Volvo Ocean Race trhilling: l’inferno nei 50 Urlanti. VIDEO

Medie di velocità sui 21-22 nodi, onde enormi e tanti rischi: è il pane quotidiano degli equipaggi impegnati nei 50 Urlanti

25 Marzo 2015 | di Redazione Liguria Nautica

Chinese Gybe_Mapfre_VORUna famosa pubblicità diceva “La potenza è nulla senza controllo”, uno slogan che sembra fatto apposta per i momenti che hanno vissuto gli equipaggi della Volvo Ocean Race nelle ultime ore trascorse nei 50 Urlanti, in rotta verso Capo Horn, durante questa tappa numero 5. Medie pazzesche per 24 ore, 21-22 nodi medi con punte prossime ai 30, gli equipaggi hanno spinto al massimo i Volvo Ocean 65 ma, come dicevamo, la potenza è nulla senza controllo.

 

Con il moto ondoso in aumento e 40 e più nodi in poppa la velocità schizza in alto, ma i rischi pure. A parte Brunel e Alvimeica, tutti gli altri equipaggi sono incappati in violente strapogge e relative strambate involontarie, conosciute anche con il termine inglese di Chinese Gybe. Di cosa si tratta? Proviamo a descrivere la situazione.

 

La barca scende dall’onda in planata con il timoniere che tende a spingerla il più possibile alla poggia per guadagnare strada verso l’obbiettivo; la barca a quel punto inizia a sbandare sopravvento e il timoniere deve essere bravo a tornare all’orza prima del punto di non ritorno, ovvero prima che lo sbandamento sopravvento sia eccessivo è inneschi una tendenza poggiera della barca incontrastabile. Se ciò non riesce a causa dell’alta velocità il disastro è dietro l’angolo: la randa stramba violentemente senza controllo, la vela di prua va a collo, la barca si sdraia in acqua. E’ quello che è successo ai 4 Volvo Ocean 65 coinvolti, con alcune aggravanti data la tipologia delle barche. Essendo dotate di volanti infatti, il cambio di bordo involontario della randa viene violentemente stoppato dalla volante che fu di sopravvento, con conseguente fortissima sollecitazione dell’albero e rischio concreto di rottura di vela e attrezzatura. Altro problema dei VOR 65: la chiglia basculante. Anche al lasco-poppa viene posizionata sopravvento, se si stramba involontariamente la chiglia verrà quindi a trovarsi sottovento, costringendo la barca a restare sdraiata. Non un affare facile da risolvere, ma fortunatamente senza danni particolari per gli equipaggi. Qualche vela malridotta, molto disordine all’interno e tanta paura, ma la vita nei 50 Urlanti è questa.

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