo del peso rispetto agli scafi tradizionali.

Sul primo strato di fasciame è stato applicato un laminato intrecciato di kevlar, che funge da supporto per la realizzazione del sottovuoto e successivamente sono stati applicati gli strati di fasciame di cedro rosso. Quindi, sempre con la tecnologia sottovuoto, si è applicata la pelle di carbonio. Infine, l’ultimo strato è composto da un materiale denominato “vetro-R“, che veniva utilizzato per realizzare gli scudi termici degli Shuttle con funzione protettiva e anti-osmosi.

Il refitting degli interni

Nel refitting il proprietario è direttamente coinvolto nel processo di trasformazione della sua barca, e in questo caso la richiesta era di poter imbarcare gruppi numerosi di passeggeri, mantenendo intatto lo spirito della barca.

Gli spazi interni sono stati quindi ripensati in questo senso. Sono state aggiunte due cabine per l’equipaggio a estrema poppa, ridimensionando leggermente la cabina armatoriale, che comunque mantiene ampi spazi. Nella parte centrale è rimasta la grande dinette, con sala da pranzo e zona living, comunicante con la cucina. Nella parte prodiera sono state ricavate altre quattro cabine.

Tutte le trasformazioni interne sono avvenute con spirito conservativo, mantenendo carattere ed estetica esistenti. La scelta della continuità con lo stile sobrio ed elegante Sangermani è voluta ed è stata perseguita con le scelte progettuali.

Lavori in coperta

All’esterno sono stati effettuati lavori tecnicamente necessari. In particolare è stata rifatta la coperta rivestita con nuove doghe di teak, e sono stati realizzati due paramare intorno ai pozzetti degli ospiti e di manovra. Il Cantiere Mostes ha inoltre sostituito tutti gli oblò con degli eleganti modelli a filo, e modificato la poppa, realizzando una pratica plancetta che agevola la discesa a mare. È stata infine installata un’elica di prua a tunnel.

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