Olimpiadi di Tokyo 2020, Puppo e Capurro raccontano la loro preparazione con Slam – FOTO

Matteo Puppo e Matteo Capurro si allenano in vista di Tokyo 2020. Con loro c'è Slam, storico marchio genovese

5 gennaio 2018 | di Gregorio Ferrari
Matteo Puppo e Capurro in 470 di bolina
Matteo Puppo e Matteo Capurro in 470 di bolina

Il 2018 è appena cominciato e sono ormai due gli anni che ci separano dalle Olimpiadi di Tokyo 2020. La strada è ancora lunga ma tra i principali candidati a rappresentare l’Italia in Giappone ci sono anche due velisti genovesi dello Yacht Club Italiano, Matteo Capurro e Matteo Puppo, rispettivamente timoniere e prodiere.

Ad accompagnarli nel loro percorso di preparazione c’è Slam, marchio conosciuto su ogni campo di regata, che fa della cultura del mare e della continua innovazione tecnologica i suoi punti di forza. Abbiamo incontrato i due atleti per farci raccontare il loro training, insieme a Slam, in vista  delle Olimpiadi 2020.

LN – Tra pochi giorni partirete per gli Stati Uniti per quasi un mese. Cosa vi aspetta dall’altra parte dell’Oceano?

MC –  Ci prepariamo ad affrontare la tappa del Campionato del Mondo 470 a Miami, in programma dal 21 al 28 gennaio. Il nostro obiettivo è quello di far selezionare l’Italia alle prossime Olimpiadi, a cui possono prendere parte solo il 40% delle nazioni del mondiale. Alle Olimpiadi potrà poi partecipare solo un equipaggio ma quello, pur rimanendo un obiettivo, si vedrà più avanti. Dal 13 al 15 gennaio prenderemo parte anche al Campionato Nord Americano.

MP – Da gennaio e per tutto il 2018 inizieremo anche ad allenarci con l’equipaggio della Marina Militare, Giacomo Ferrari e Giulio Calabrò ed il tecnico Gabrio Zandonà. Sarà sicuramente una strada per migliorare e crescere, perché dobbiamo prima di tutto far qualificare l’Italia.

LN – Quanto vi state allenando in questo momento?

MC – Il periodo tra ottobre e dicembre è stato di preparazione intensa, in vista del mondiale di gennaio. Il grosso dello sforzo, però, sarà ad agosto, prima di andare in Danimarca, per arrivarci il più in forma possibile. In media facciamo almeno 15/20 uscite in mare ogni mese e ogni allenamento dura circa 3 ore, meteo permettendo.

MP – L’ultimo anno l’abbiamo passato allenandoci regolarmente e bene ma non allo sfinimento. Lo sforzo maggiore lo dovremo dare tra poco, negli ultimi due anni prima delle Olimpiadi, per arrivarci al massimo in ogni caso.

LN – Siete in mare 15/20 giorni al mese in ogni stagione, quindi anche il modo di vestirsi ha un ruolo cruciale. Da “atleti Slam” come influisce l’abbigliamento  sulle vostre uscite?

MP – E’ importantissimo perché senza l’abbigliamento giusto in inverno “prendi delle barcate di freddo”, tanto per rimanere in tema. In estate, invece, rimanendo tanto in acqua non puoi essere scoperto a lungo ma con una muta avresti troppo caldo. Per questo Slam ha elaborato una serie di prodotti adatti alle varie stagioni e al clima, realizzati appositamente per chi va in deriva e noi siamo felici di aver contribuito al loro studio e alla loro elaborazione.

MC – Se ti alleni mentre batti i denti o sei accaldato il rendimento chiaramente è più basso perché non riesci a concentrarti su quello che devi fare. Nel 2018 uscirà anche una nuova linea Slam, studiata appunto per le derive. Si tratta di un passo avanti davvero notevole, in grado di migliorare la qualità delle uscite a molti derivisti.

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