“The Ocean Race Europe” arriva a Genova: intervista a Di Liberto e Cattai tra futuro e ricordi

In attesa dalla tappa finale del giro intorno al mondo in equipaggio, Genova sta per accogliere i team che stanno partecipando alla nuova regata nel Mediterraneo

4 Giugno 2021 | di Gaetano Tappino
The Ocean Race, Genova - Luca Di Liberto
Luca Di Liberto

Genova si è ormai affermata come capitale della vela e Luca Di Liberto, esperto velista genovese, una passione che ha tramandato ai suoi tre figli, diventati anche loro dei bravi velisti, da tempo coltivava l’idea di portare sotto la Lanterna la tappa finale della regata più impegnativa in assoluto, la Ocean Race.

Proprio nell’ultima edizione della Volvo Ocean Race, partita da Alicante nel 2017, in cui la figlia Camilla è stata un punto di riferimento per le sue competenze e la sua professionalità, Di Liberto iniziò a costruire il suo progetto di sponsorizzazione di Genova come punto di arrivo dell’edizione 2022/23 del giro del mondo in equipaggio a tappe.

Sostenuto dall’amministrazione del capoluogo ligure, ha portato così i responsabili della Ocean Race a visitare il Porto Antico, riuscendo a surclassare sia Taranto che Marsiglia, le altre due principali contendenti. “Ad apoggiare da subito il progetto – spiega Di Liberto a Liguria Nautica – anche il sindaco Marco Bucci, esperto velista, che ha intravisto per la città un enorme ritorno economico. L’edizione 2017, infatti, ha portato ad Alicante oltre 350 mila visitatori, creando circa 2000 nuovi posti di lavoro.

“La nuova regata – prosegue Di Liberto – partirà nuovamente dal porto di Alicante nell’ottobre del 2022, per concludersi a Genova nell’estate del 2023, appuntamento che coincide con i 50 anni della prima gara intorno al mondo, allora chiamata ‘Whitbread Round the World Race’, con partenza dal porto della base navale della costa meridionale inglese di Portsmouth”. L’8 settembre del 1973 alzarono le vele 17 imbarcazioni per una navigazione di circa 7 mesi con 4 tappe: primo obiettivo Città del Capo, poi Sidney e Rio De Janeiro e infine ritorno a Portsmouth.

Di Liberto, però, non ha dormito sugli allori dopo il successo della candidatura di Genova ma si è attivato per coordinare l’arrivo nel capoluogo ligure anche della nuova regata “The Ocean Race Europe“, partita il 29 maggio da Lorient, in Francia, dove 12 yacht oceanici in rappresentanza di nove Paesi hanno lasciato gli ormeggi e inaugurato una nuova rotta con due tappe intermedie e con la linea di arrivo posizionata di fronte alla costa di Quarto.

Le barche arriveranno a destinazione il 16 giugno, per poi entrare nel porto di Genova e raggiungere gli ormeggi del Porto Antico: un vero e proprio primo test per l’organizzazione che accoglierà anche la regata intorno al mondo.

Ringraziamo Di Liberto per il tempo che ci ha concesso, in un momento in cui il suo impegno è rivolto completamente all’allestimento del villaggio di accoglienza al Porto Antico, con la Nave Italia che diventerà la base operativa e con la banchina adiacente che verrà utilizzata per l’ormeggio delle barche in gara. Tantissime attività collaterali faranno poi da cornice all’intera manifestazione, che vedrà la presenza in porto anche della nostra ammiraglia della vela, l’Amerigo Vespucci.

Un’ulteriore regata costiera avrà invece luogo il 19 giugno, con un percorso che raggiungerà la zona antistante il paese di Bogliasco e rientro. Una regata spettacolare che potrà essere seguita da tutti i cittadini in possesso di un’imbarcazione e con un servizio di sicurezza in mare che conterà ben 30 gommoni.

Una coinvolgente regata di splendide barche velocissime, che potranno essere ammirate anche da terra, specialmente dalla passeggiata di Nervi e dalle alture circostanti che si affacciano sul mare. La manifestazione si concluderà il 29 giugno, sempre al Porto Antico, con la premiazione.

Un importante consorzio si sta intanto organizzando per sostenere la partecipazione a “The Ocean Race” di due equipaggi italiani. Liguria Nautica ha raggiunto Franco Cattai, per tutti Frankie, un veterano della vela che ha partecipato alla competizione “Whitbread Round the World Race” sulla famosa “Gatorade“, classe maxi di 24 metri capitanata da Giorgio Falk.

La regata si è svolta nell’89/90 e il sogno è durato 9 mesi, con un equipaggio medio di 15 partecipanti. Tra i suoi compagni di regata anche lo svedese Richard Brisius, oggi manager sportivo e presidente della “The Ocean Race”: un’amicizia che continua da allora. Grazie a Frankie, infatti, Brisius ha visitato spesso la Liguria, apprezzandone la bellezza e la storia marinara, e il suo contributo è stato fondamentale per la scelta di Genova come porto di arrivo della regata nel Mediterraneo.

Dai ricordi di Frankie, attualmente direttore del cantiere nautico Amico & Co di Loano, emergono i principali motivi che lo spingevano a competere: “la passione e il sentirsi un marinaio alla scoperta dei maestosi e incontaminati oceani, linfa vitale per il pianeta”. Frankie ricorda anche “le interminabili ore passate a combattere i marosi e il vento, che si cercava di sfruttare per avere la maggior spinta: un vento che portava con sé l’indimenticabile profumo del mare. Passione e sacrificio ripagati ogni istante dalla spettacolare visione dell’immensa natura”.

“Mentre le barche dell’epoca avevano alberi in alluminio e sartiame in acciaio, derive e scafi molto più consistenti, quindi pesanti – sottolinea Cattai – la tecnologia moderna è riuscita a dimezzare i pesi aumentando la velocità, con alberi e scafi in carbonio. L’attuale competizione è fatta da professionisti che vivono questa passione come un lavoro che li impegna tutto l’anno, uno sport estremo come la Formula 1 o la MotoGP in cui purtroppo possono perdere anche la vita, ora come in passato“.

The Ocean Race, Genova - Frankie nella regata 89-90  mentre separa la plastica a bordo

Franco Cattai nella regata 89-90 mentre separa la plastica a bordo

Professionisti competitivi fra loro ma tutti con lo stesso progetto: essere i testimonial nel decennale programma dell’Onu che ha il compito di divulgare il rispetto del mare in ogni Paese toccato. Purtroppo ora negli oceani si trovano immense isole di plastica che fluttuano sul mare, materiale che Frankie, durante la regata, già separava in barca dal resto dei rifiuti.

Una particolare foto, scattata dal suo compagno Richard, lo immortala proprio mentre separa la plastica, materiale che ha semplificato molto la vita delle persone ma diventato ora un killer inesorabile, dato che con il tempo si trasforma in microplastiche. Queste ultime vengono quindi scambiate dai pesci per microrganismi e, una volta ingerite, penetrano nella catena alimentare. Tuttavia, possiamo rimediare a questo enorme disastro ambientale, educando l’uomo a trattare questi materiali nei giusti modi, trasformandoli in nuove risorse con le tecnologie del riciclaggio.

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1 commento

  1. Antonio Viretti ha detto:

    come condividere questo articolo ?

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