Vendée Globe: il romanzo Francia contro Inghilterra non muore mai

Il Vendée resta fedele alle origini: innovazione tecnologica, le storie degli skipper, una barca, il Southern Ocean e il mondo da circumnavigare: semplice, efficace, affascinante, c'est le Vendée Globe

4 Gennaio 2017 | di Redazione Liguria Nautica

Il Vendée Globe è entrato nella sua fase cruciale, la risalita dell’Altantico e le ultime 5 mila miglia prima dell’arrivo di Les Sables d’Olonne. Il leader continua ad essere il francese Armel Le Cleac’h su Banque Populaire VIII, seguito a poco più di 200 miglia da Alex Thomson su Hugo Boss che non molla la presa e continua a rimanere in scia dopo un grande recupero nel Sud Atlantico.

Le Cleac’h è appena entrato nell’Aliseo di sudest e fa prua verso nord, il prossimo passaggio cruciale sarà l’equatore con le sue calme. Il vantaggio di 200 miglia non sembra sufficiente per dormire sogni tranquilli, Thomson nell’Aliseo potrebbe tornare a fare vedere le alte performance di Hugo Boss sul foil rimasto integro e il recupero dell’inglese potrebbe trovare concretezza non appena Banque Populaire entrerà nelle calme equatoriali.

Probabilmente saranno proprio i dolldrums (calme equatoriali) a decidere il giro del mondo senza scalo ed assistenza. Le Cleac’h ci entrerà per primo, tra circa 1000 miglia, ma molto dipenderà da quanto saranno ampie le calme nel momento in cui transiteranno i due skipper. Al momento i dolldrums infatti non sono particolarmente segnati e sembra possibile un passaggio veloce. Un particolare che giocherebbe fortemente a favore del francese che con un passaggio rapido non perderebbe troppe miglia di vantaggio sull’inseguitore. A Thomson converrebbe invece molto di più un passaggio incerto con ampie zone di calma: da dietro potrebbe studiare il rallentamento di Le Cleac’h e valutare la traiettoria migliore per un attacco alla leadership.

L’esito del Vendée Globe resta quindi ancora incerto anche se va precisato che Armel Le Cleac’h è in testa ormai da oltre un mese. dopo l’assolo di Alex Thomson nella discesa dell’Atlantico.

Il pubblico, e i media internazionali, si sono divisi: per la vela francese vedere trionfare un inglese nel loro tempio sarebbe quasi come la sconfitta degli USA all’America’s Cup del 1983, un risultato che segnerebbe la fine di un’epoca. Francia contro Inghilterra quindi, un duello che sa tanto di storia, un racconto sul quale tutti i giornalisti internazionali si stanno sbizzarrendo. Indipendentemente da chi vincerà, il Vendée Globe si sta confermando sempre di più come la più alta espressione della regata oceanica. Più della Volvo Ocean Race che invece ha puntato molto sul marketing snaturando le caratteristiche del percorso. Il Vendée resta fedele alle origini: innovazione tecnologica, le storie degli skipper, una barca, il Southern Ocean e il mondo da circumnavigare: semplice, efficace, affascinante, c’est le Vendée Globe.

 

Mauro Giuffrè

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