Salone Nautico di Genova, Michele Zambelli racconta la sua Ostar

Michele Zambelli, giovane velista oceanico, è intervenuto al Salone Nautico di Genova raccontando la sua esperienza alla Ostar

22 Settembre 2017 | di Gregorio Ferrari
Michele Zambelli al Salone Nautico di Genova mentre racconta la Ostar 2017
Michele Zambelli al Salone Nautico di Genova mentre racconta la Ostar 2017

Michele Zambelli al Salone Nautico di Genova ha raccontato la sua recentissima, e purtroppo sfortunata, esperienza alla Ostar 2017.

Il velista romagnolo ha visto naufragare, letteralmente, il suo sogno, quando si trovava a 1000 miglia dall’arrivo in ottima posizione ed aveva già superato la zona più “pericolosa” dal punto di vista meteorologico. La sua imbarcazione, un Class 950 di nome Illumia (in precedenza Tenace), ha perso la chiglia dopo un urto violento con un corpo sommerso, probabilmente un grosso cetaceo.

Senza il bulbo, Michele è stato costretto ad abbandonare la barca e ad allertare i soccorsi con il suo InReach. Questo strumento di Garmin gli ha permesso non solo di lanciare l’SOS, ma anche di ricevere una risposta. Inoltre ha potuto rassicurare parenti ed amici sulla sua situazione rimanendo in contatto attraverso delle mail.

Il giovane velista ha voluto descrivere nel dettaglio le difficili operazioni di recupero, sottolineando la grande solidarietà dei soccorritori, partiti dal Canada in elicottero per trarlo in salvo a più di 400 miglia dalla costa. Il mezzo di soccorso, con a bordo 5 persone, ha dovuto fare rifornimento in una piattaforma offshore sia all’andata che al ritorno. Nonostante la complessa operazione, non ci sono stati costi di nessun tipo per il velista, che ha raccontato anche l’entusiasmo degli uomini impiegati nel suo salvataggio.

Al termine della conferenza è stato chiesto a Michele se avesse qualche consiglio per i giovani che coltivano il sogno di diventare velisti oceanici. “Credo che la faccenda non sia umanamente spiegabile -ha risposto Zambelli- sarebbe presuntuoso da parte mia cercare di dare una risposta definitiva. La soluzione che abbiamo trovato è prendere i ragazzi e portarli in mare. Vogliamo fare in modo -ha concluso il velista romagnolo- che siano loro a vedere se nel mare c’è la risposta a ciò che cercano”.

Per il futuro, in un’ottica di crescita, Michele ha annuciato di voler abbandonare i Class 950 per passare ad un’imbarcazione più grande. “Tenace”, con cui ha partecipato alla ultima Ostar, è attualmente ancora alla deriva in mezzo all’Oceano e non si conosce la sua posizione.

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